F1, vasseur: proteggere la squadra è il mio compito, chiedo ai piloti di fare lo stesso
Il confronto interno alla Ferrari dopo il Gran Premio d’Italia ha riportato l’attenzione sui rapporti tra Charles Leclerc e Lewis Hamilton, sulle responsabilità dei piloti e sui criteri con cui la squadra intende gestire la competizione interna. Frederic Vasseur ha affrontato direttamente la questione, ridimensionando le interpretazioni che hanno trasformato un episodio di gara in un presunto segnale di crisi.
Ferrari, il confronto tra Leclerc e Hamilton dopo Monza
Frederic Vasseur ha confermato di aver parlato con entrambi i piloti dopo la gara di Monza. Il confronto ha riguardato sia quanto accaduto in pista sia alcune dichiarazioni rilasciate durante il fine settimana. Leclerc e Hamilton hanno avuto un chiarimento diretto e il team principal ha ricordato loro i principi alla base della gestione della squadra.
La richiesta principale riguarda la necessità di assumersi le proprie responsabilità e di proteggere il lavoro delle numerose persone impegnate in Ferrari. Vasseur ha spiegato di applicare personalmente lo stesso criterio: quando una strategia ha contribuito a una vittoria, ha riconosciuto pubblicamente il merito degli uomini coinvolti; quando una scelta strategica ha portato a una sconfitta, ha assunto in prima persona la responsabilità davanti ai media.
Secondo il responsabile della Scuderia, anche i piloti devono contribuire alla tutela della squadra, soprattutto nei momenti più delicati. Il risultato collettivo, nella sua prospettiva, dipende dalla capacità di ogni componente di riconoscere il proprio ruolo e le proprie responsabilità.
Le dichiarazioni dei piloti e il peso delle parole
Vasseur non ha chiesto a Leclerc e Hamilton di rinunciare alla franchezza o alle critiche. La questione riguarda piuttosto la diversa percezione che una frase può assumere quando viene pronunciata davanti ai giornalisti. Un messaggio in larga parte positivo può essere ricordato per una sola osservazione negativa, soprattutto quando quest’ultima è introdotta da un “però”.
Hamilton avrebbe fatto notare che gran parte del proprio intervento era favorevole alla squadra, mentre l’attenzione dei media si sarebbe concentrata sulla parte più critica. Vasseur considera questo meccanismo parte del normale funzionamento della comunicazione pubblica e invita i piloti a tenerne conto quando commentano il lavoro della Ferrari.
Il contatto in pista e la gestione della rivalità interna
A Monza tra i due piloti Ferrari c’è stato un contatto sfiorato. Hamilton ha adottato un comportamento aggressivo e Leclerc ha successivamente riconosciuto di aver esagerato nella propria condotta. Per Vasseur, l’ammissione del monegasco è stata sufficiente a chiarire l’episodio.
Il team principal ha paragonato la situazione ad altri episodi avvenuti in gara, tra cui l’uscita sulla ghiaia di Kimi durante il confronto con Russell e quella di Hamilton al via. Un episodio di pista non dovrebbe essere automaticamente interpretato come la prova di una crisi nella gestione dei piloti. L’obiettivo di Vasseur è mantenere la vicenda entro proporzioni adeguate, senza collegarla a ipotesi più ampie sulla stabilità della squadra.
Le regole Ferrari per i piloti
Vasseur ha respinto l’idea che la Ferrari non disponga di criteri per regolare i duelli tra i propri piloti. Le cosiddette “rules of engagement” non possono prevedere ogni possibile situazione con precisione assoluta, perché un regolamento troppo dettagliato finirebbe per generare continue dispute sull’esatta posizione delle vetture e sulle responsabilità individuali.
La Ferrari si basa quindi su principi chiari e responsabilità già conosciute dai piloti. Non è necessario inserire nei contratti ogni scenario possibile: la gestione delle battaglie in pista deve fondarsi su regole generali applicate con buon senso e consapevolezza.
La linea scelta resta quella dei due piloti considerati numeri uno e sottoposti a trattamento paritario. Una gerarchia potrà essere stabilita soltanto quando la classifica renderà evidente che uno dei due non avrà più possibilità concrete di competere per l’obiettivo principale. Fino a quel momento, ogni decisione continuerà a essere presa mantenendo l’equilibrio interno.
Il precedente McLaren nella lotta per il campionato
Per spiegare la prudenza della Ferrari, Vasseur ha richiamato la situazione vissuta dalla McLaren nella stagione precedente. A Monza, Piastri aveva più di trenta punti di vantaggio su Norris, ma durante la gara la squadra aveva chiesto a Oscar di lasciare la seconda posizione a Lando.
Secondo il ragionamento del team principal, una scelta anticipata a favore di Piastri avrebbe potuto modificare l’esito del campionato. Verstappen aveva infatti concluso la stagione a soli tre punti da Norris. La Ferrari intende attendere una fase più avanzata della stagione prima di valutare eventuali ordini di squadra o una preferenza esplicita per uno dei due piloti.
Ferrari ADUO 2 e rendimento tecnico a Monza
Un altro tema affrontato da Vasseur riguarda l’ADUO 2 introdotto dalla Ferrari a Monza. Il componente è stato giudicato da alcuni osservatori come un aggiornamento incapace di garantire i risultati attesi, ma il team principal ha contestato questa lettura.
Il rendimento di un’evoluzione tecnica deve essere valutato tenendo conto delle caratteristiche del circuito. Su una pista come Zandvoort, una determinata differenza di potenza può tradursi in un ritardo di tre decimi. Se il divario viene ridotto di un terzo, il miglioramento può risultare evidente in quel contesto. A Monza, invece, la stessa differenza residua può incidere maggiormente sul tempo sul giro rispetto ai rivali.
Per questa ragione, un distacco più ampio a Monza non dimostra necessariamente che l’ADUO 2 non funzioni. Anche un incremento della potenza può non essere sufficiente a ridurre il divario su un circuito in cui la prestazione del motore ha un peso diverso. Vasseur ha inoltre difeso il lavoro degli specialisti di Maranello, giudicando ingiusto sostenere che l’aggiornamento non abbia prodotto alcun effetto.
Il futuro di Vasseur e il sostegno della Ferrari
Le indiscrezioni sul futuro di Vasseur sono tornate a circolare, come già accaduto in passato. Il francese ha dichiarato di non voler concentrare le proprie energie sulle voci relative a un possibile allontanamento. La Ferrari ha vinto due gare e dispone, secondo il team principal, di idee precise per continuare a migliorare.
La pressione viene considerata una componente inevitabile del ruolo, soprattutto alla guida della Scuderia. Vasseur ha anche negato di sentirsi solo, sottolineando l’esistenza di un canale di comunicazione costante e costruttivo con la Presidenza. Durante molti fine settimana di gara erano presenti rappresentanti dei vertici di Maranello, tra cui John Elkann, Benedetto Vigna e Piero Ferrari.
La posizione di Vasseur resta quindi orientata a separare i fatti dalle interpretazioni: una critica deve rimanere una critica e un episodio di gara deve essere valutato come tale, senza trasformarlo automaticamente nel sintomo di una crisi più ampia.
Protagonisti della gestione Ferrari
Il confronto sulla gara di Monza e sulle prospettive della Scuderia coinvolge diversi protagonisti del paddock e della struttura Ferrari.
- Frederic Vasseur, team principal della Ferrari.
- Charles Leclerc, pilota Ferrari.
- Lewis Hamilton, pilota Ferrari.
- John Elkann, presidente citato tra i rappresentanti dei vertici Ferrari.
- Benedetto Vigna, rappresentante dei vertici di Maranello.
- Piero Ferrari, esponente della dirigenza Ferrari.
- Ravin Jain, premiato da Vasseur dopo una vittoria ottenuta grazie alla strategia.
- Kimi e Russell, coinvolti in un episodio di gara richiamato nel confronto.
- Oscar Piastri e Lando Norris, protagonisti del precedente McLaren citato da Vasseur.
- Max Verstappen, rimasto vicino a Norris nella classifica finale della stagione ricordata.
