Strategie GP Stati Uniti F1: con poco degrado pitstop con Soft e Medium, ecco quando usare le Hard
Il Gran Premio degli Stati Uniti al Circuit of the Americas si presenta con un degrado degli pneumatici contenuto, un fattore che potrebbe orientare le squadre verso una gara con una sola sosta. Le prestazioni mostrate dalle mescole più morbide hanno mantenuto aperte diverse combinazioni strategiche, mentre le temperature attese potrebbero contribuire a limitare ulteriormente il consumo delle gomme.
Strategia gomme ad Austin: soft e medium favorite
I dati raccolti durante le prove libere hanno evidenziato che anche le Soft hanno sostenuto stint piuttosto lunghi, mostrando un degrado giudicato accettabile e vicino a quello delle Medium. Il rapporto tra velocità e usura rende quindi le due mescole più morbide le principali candidate per la gara.
Le simulazioni indicano come soluzioni più probabili le strategie a una sosta con sequenza Medium-Hard oppure Soft-Hard. Le indicazioni fornite dai piloti e le sensazioni maturate in pista mantengono competitiva anche la combinazione Soft-Medium, con diverse possibili sequenze tra le due mescole.
La valutazione potrebbe cambiare soltanto in presenza di un degrado leggermente superiore alle aspettative. Le previsioni di temperature più basse rispetto alla giornata precedente, però, non fanno prevedere un incremento significativo dell’usura.
Grip al via e scelta delle mescole
Oltre al degrado, le squadre dovranno considerare il livello di aderenza garantito dagli pneumatici alla partenza. Le C4 Soft dovrebbero offrire un grip sensibilmente maggiore rispetto alle C3 Medium. Per questo motivo, chi punterà a guadagnare posizioni nei primi metri potrebbe scegliere le gomme più morbide, anche se caratterizzate dalla maggiore usura potenziale.
Due soste ad Austin in caso di degrado elevato
Se il consumo delle Soft dovesse risultare più alto del previsto, la gara potrebbe orientarsi verso una strategia a due pit stop. In questo scenario, la sequenza considerata più efficace sarebbe Soft-Medium-Soft, mentre le Hard perderebbero centralità.
Secondo i calcoli disponibili, la strategia a due soste comporterebbe una differenza di appena due secondi sull’intera distanza di gara rispetto alle alternative principali. Sarebbe quindi sufficiente un lieve peggioramento del degrado delle Soft per rendere concreta la scelta di effettuare due cambi gomme.
Safety Car e ruolo delle gomme hard
Una neutralizzazione nelle prime fasi della gara, compreso l’ingresso della Safety Car, potrebbe modificare profondamente la gestione degli pneumatici. In tale circostanza, le Hard C2 assumerebbero un’importanza maggiore grazie alla loro durata e alla capacità di garantire prestazioni costanti per una parte significativa della distanza.
Una sosta anticipata causata da una neutralizzazione permetterebbe di montare le Hard e completare il resto della gara con un rendimento regolare. La partenza potrebbe quindi avvenire con Soft o Medium, lasciando alle Hard il compito di sostenere lo stint successivo in caso di intervento della vettura di sicurezza.
Se la corsa procedesse senza interruzioni, le squadre potrebbero invece concentrarsi sulle Medium e sulle Soft, valutando con cautela l’impiego delle Hard in presenza di un degrado complessivamente limitato.
Gestione delle gomme durante la gara
Un eventuale pit stop anticipato richiederà attenzione nella fase di messa in temperatura. Con le Hard sarà possibile spingere fin dai primi giri, mentre le Soft dovranno essere gestite con maggiore prudenza all’inizio dello stint.
Questa caratteristica riduce la differenza effettiva nell’undercut tra le due mescole. In qualifica, il divario prestazionale tra Hard e Soft è stimato in circa 1,5 secondi. In gara, invece, il vantaggio iniziale delle Soft nell’undercut dovrebbe aggirarsi intorno a un secondo.
Montando le Soft, il guadagno può arrivare a circa 2,5 secondi, senza raggiungere i tre secondi. La necessità di affrontare con cautela il primo giro limita infatti il vantaggio immediato garantito dalla mescola più morbida.
Dario Marrafuschi e le valutazioni Pirelli
Le indicazioni sulla gestione degli pneumatici sono state fornite da Dario Marrafuschi, direttore di Pirelli Motorsport, che ha evidenziato il possibile equilibrio tra prestazioni, degrado e condizioni di gara.
- Dario Marrafuschi, direttore di Pirelli Motorsport
