Verstappen attacca gli avvallamenti ad Austin, Norris costretto agli antidolorifici

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Verstappen attacca gli avvallamenti ad Austin, Norris costretto agli antidolorifici

Il Circuit of The Americas resta uno dei tracciati più apprezzati dai piloti di Formula 1 per il suo layout, ma il Gran Premio degli Stati Uniti è accompagnato da una preoccupazione che si ripresenta da anni: le irregolarità dell’asfalto. Gli interventi realizzati ad Austin non hanno eliminato gli avvallamenti, capaci di influenzare il comportamento delle monoposto e di aumentare le sollecitazioni fisiche per chi guida.

Formula 1 e asfalto del COTA: gli avvallamenti preoccupano i piloti

Max Verstappen ha riportato l’attenzione sul problema dopo aver osservato la gara del WEC disputata ad Austin a settembre. Già a Singapore aveva ironizzato sulla necessità di procurarsi una nuova colonna vertebrale prima di affrontare il circuito texano, ma le difficoltà mostrate dai prototipi sugli avvallamenti hanno confermato la serietà della situazione.

Secondo il pilota della Red Bull, il fondo della pista è diventato un tema sempre più difficile da ignorare. Le segnalazioni dei piloti si susseguono da anni e le condizioni dell’asfalto, invece di migliorare in modo definitivo, continuano a creare problemi in diversi punti del tracciato.

Asfalto di Austin: perché il terreno causa problemi strutturali

Le criticità del COTA sono legate soprattutto alla natura del terreno su cui è stato costruito il circuito. Il suolo argilloso del Texas tende a espandersi e a contrarsi in base alle condizioni climatiche, generando movimenti che si ripercuotono sulla superficie asfaltata.

Nel 2024 il circuito è stato sottoposto a una riasfaltatura. Successivamente, sono stati eseguiti altri lavori nelle sezioni comprese tra le curve 9 e 11 e tra la curva 12 e la curva 19. Per Verstappen, questi interventi non affrontano la causa del problema, ma rappresentano soltanto soluzioni provvisorie.

Il quattro volte campione del mondo ritiene che la natura del terreno fosse nota già al momento della costruzione. Per questa ragione, sarebbe stato necessario predisporre una struttura più resistente sotto l’asfalto. Un intervento realmente risolutivo richiederebbe lavori complessi, costi elevati e tempi più lunghi rispetto alla semplice levigatura della pista.

Formula 1, sollecitazioni fisiche e rischi per la schiena

Le irregolarità del tracciato non incidono soltanto sulla stabilità delle vetture. Durante la precedente edizione del Gran Premio, Verstappen ha registrato in alcune curve impatti verticali superiori a 9G, mentre le monoposto affrontavano accelerazioni laterali comprese tra 5 e 6G.

Il pilota ha spiegato che i controlli medici alla schiena hanno evidenziato condizioni non ottimali nella parte inferiore della colonna vertebrale. Le sollecitazioni accumulate nel corso degli anni rappresentano quindi un aspetto da considerare con attenzione, soprattutto su una pista caratterizzata da frenate e curve in cui gli avvallamenti risultano particolarmente marcati.

Lando Norris e il mal di testa causato dagli avvallamenti

Anche Lando Norris ha condiviso le preoccupazioni legate alle superfici sconnesse. Il pilota della McLaren ha raccontato di dover assumere, su alcuni circuiti, farmaci contro il mal di testa prima di scendere in pista. Gli urti provocati dagli avvallamenti possono infatti far sbattere violentemente la testa contro il poggiatesta.

Norris ha inoltre sottolineato la differenza tra i circuiti di nuova costruzione e quelli realizzati molti anni fa. Le piste moderne devono rispettare tolleranze molto ridotte, mentre Austin non raggiunge quegli stessi parametri perché si tratta di un impianto esistente. Secondo il pilota McLaren, le osservazioni di Verstappen sul COTA sono pienamente condivisibili.

Monoposto 2026 e altezza da terra ridotta

Il nuovo regolamento tecnico avrebbe dovuto attenuare le difficoltà delle vetture rispetto alle monoposto a effetto suolo utilizzate dal 2022 al 2025. Quelle vetture erano particolarmente rigide e viaggiavano molto vicine all’asfalto. Verstappen ritiene però che, in determinate condizioni, le monoposto 2026 possano risultare persino più sensibili.

In curva le vetture utilizzano altezze da terra molto ridotte. Sui rettilinei, la modalità aerodinamica SM consente alla monoposto di sollevarsi, mentre in frenata il fondo tende a toccare l’asfalto più frequentemente rispetto al passato. Il problema è accentuato dal fatto che molti avvallamenti si trovano proprio nelle zone di frenata e nelle curve.

George Russell: cerchi da 18 pollici e minore assorbimento

George Russell ha evidenziato un ulteriore elemento tecnico. Alla fine dei rettilinei, l’altezza da terra può scendere fino a 10 millimetri, rendendo percepibile anche una piccola irregolarità. Inoltre, l’introduzione dei cerchi da 18 pollici ha ridotto l’effetto ammortizzante garantito in precedenza dagli pneumatici.

Per Russell, la Formula 1 dovrebbe prendere in considerazione interventi di riasfaltatura più frequenti, anche con cadenza biennale, così da assicurare superfici più regolari e compatibili con le esigenze delle monoposto moderne.

Circuit of The Americas: la verifica nelle prime sessioni

Le modifiche realizzate dagli organizzatori saranno sottoposte alla prova delle monoposto 2026 già nelle prime sessioni del weekend di Austin. Il comportamento delle vetture permetterà di valutare l’efficacia dei lavori effettuati nelle sezioni più critiche del tracciato.

La posizione dei piloti appare chiara: le riparazioni superficiali non sono più sufficienti. Il Circuit of The Americas conserva un layout molto apprezzato, ma gli avvallamenti richiedono una soluzione strutturale capace di intervenire sulle fondamenta del circuito e non soltanto sull’asfalto.

Le personalità coinvolte nella discussione sul circuito di Austin sono:

  • Max Verstappen, pilota della Red Bull Racing;
  • Lando Norris, pilota della McLaren;
  • George Russell, pilota di Formula 1.
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Categorie: Formula 1Motori

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