MotoGP diggia a inizio anno eravamo più forti nelle sprint ora siamo dietro ad aprilia

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MotoGP diggia a inizio anno eravamo più forti nelle sprint ora siamo dietro ad aprilia

Dopo un weekend in cui Fabio Di Giannantonio non aveva brillato particolarmente, arriva un cambio di passo immediato nel momento decisivo: nella Sprint del Gran Premio d’Olanda di MotoGP conquista il gradino più basso del podio. Un risultato importante, ottenuto con una gestione della gara breve in cui ogni dettaglio, dal limite spinto al lavoro degli pneumatici, ha fatto la differenza.

sprint gran premio olanda motoGP: di giannantonio conquista il bronzo

Il podio, nella Sprint olandese, risulta insolitamente composto solo da moto di squadre satellite. Davanti a Di Giannantonio si piazzano le due Aprilia del Trackhouse Racing, condotte da Raul Fernandez e Ai Ogura. Nonostante questo quadro, il portacolori della Pertamina Enduro VR46 riesce a infiammare la classifica, inserendo la propria Ducati davanti alle due RS-GP ufficiali.

Il sorpasso in classifica assume un valore tecnico: le Desmosedici GP sembrano avere un vantaggio concreto sul circuito di Assen. Di Giannantonio, però, riesce comunque a ribaltare l’andamento che appariva più favorevole agli avversari.

strategie e rischio: come nasce il risultato

Per arrivare al terzo posto, Di Giannantonio racconta di aver dovuto adottare un approccio più aggressivo rispetto allo standard. La necessità del margine, nel suo racconto, non riguarda solo la gara, ma l’intero weekend, con l’esigenza di trovare confidenza e ritmo senza concedere respiro.

Il pilota evidenzia che, ad Assen, rilassarsi porta a ritrovarsi in fondo al gruppo, motivo per cui ha deciso di spingere con continuità per capire come girare al limite. Il passaggio decisivo arriva soprattutto in rapporto alla Sprint: la prestazione gli consente anche di migliorare il confronto di campionato, aggiudicandosi un punticino sul leader Marco Bezzecchi, riducendo il distacco a -22.

Nei commenti a Sky Sport MotoGP, Di Giannantonio sintetizza così la propria impostazione: energia costante durante il weekend, spinta ulteriore al momento giusto e la convinzione che, ogni tanto, serva rischiare per ottenere il salto di qualità.

gp26 e pneumatici: cambio di ritmo senza modifiche strutturali

Alla base del cambio di passo non c’è una trasformazione tecnica della moto. Secondo quanto dichiarato, non vengono effettuate modifiche importanti alla GP26 nel senso di cambiare setup: l’obiettivo è utilizzare il proprio pacchetto, pensato per evitare errori e mantenere prestazioni stabili.

Il focus, nella Sprint, diventa la capacità di restare nel flusso prestazionale delle Aprilia, sfruttando al massimo anche gli pneumatici. Di Giannantonio afferma di aver spinto a fondo per stare sul limite, considerando la natura della gara breve e la durata: 12 giri percepiti come una finestra in cui è possibile spremere il rendimento.

vantaggi aprilIa: accelerazione e cambio di direzione

Nel dettaglio del ritmo, il pilota indica due elementi di forza delle Aprilia: accelerano con grande intensità rispettivamente fuori dalla curva 11 e dalla curva 12. In aggiunta, vengono citati anche i passaggi in cui riescono a eseguire in modo molto rapido il cambio di direzione della curva 15. Proprio questi aspetti rendono necessario un lavoro continuo per mantenere la scia.

preoccupazioni e lettura del campionato: attenzione alle sprint

Oltre alla cronaca della gara, emerge anche un punto di osservazione per il prosieguo della stagione. Di Giannantonio lancia un piccolo allarme: nel suo ragionamento, le Aprilia avrebbero colmato un limite che, all’inizio del campionato, sembrava essere l’unico differenziale rispetto alle Desmosedici GP.

Il pilota spiega che in avvio anno l’equilibrio appariva diverso: le Aprilia risultavano più competitive nella gara lunga, mentre la situazione delle Sprint sembrava favorire maggiormente altri riferimenti. Ora, con i risultati emersi, arriva il segnale che anche nelle Sprint iniziano a essere in grado di partire più forte e tenere il confronto.

La conclusione del pilota è improntata alla gestione: non si possono intervenire su elementi esterni, resta la strada della massimizzazione del pacchetto personale e della ricerca del massimo rendimento, pur con la difficoltà di gestire le gomme quando ogni giro richiede di essere costantemente al limite. La prestazione ad Assen diventa quindi un indicatore concreto su cui lavorare per le prossime sfide.

piloti citati nella sprint del gran premio d’olanda

  • Fabio Di Giannantonio
  • Raul Fernandez
  • Ai Ogura
  • Marco Bezzecchi
Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team
Categorie: Motori

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