Il codice segreto dietro la chiamata ai box che ha regalato a Antonelli la vittoria a Madrid
In Formula 1, anche un solo secondo può determinare l’esito di una gara, soprattutto su un circuito dove i sorpassi sono difficili e una Virtual Safety Car richiede decisioni immediate. A Madrid, la Mercedes ha trasformato una situazione complessa in un’opportunità grazie alla rapidità del muretto, alla preparazione della squadra e alla reazione di Andrea Kimi Antonelli.
Virtual Safety Car e pit stop di Antonelli a Madrid
Quando l’ingegnere di pista ha segnalato ad Antonelli la presenza della bandiera gialla, il pilota italiano ha iniziato a perdere velocità nel tratto compreso tra curva 18 e curva 20. L’obiettivo era farsi trovare pronto nel caso in cui la direzione gara avesse attivato la Virtual Safety Car.
Mercedes aveva previsto questa possibilità e ha utilizzato un codice riservato per comunicare al pilota la necessità di alzare il piede dall’acceleratore. Il rallentamento è stato più marcato rispetto a quello di Lando Norris e Max Verstappen, permettendo ad Antonelli di guadagnare un margine decisivo prima dell’ingresso ai box.
Dati del giro di Antonelli prima della VSC
Il confronto tra il giro 14 e il giro 13 evidenzia l’effetto delle indicazioni ricevute dal pilota Mercedes. Dopo l’esposizione della bandiera gialla, Antonelli ha affrontato curva 19 a una velocità inferiore di 29 km/h rispetto al passaggio precedente.
Nel raggiungere la zona di frenata di curva 20, dove la vettura di Stroll era ferma, il pilota ha mantenuto una velocità più bassa di 24 km/h. Il sollevamento dall’acceleratore è avvenuto con largo anticipo, così da aumentare il tempo disponibile per reagire all’eventuale neutralizzazione della gara.
Nello stesso scenario, Verstappen ha affrontato curva 19 a una velocità superiore di 15 km/h rispetto ad Antonelli. Anche all’approccio di curva 20 il pilota Red Bull conservava un margine di 18 km/h, avendo ritardato il rilascio dell’acceleratore.
Il rallentamento di Antonelli non si è limitato alla zona interessata dalla bandiera gialla. Il pilota ha continuato a ritardare il ritorno sull’acceleratore anche dopo l’esposizione della bandiera verde, seguendo la previsione del muretto Mercedes secondo cui l’attivazione della Virtual Safety Car era molto probabile.
Il codice segreto utilizzato da Mercedes
Andrew Shovlin ha spiegato che i team impiegano comunicazioni codificate per suggerire ai piloti la possibilità di rientrare ai box durante una Safety Car o una Virtual Safety Car. Mercedes modifica questi codici ogni settimana per impedire alle altre squadre di comprenderne il significato.
La bandiera gialla ha rappresentato la conferma necessaria per applicare il piano. Antonelli ha così recuperato circa un secondo, un margine che potrebbe essere stato sufficiente anche senza il rallentamento aggiuntivo, ma che ha reso la manovra molto più gestibile.
L’ingresso in pit lane è avvenuto in condizioni estremamente ristrette. Antonelli si trovava ormai vicino alla linea d’accesso quando la direzione gara ha attivato la Virtual Safety Car. Senza quel margine supplementare, il pilota avrebbe forse raggiunto comunque la corsia box all’ultimo istante, ma il secondo guadagnato gli ha concesso più tempo per reagire.
Coordinamento Mercedes durante la sosta
La difficoltà non riguardava soltanto la decisione di richiamare Antonelli ai box. La squadra doveva anche preparare rapidamente gli pneumatici e organizzare la sosta, considerando che Mercedes aveva scelto di fermare sia Antonelli sia Russell.
Tra l’esposizione della bandiera gialla e l’attivazione ufficiale della Virtual Safety Car sono trascorsi 35 secondi. Dal momento dell’inizio della VSC all’arrivo di Antonelli sulla piazzola davanti al garage Mercedes ne sono passati altri 15. La preparazione anticipata dei meccanici ha confermato l’efficacia del coordinamento interno.
Le squadre sono solite definire la domenica mattina le possibili strategie e le risposte agli scenari di gara più improvvisi, compresi incidenti, Safety Car e Virtual Safety Car. In situazioni caratterizzate da tempi molto ridotti, però, un piano deve essere accompagnato da una catena di comando chiara, capace di collegare muretto, ingegnere di pista, pilota e meccanici.
Nel caso Mercedes, Antonelli sapeva di trovarsi nella finestra utile per una sosta durante la VSC e il suo ingegnere ha confermato immediatamente la scelta dopo l’incidente. La rapidità decisionale ha evitato esitazioni e ha permesso alla squadra di completare una fermata resa complessa dalla ridotta disponibilità di tempo.
Protagonisti della strategia Mercedes a Madrid
La gestione della Virtual Safety Car ha coinvolto diversi protagonisti tra piloti e membri del team, ciascuno impegnato in una fase specifica della decisione e dell’esecuzione del pit stop.
- Andrea Kimi Antonelli, pilota Mercedes autore del rallentamento e del rientro ai box.
- Andrew Shovlin, responsabile a bordo pista della Mercedes.
- Lando Norris, riferimento utilizzato nel confronto sul ritmo durante il rallentamento.
- Max Verstappen, coinvolto nel confronto dei dati di velocità con Antonelli.
- George Russell, compagno di squadra fermato ai box nella stessa fase.
- Lance Stroll, la cui vettura ferma ha determinato l’esposizione della bandiera gialla.
