F1, hamilton ammette: setup dell’ala sbagliato, senza errore sarebbe stato in lotta
Il quarto posto ottenuto da Lewis Hamilton ad Austin racchiude un fine settimana dai risultati contrastanti. La Ferrari ha mostrato un potenziale sufficiente per puntare a un doppio podio, ma una scelta aerodinamica non efficace e un ritmo insufficiente nelle prime fasi hanno compromesso la gara del pilota inglese. Le indicazioni emerse nel finale, insieme alla competitività ritrovata sull’ultimo stint, offrono comunque elementi utili per il prosieguo.
Lewis Hamilton ad Austin tra sottosterzo e rimpianti
La principale difficoltà è stata individuata nella configurazione dell’ala anteriore, impostata con un carico troppo ridotto. Questa scelta ha provocato un marcato sottosterzo, impedendo alla vettura di affrontare correttamente la parte centrale delle curve. Hamilton ha faticato fin dai primi giri a far ruotare la SF-26 e ha perso rapidamente terreno rispetto ai primi tre, tra i quali figurava anche il compagno di squadra Charles Leclerc.
Quando l’avantreno non garantisce una risposta sufficiente, il pilota deve aumentare l’angolo di sterzo oppure cercare di aiutare la rotazione attraverso l’acceleratore. In entrambi i casi, la gestione della vettura diventa più complessa. Per Hamilton, l’effetto è stato un ritmo inferiore nella prima parte della gara, senza che il degrado degli pneumatici risultasse superiore a quello accusato da Leclerc.
Ferrari, le modifiche all’ala anteriore durante la gara
Il team ha provato a correggere il bilanciamento durante le soste ai box. Alla prima fermata sono stati aggiunti quattro click di ala anteriore, mentre altri quattro sono stati inseriti in occasione della seconda sosta. La modifica ha migliorato il comportamento della monoposto, ma non è stata sufficiente a eliminare completamente il problema.
Hamilton ha spiegato che, nonostante gli interventi, la vettura era ancora distante di circa quattro click dal carico anteriore ideale. Considerando entrambe le regolazioni, il divario complessivo rispetto alla configurazione necessaria è arrivato a dodici click. Un margine così ampio evidenzia quanto la Ferrari fosse lontana dalla corretta finestra di bilanciamento.
Il recupero di Lewis Hamilton nell’ultimo stint
La situazione è migliorata nell’ultima parte della corsa. Le regolazioni effettuate sull’ala hanno restituito a Hamilton maggiore fiducia, mentre la gomma hard si è dimostrata efficace. Il pilota Ferrari ha così ritrovato un passo competitivo e ha iniziato a ridurre il distacco accumulato nei confronti di Leclerc e Max Verstappen.
Al momento del cambio di ritmo, però, il ritardo dal duo di testa era già vicino ai dieci secondi. Il confronto tra Leclerc e Verstappen ha favorito il recupero dell’inglese, ma l’ingresso della Virtual Safety Car, provocato dal ritiro di Valtteri Bottas, ha interrotto la rimonta a pochi giri dalla bandiera a scacchi. La neutralizzazione ha quindi eliminato l’ultima possibilità concreta di attaccare Verstappen.
Le scelte di assetto Ferrari durante il venerdì
Secondo Hamilton, l’origine del problema va ricercata nelle sessioni del venerdì. La Ferrari aveva adottato un assetto non corretto in FP1 e aveva poi seguito una direzione poco efficace in FP2. Una configurazione migliore è stata trovata soltanto in FP3, quando il tempo disponibile per preparare la gara era ormai limitato.
Le vetture di Hamilton e Leclerc presentavano una differenza soprattutto nell’incidenza dell’ala e nella quantità di carico scelto. Leclerc aveva potuto provare il passo gara con l’assetto più adatto durante la FP2, mentre Hamilton non aveva avuto la stessa opportunità. Questo elemento ha inciso sulla preparazione del long run e sulla valutazione del comportamento della monoposto in condizioni di gara.
Gli aspetti positivi per Ferrari
Nonostante il risultato fuori dal podio, Hamilton ha evidenziato diversi segnali incoraggianti. Il team ha svolto un lavoro efficace ai pit stop e ha gestito positivamente la strategia. Inoltre, il ritmo mostrato nell’ultimo stint ha confermato che la vettura disponeva di una velocità sufficiente per competere nelle prime posizioni.
Con un passo analogo già nei primi due stint, il podio sarebbe stato alla portata. Hamilton ha indicato anche la possibilità di migliorare ulteriormente il rendimento in qualifica, lasciando emergere un potenziale non ancora completamente sfruttato. Il secondo posto di Charles Leclerc, capace di precedere Max Verstappen, ha confermato la competitività della Ferrari e alimentato il rammarico per l’occasione sfumata del doppio podio.
Protagonisti della gara Ferrari ad Austin
Le prestazioni e gli episodi principali del fine settimana hanno coinvolto diversi protagonisti della griglia:
- Lewis Hamilton, quarto classificato con la Ferrari;
- Charles Leclerc, secondo al traguardo con la Ferrari;
- Max Verstappen, preceduto da Leclerc;
- Valtteri Bottas, il cui ritiro ha provocato l’ingresso della Virtual Safety Car.
