Monza, la McLaren MCL40 sorprende: un'anomalia che non riguarda solo l'ala, ma la squadra non si arrende

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Monza, la McLaren MCL40 sorprende: un'anomalia che non riguarda solo l'ala, ma la squadra non si arrende

Il weekend di Monza rappresenta un passaggio significativo per McLaren, chiamata a verificare il reale livello della MCL40 su un circuito molto diverso da quelli affrontati nelle gare precedenti. Dopo i successi ottenuti in Ungheria e in Olanda, arrivati su tracciati ad alto carico aerodinamico, la squadra di Woking si trova davanti a un esame più complesso, condizionato dall’efficienza sui rettilinei e dalla gestione delle curve ad alta velocità.

McLaren a Monza tra aspettative e difficoltà

Monza costituisce un crocevia importante per diversi team di vertice. Mercedes punta a ottenere un risultato di rilievo anche senza aggiornamenti sulla vettura, mentre Ferrari sfrutta il fine settimana italiano per valutare il comportamento del nuovo motore. Per McLaren, invece, il principale obiettivo è capire se la monoposto possa essere competitiva anche su una pista che non valorizza pienamente le sue caratteristiche.

Andrea Stella aveva indicato il circuito italiano come un banco di prova utile per misurare la completezza della MCL40. Una buona prestazione avrebbe rafforzato l’immagine di una vettura capace di adattarsi a condizioni differenti, qualità essenziale in un campionato nel quale la continuità dei risultati può fare la differenza. Le prime indicazioni del fine settimana, però, stanno confermando parte delle difficoltà previste.

MCL40, il compromesso tra carico aerodinamico e velocità

Gli aggiornamenti introdotti nelle ultime gare hanno permesso alla McLaren di incrementare il carico aerodinamico. Si tratta di una direzione tecnica considerata prioritaria a Woking, perché un maggiore carico può migliorare il comportamento della vettura su numerosi tracciati. Monza mette però in evidenza un limite già noto: l’efficienza aerodinamica della McLaren è inferiore a quella dei principali rivali, soprattutto rispetto alla Mercedes.

Il team ha inoltre portato al debutto la propria versione dell’ala posteriore a configurazione variabile, già provata brevemente durante le prove libere in Ungheria. La soluzione consente di ridurre la resistenza all’avanzamento sui lunghi rettilinei, ma per il momento non ha modificato in modo sostanziale i rapporti di forza. Al termine del venerdì, le due McLaren hanno chiuso a quasi quattro decimi da George Russell, lasciando piloti e tecnici lontani dalla lotta per la pole position.

Il comportamento della McLaren nelle curve di Monza

Secondo Lando Norris, la MCL40 sta mostrando un comportamento inatteso rispetto alle previsioni. Nei punti in cui la squadra si aspettava un rendimento elevato, la vettura non è riuscita a esprimersi al meglio. Al contrario, nelle sezioni considerate più problematiche il distacco è apparso meno marcato, pur restando significativo rispetto ai migliori.

Nei curvoni veloci, tra cui le due Lesmo, l’Ascari e la Parabolica, la McLaren non ha brillato. In queste zone il riferimento è rappresentato dalla Ferrari, mentre la MCL40 presenta un rendimento più vicino a quello della Mercedes. La situazione è differente nelle curve lente: alla prima chicane e alla Roggia, dove in passato la McLaren aveva spesso incontrato difficoltà, i tempi risultano più competitivi e vicini a quelli delle vetture di vertice.

La stabilità nei tratti a bassa velocità offre alcuni vantaggi, soprattutto perché consente di gestire meglio la trazione in uscita dalle curve. Questo aspetto distingue la McLaren dalla Red Bull, che a Monza sta soffrendo il comportamento sovrasterzante della propria monoposto. Il beneficio, però, non è sufficiente a recuperare il tempo perso nei curvoni e soprattutto sui rettilinei.

Il lavoro sul setup e sull’energia

La McLaren non è ancora riuscita a individuare il compromesso ideale tra prestazione nelle curve rapide e velocità di punta. Il divario non riguarda soltanto la Mercedes, particolarmente efficace sui rettilinei, ma anche la Ferrari, che pur sacrificando qualcosa nella prima parte del giro riesce a essere molto competitiva nel tratto che conduce alla Parabolica.

La nuova ala posteriore sta funzionando secondo le aspettative del team e dovrebbe essere utilizzata anche nel resto del fine settimana. Gli ingegneri hanno lavorato sulle altezze da terra per migliorare il rendimento tra alta e bassa velocità, ottenendo un bilanciamento giudicato positivo. Il margine principale sembra però ancora legato alla gestione dell’energia.

Neil Houdley ha evidenziato la possibilità di guadagnare tempo intervenendo sulla ricarica e sulle modalità di deployment. I piloti potrebbero recuperare circa un decimo, mentre ulteriori miglioramenti potrebbero arrivare dal lavoro degli ingegneri sul setup. Le prospettive restano prudenziali: la lotta per la pole appare realisticamente difficile, anche se la squadra ritiene di avere ancora potenziale da sbloccare.

McLaren affronta quindi il prosieguo del weekend con un atteggiamento difensivo, coerente con le caratteristiche del circuito e con le difficoltà previste prima dell’arrivo in Italia. Il campionato resta lungo e il rendimento della MCL40 può cambiare sensibilmente in base al tracciato, come hanno già dimostrato Mercedes e Ferrari.

Protagonisti McLaren e Formula 1

Le principali personalità citate nel contesto delle prestazioni della McLaren a Monza sono:

  • Lando Norris, pilota McLaren e campione del mondo in carica.
  • Oscar Piastri, pilota McLaren.
  • Andrea Stella, riferimento della squadra McLaren.
  • Neil Houdley, tecnico McLaren intervenuto sull’analisi della vettura.
  • George Russell, pilota Mercedes risultato il più veloce nel venerdì di Monza.
Lando Norris, McLaren
Categorie: Formula 1Motori

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