Ferrari SF-26: telaio e aerodinamica avvicinano il salto di qualità, non è solo questione di motore

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Ferrari SF-26: telaio e aerodinamica avvicinano il salto di qualità, non è solo questione di motore

La Ferrari si presenta al Gran Premio d’Italia con una SF-26 più competitiva del previsto sul circuito di Monza. Il motore ADUO2 porta un incremento di potenza, ma il vantaggio principale della monoposto nasce dall’equilibrio tra telaio, aerodinamica, gestione dell’energia elettrica e comportamento nelle chicane. La Mercedes resta il riferimento, anche se il distacco appare contenuto e lascia alla Scuderia margini concreti per puntare alle prime posizioni.

Ferrari a Monza tra tradizione e nuova competitività

Per molti anni la presenza della Ferrari a Monza è stata associata alla ricerca del cosiddetto motorone, capace di spingere le monoposto verso la pole position e, in alcuni casi, verso una prima fila interamente rossa. Era una Formula 1 diversa, nella quale la potenza rappresentava il principale strumento per accendere l’entusiasmo del pubblico italiano, anche quando il risultato della gara non premiava la Scuderia.

Il passato non è stato rinnegato. Il tributo a Michael Schumacher, campione straordinario oggi costretto a vivere lontano dalla scena pubblica, ha evidenziato il valore delle basi costruite dalla Ferrari all’inizio degli anni Duemila. La squadra è poi cambiata, adeguandosi ai regolamenti e alle caratteristiche della Formula 1 moderna.

Ferrari SF-26, il motore ADUO2 non basta a colmare il divario

L’introduzione del propulsore ADUO2 rappresenta un’evoluzione tecnica. Il nuovo motore garantisce circa quindici cavalli in più, anche grazie alla benzina Shell, ma non consente ancora di annullare il divario di potenza con il sei cilindri Mercedes. Per questa ragione, la Ferrari ha impostato il fine settimana di Monza cercando rendimento soprattutto attraverso telaio e aerodinamica.

Nella simulazione di qualifica, Charles Leclerc ha chiuso al secondo posto, a 120 millesimi da George Russell. In precedenza, i due piloti Ferrari avevano ottenuto una doppietta nelle prime prove libere, riaccendendo l’entusiasmo sulle tribune. Il risultato non ha generato illusioni, ma ha alimentato la speranza di replicare le prestazioni mostrate a Barcellona e Silverstone, due tracciati teoricamente poco favorevoli alla SF-26.

Mercedes favorita, ma la Ferrari sfrutta meglio le chicane

La Mercedes conserva il ruolo di squadra favorita, anche se la configurazione tecnica di Monza sembra ridurre parte del suo vantaggio. Con l’attuale regolamento, il circuito permette di recuperare una quantità limitata di energia e obbliga a distribuire la potenza elettrica con grande precisione lungo i rettilinei.

Le velocità massime registrate da Lewis Hamilton, 331,4 km/h, e George Russell, 331,1 km/h, sono risultate quasi identiche. La Ferrari ha compreso che una vettura completamente scarica non rappresenta necessariamente la scelta più efficace sul tracciato italiano. È quindi fondamentale conservare una buona percorrenza nelle chicane e nelle curve, così da ottenere trazione senza dipendere continuamente dall’energia elettrica.

La SF-26 si distingue nella Prima Variante e alla Roggia, riuscendo inoltre a difendersi nelle curve di Lesmo. La W17 presenta invece un rendimento superiore nei primi tre rettilinei, dove scarica la propria energia. La situazione cambia nella zona compresa tra la Variante Ascari e la Parabolica: in quel tratto la Mercedes arriva con meno batteria, mentre la Ferrari può utilizzare una maggiore quantità di carica.

Strategia Ferrari e preparazione alla qualifica di Monza

Il quadro delle prestazioni resta difficile da interpretare, perché tra una sessione e l’altra cambiano carichi di carburante, mappature e impostazioni. Fred Vasseur ha sottolineato la necessità di concentrarsi sul lavoro della squadra e di attendere una maggiore convergenza dell’approccio durante le FP3. Non è escluso che alcuni avversari abbiano adottato una condotta di pretattica.

A Maranello è arrivata comunque la conferma di poter competere per le posizioni di vertice. La penalizzazione di Kimi Antonelli, destinato a partire dal fondo della griglia dopo aver utilizzato il quinto motore, modifica ulteriormente lo scenario. La Ferrari non prevede giochi di squadra né iniziative specifiche per favorire la scia: l’obiettivo è qualificare entrambe le vetture molto avanti, così da poter sfruttare una possibile situazione favorevole due contro uno.

Ferrari SF-26, aggiornamenti aerodinamici per il circuito di Monza

Lewis Hamilton ha incontrato più difficoltà rispetto a Leclerc nel trovare il corretto bilanciamento della SF-26. La monoposto, nel complesso, sembra però adatta alle esigenze dello Stradale. Il flap tagliato del sistema FTM riduce il carico sul retrotreno e permette di liberare parte della potenza limitata dallo scarico soffiato.

Anche l’ala Macarena non corrisponde alla configurazione estremamente scarica provata brevemente a Spa. La soluzione adottata comprende le microappendici già osservate in Olanda, elementi pensati per offrire ai piloti maggiore sicurezza nelle frenate più impegnative.

Lo scenario tecnico del Gran Premio d’Italia resta ancora aperto. La Ferrari sembra avere scelto soluzioni coerenti con le caratteristiche di Monza e può nutrire ambizioni concrete, a condizione di eseguire il fine settimana senza errori. La precisione operativa rappresenta il passaggio decisivo per trasformare la competitività mostrata nelle prove in un risultato di rilievo.

Protagonisti Ferrari e Formula 1 a Monza

  • Charles Leclerc, pilota Ferrari e secondo nella simulazione di qualifica.
  • Lewis Hamilton, pilota Ferrari impegnato nella ricerca del miglior bilanciamento.
  • George Russell, riferimento Mercedes nella simulazione di qualifica.
  • Kimi Antonelli, penalizzato con la partenza dal fondo per l’utilizzo del quinto motore.
  • Fred Vasseur, responsabile della Ferrari.
  • Michael Schumacher, campione ricordato dalla Scuderia attraverso un tributo a Monza.
Charles Leclerc, Ferrari
Categorie: Formula 1Motori

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