McLaren stupisce se stessa nei curvoni: prestazioni oltre le attese, ma serve un compromesso per volare in F1
La McLaren MCL40 sta mostrando segnali di crescita dopo un avvio di stagione complicato. Gli aggiornamenti introdotti tra Budapest e Zandvoort hanno restituito carico aerodinamico alla monoposto e rilanciato le prestazioni nelle curve veloci, fino a portare Lando Norris alla pole position sul circuito olandese. Il miglioramento è apparso più consistente del previsto, anche se il comportamento nelle sezioni lente continua a rappresentare un limite da verificare sulla lunga distanza.
McLaren MCL40, gli aggiornamenti cambiano il rendimento
La rincorsa della squadra inglese nasce dalla capacità di sviluppare rapidamente la vettura, una caratteristica che negli ultimi anni ha permesso alla McLaren di recuperare terreno rispetto ai principali avversari. Le modifiche applicate in Ungheria e nei successivi appuntamenti erano state progettate per colmare la carenza di carico della MCL40.
Il risultato è stato particolarmente evidente nei tratti ad alta velocità. Secondo Andrea Stella, l’efficacia degli interventi ha superato le previsioni iniziali, soprattutto nelle curve 7 e 8 di Zandvoort. Proprio in quelle sezioni Lando Norris ha costruito una parte decisiva della propria pole position, confermando il potenziale della monoposto nei curvoni veloci.
McLaren e curve veloci, il vantaggio sulla concorrenza
La competitività della McLaren nelle curve lunghe e rapide era già emersa durante le prove del venerdì e non rappresenta una sorpresa assoluta. La MCL40 aveva mostrato un rendimento superiore anche alla Ferrari nella prima sessione di qualifica del fine settimana, ma il margine rilevato il sabato è risultato particolarmente significativo.
In curva 7, Norris ha fatto registrare una velocità superiore di 5 km/h rispetto alla migliore Ferrari, guidata da Lewis Hamilton, e di 9 km/h nei confronti della Mercedes di George Russell. In curva 8, il distacco dalla Mercedes del pilota britannico è arrivato a 8 km/h. Questi dati evidenziano quanto il nuovo carico aerodinamico abbia valorizzato la vettura nei tratti più rapidi.
Il quadro cambia nelle curve lente, soprattutto in fase di inserimento e nei cambi di direzione della chicane. In queste zone la MCL40 ha continuato a mostrare alcune difficoltà, già individuate in precedenza come aree prioritarie di sviluppo. La vettura dispone quindi di un punto di forza molto marcato, ma anche di un equilibrio ancora incompleto.
McLaren MCL40, il limite delle curve lente in gara
La gomma soft può attenuare alcune carenze sul giro secco, grazie al maggiore livello di aderenza disponibile. Sul ritmo di gara, però, il vantaggio iniziale tende a ridursi quando il pneumatico perde prestazione. In quel momento il grip deve essere prodotto soprattutto dall’aerodinamica e le difficoltà della monoposto nelle curve lente tornano più evidenti.
In queste sezioni si trascorre più tempo rispetto ai curvoni veloci, con frenate anticipate, percorrenze più lunghe e una fase di trazione maggiormente estesa. Il tempo perso nelle parti lente è difficile da recuperare nei tratti rapidi, dove le possibilità di guadagno restano più contenute. La situazione diventa ancora più delicata quando il retrotreno comincia a scivolare.
Il calo del posteriore obbliga a ridurre l’intensità della guida nei curvoni, sia per limitare l’energia trasferita alle gomme sia per evitare un ulteriore deterioramento dell’aderenza. Durante la sprint questo comportamento è emerso con chiarezza e ha contribuito a creare le condizioni per il sorpasso completato da Charles Leclerc.
McLaren, il lavoro sul setup dopo la sprint
La squadra ha cercato di correggere il comportamento nelle zone lente intervenendo sul setup dopo i dati raccolti nella sprint race. L’obiettivo era rendere la MCL40 più efficace nelle fasi di frenata, inserimento e trazione, migliorando il rendimento complessivo sulla distanza.
La Ferrari è rimasta considerata un’avversaria particolarmente insidiosa sul passo gara. Resta da stabilire quanto della competitività mostrata da Leclerc nella sprint dipendesse dalla vettura sulla lunga distanza e quanto fosse legato all’efficacia della gomma soft, apparsa competitiva anche sulla Haas di Oliver Bearman.
Rispetto alla sprint, la McLaren ha inoltre ridotto il divario in rettilineo nei confronti della Mercedes: il distacco è sceso da 12 a 5 km/h. Il dato suggerisce un intervento sulle mappature elettriche, capace di migliorare la velocità di punta. La pole position di Norris ha fornito un primo riscontro molto positivo, mentre la conferma del rendimento sulla distanza resta legata alla gestione delle gomme e all’efficacia delle correzioni apportate al setup.
McLaren e protagonisti coinvolti nel confronto
Lo sviluppo della MCL40 e il confronto prestazionale sul circuito di Zandvoort hanno coinvolto diversi protagonisti della Formula 1. Lando Norris ha ottenuto la pole position, mentre Andrea Stella ha illustrato gli effetti degli aggiornamenti e le aree ancora da migliorare. Ferrari, Mercedes e Haas sono state rappresentate rispettivamente da piloti impegnati nel confronto diretto sul ritmo e sulla gestione degli pneumatici.
- Lando Norris, McLaren
- Andrea Stella, McLaren
- Lewis Hamilton, Ferrari
- George Russell, Mercedes
- Charles Leclerc, Ferrari
- Oliver Bearman, Haas
