F1, antonelli e mercedes ritrovano il passo ad austin: la sfida è centrare la finestra della w17

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F1, antonelli e mercedes ritrovano il passo ad austin: la sfida è centrare la finestra della w17

Il venerdì della Mercedes ad Austin ha mostrato una progressione evidente tra le due sessioni di prove libere. Dopo una FP1 complicata sul piano del bilanciamento, la squadra ha corretto la configurazione della W17 e ha riportato Kimi Antonelli nelle prime posizioni, a soli cinque centesimi dalla Ferrari di Charles Leclerc. Il risultato conferma il potenziale della monoposto, anche se la capacità di sfruttarlo con continuità resta ancora da verificare.

Mercedes ad Austin: Antonelli ritrova competitività nelle FP2

La seconda sessione ha rappresentato un netto miglioramento per Mercedes. Antonelli ha chiuso con il secondo miglior tempo, mostrando maggiore fiducia e un comportamento più prevedibile della vettura. Il progresso è arrivato dopo una mattinata segnata da difficoltà nelle curve lente e da numerosi bloccaggi in frenata, problemi che avevano penalizzato sia il giro singolo sia le simulazioni di gara.

Tra FP1 e FP2 gli ingegneri hanno modificato l’assetto, individuando una direzione più efficace. Entrambe le monoposto hanno utilizzato la stessa configurazione aerodinamica, con il pacchetto di aggiornamenti introdotto in Malesia e la nuova ala anteriore già provata nelle FP1 di Singapore. Bradley Lord ha indicato l’intenzione di mantenere questa soluzione per l’intero fine settimana.

Mercedes e la stretta finestra operativa della W17

Il recupero prestazionale non significa che tutte le criticità siano state superate. La W17 continua a disporre di una finestra di funzionamento molto ristretta, rendendo essenziale trovare il corretto compromesso tra assetto, bilanciamento e gestione degli pneumatici.

La prima sessione aveva evidenziato una vettura difficile da interpretare, mentre nella seconda Mercedes è riuscita a ridurre i problemi di equilibrio. Secondo Lord, il lavoro degli ingegneri consiste nel portare la monoposto nella zona ideale di funzionamento, un’operazione complessa e sensibile alle regolazioni adottate.

Quando la W17 raggiunge le condizioni corrette, il suo livello di competitività può essere elevato. La difficoltà principale riguarda la ripetibilità della prestazione, soprattutto in un contesto nel quale piccoli cambiamenti di assetto possono modificare significativamente il comportamento della vettura.

Antonelli vicino a Leclerc nel giro veloce

Il tempo di Antonelli assume ulteriore interesse perché il pilota Mercedes non è sembrato particolarmente aggressivo nelle curve 19 e 20, due punti del circuito nei quali il rischio di superare i limiti della pista è elevato. Il suo tentativo potrebbe quindi contenere ancora un margine di miglioramento, anche se non è possibile stabilire con certezza quanto tempo possa essere recuperato.

Il rendimento nel terzo settore resta uno degli aspetti da analizzare. Ferrari e Red Bull sono apparse leggermente più efficaci nella parte più tortuosa del tracciato, dove diventa fondamentale preservare gli pneumatici posteriori fino all’ultima curva. Mercedes deve trovare un assetto capace di far ruotare la vettura senza sollecitare eccessivamente le gomme né richiedere un uso troppo intenso dell’acceleratore.

Un ruolo importante è svolto anche dalla gestione dell’energia. Alcune squadre sembrano utilizzarla maggiormente nel lungo curvone a destra, mentre Mercedes potrebbe distribuirne una quota superiore sui rettilinei. La prestazione finale dipende quindi non soltanto dalla velocità massima, ma anche dal modo in cui vettura, pneumatici ed energia vengono gestiti lungo l’intero giro.

Russell penalizzato dai limiti della pista

George Russell ha vissuto una sessione meno lineare. Il primo tentativo con gomme Soft è stato cancellato per una violazione dei track limits, mentre nel secondo giro il pilota ha commesso un errore nel primo settore, chiudendo al quinto posto.

Mercedes non considera l’episodio una conseguenza diretta dei nuovi aggiornamenti. L’interpretazione fornita dalla squadra riconduce il comportamento della vettura a una possibile regolazione del differenziale, più che a una debolezza strutturale del pacchetto aerodinamico.

Mercedes valuta il potenziale sul passo gara

Le simulazioni sulla distanza hanno restituito un quadro molto equilibrato, con quattro squadre racchiuse in margini ridotti. Il confronto è stato complicato dalle diverse mescole utilizzate e dal traffico incontrato durante gli stint, mentre il degrado è apparso sorprendentemente simile tra Soft, Medium e Hard.

Max Verstappen ha evidenziato un ritmo particolarmente costante, mantenendo una buona competitività anche nella fase conclusiva del proprio stint con pneumatici Soft. Più difficile da interpretare è stata la prestazione di Lando Norris, impegnato con gomme Hard e quindi potenzialmente autore di tempi medi inferiori rispetto al reale potenziale.

Mercedes non sembra partire con un vantaggio netto, ma ha recuperato terreno nel corso della giornata. Il giro secco di Antonelli è stato convincente, mentre il rendimento della W17 sulla distanza di gara resta ancora da definire. Il pacchetto già incoraggiante a Singapore ha fornito nuove conferme ad Austin, anche se la priorità rimane quella di portare la vettura nella finestra corretta con maggiore continuità.

Protagonisti della giornata Mercedes ad Austin

Le valutazioni sulla prestazione e sul potenziale delle squadre hanno coinvolto diversi piloti e responsabili tecnici.

  • Kimi Antonelli, secondo nelle FP2 con Mercedes.
  • George Russell, quinto dopo la cancellazione del primo tentativo e un errore nel settore iniziale.
  • Charles Leclerc, autore del miglior tempo davanti ad Antonelli.
  • Bradley Lord, deputy team principal Mercedes.
  • Andrew Shovlin, responsabile degli ingegneri di pista Mercedes.
  • Max Verstappen, particolarmente costante nelle simulazioni con gomme Soft.
  • Lando Norris, impegnato nei long run con pneumatici Hard.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Categorie: Formula 1

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