GP Olanda, strategie F1: perché la sosta unica è favorita e la Soft può sorprendere
La Formula 1 torna in pista dopo la pausa estiva con il Gran Premio d’Olanda, prima gara della seconda parte della stagione 2026. La corsa prenderà il via alle 15:00 italiane sul circuito di Zandvoort, un tracciato nel quale la gestione degli pneumatici e la scelta del momento del pit stop possono incidere in modo decisivo sul risultato finale.
Gran Premio d’Olanda: la strategia a una sosta è favorita
Le valutazioni effettuate durante le prove e la Sprint Race hanno indicato nella strategia a una sola sosta l’opzione più adatta alle caratteristiche del circuito. A Zandvoort i sorpassi sono particolarmente complessi e una gara impostata su due cambi gomme potrebbe esporre i piloti a rischi legati al traffico dopo il rientro in pista.
Dario Marrafuschi, direttore di Pirelli Motorsport F1, ha spiegato che l’analisi combinata di degrado, prestazioni e usura porta a considerare la singola sosta come la soluzione più probabile. Dal punto di vista puramente cronometrico, la strategia a due soste sarebbe soltanto tre secondi più lenta sulla distanza complessiva del Gran Premio. Le caratteristiche del tracciato, però, rendono più conveniente limitare i passaggi dalla corsia box.
Strategia Pirelli: Medium e Hard sono la combinazione principale
L’ipotesi ritenuta più veloce da Pirelli prevede una partenza con pneumatici Medium e il successivo utilizzo delle Hard. Il pit stop dovrebbe essere effettuato tra il 27° e il 33° giro, all’interno della finestra considerata principale per una gara programmata sulla distanza di 72 tornate.
Soft-Hard: un’alternativa molto vicina nei tempi
La mescola Soft potrebbe essere impiegata nella prima parte della corsa per sfruttare il maggiore grip allo scatto rispetto alle vetture che partiranno con la Medium. Secondo le stime Pirelli, la combinazione Soft-Hard sarebbe appena un secondo più lenta rispetto alla soluzione ritenuta migliore.
La gomma dura potrebbe inoltre avere un ruolo importante perché diversi team dispongono ancora di due set nuovi di Hard. I dati sull’usura suggeriscono che questa mescola possa garantire uno stint lungo senza particolari preoccupazioni legate al consumo.
Gomma Soft a Zandvoort: degrado simile alla Medium
Il comportamento della Soft ha rappresentato una sorpresa durante la Sprint Race. La mescola, identificata come C4 a Zandvoort, ha mostrato un livello di degrado sostanzialmente paragonabile a quello della Medium, nonostante normalmente presenti un intervallo di funzionamento leggermente più basso rispetto alle altre mescole della gamma.
Le temperature più fredde incontrate sul circuito potrebbero aver favorito un rendimento migliore del previsto. In condizioni differenti, la C4 tende infatti a operare in un range leggermente inferiore quando viene confrontata con mescole come C3 e C5.
Strategie alternative: due soste e Soft-Medium sono meno convenienti
Tra le opzioni analizzate da Pirelli figura anche una strategia a una sosta con pneumatici Soft e Medium. La combinazione, però, non viene raccomandata dal punto di vista delle prestazioni e potrebbe risultare circa sette secondi più lenta rispetto alla soluzione di riferimento. In questo caso, la finestra prevista per il cambio gomme sarebbe compresa tra il 35° e il 41° giro.
Le opzioni a due soste previste da Pirelli
La prima strategia a due pit stop prevede l’alternanza Medium-Hard-Soft. Il primo cambio dovrebbe avvenire tra il 24° e il 30° giro, mentre il secondo sarebbe programmato tra il 46° e il 52°.
La seconda possibilità considera invece la sequenza Soft-Medium-Medium, con una prima sosta tra il 21° e il 27° giro e un secondo intervento tra il 45° e il 51°. Anche queste soluzioni non sono considerate ideali da Pirelli e non rientrano tra le strategie raccomandate.
Zandvoort: graining assente e usura nella norma
La rugosità dell’asfalto e le caratteristiche del tracciato avrebbero potuto favorire fenomeni di graining durante la gara. Le rilevazioni effettuate, invece, hanno evidenziato una situazione differente: l’usura degli pneumatici risulta caratterizzata da una normale abrasione, proporzionata alle sollecitazioni imposte dalla pista.
Non sono quindi attesi problemi rilevanti di graining nel corso del Gran Premio, mentre il livello di consumo dovrebbe restare compatibile con le strategie a una sola sosta.
Safety Car: la Hard nuova può diventare un azzardo
L’ingresso della Safety Car o della Virtual Safety Car potrebbe modificare le valutazioni strategiche. Chi dispone di due treni nuovi di gomme Hard potrebbe decidere di rientrare immediatamente ai box, effettuare il cambio di mescola e provare a completare la gara senza ulteriori soste.
La durata complessiva dello stint con la Hard resta basata su alcune ipotesi, perché i dati disponibili su questa mescola sono meno completi rispetto a quelli raccolti con Soft e Medium. Le informazioni vengono analizzate dagli ingegneri e condivise con i team per definire la soluzione più adatta.
L’utilizzo della Hard nuova in regime di Safety Car sarebbe quindi possibile, ma non ideale. La percorrenza della pit lane di Zandvoort richiede circa 18 secondi e dal 2025 il limite di velocità è stato innalzato a 80 km/h. In presenza di Safety Car o Virtual Safety Car, il vantaggio temporale disponibile sarebbe di appena una decina di secondi.
Per questo motivo, la scelta avrebbe senso soprattutto come mossa estremamente rischiosa per una vettura in una situazione di classifica molto compromessa, con l’obiettivo di sfruttare un’opportunità inattesa e cambiare radicalmente l’andamento della gara.
