Ferrari, il mistero della q3: leclerc perde ritmo e hamilton accusa la power unit

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Ferrari, il mistero della q3: leclerc perde ritmo e hamilton accusa la power unit

La Ferrari ha chiuso le qualifiche del Gran Premio degli Stati Uniti con un risultato inferiore alle aspettative maturate durante il weekend. Charles Leclerc partirà dalla quarta posizione, mentre Lewis Hamilton scatterà dalla quinta casella, nonostante il potenziale mostrato nelle prove libere e nella seconda fase delle qualifiche. La Scuderia sembrava in grado di puntare alle prime posizioni, ma alcuni fattori emersi in Q3 hanno ridimensionato il risultato finale.

Ferrari nelle qualifiche del Gran Premio degli Stati Uniti

Nel paddock di Austin le due SF-26 erano considerate candidate a un piazzamento nelle prime tre posizioni. L’unica incognita principale riguardava Max Verstappen, atteso tra i protagonisti della sessione. La pole position di Kimi Antonelli ha confermato la competitività della Mercedes, mentre la prestazione delle Ferrari non ha rispecchiato pienamente quanto visto nelle fasi precedenti.

Il segnale più incoraggiante era arrivato dalla Q2, chiusa da Leclerc al comando con il tempo di 1'34”198. Quel riferimento, se replicato in Q3, avrebbe consentito al pilota monegasco di conquistare la seconda posizione in griglia, confermando le aspettative della vigilia.

Q3 decisiva per il risultato di Leclerc e Hamilton

La fase conclusiva ha mostrato un rendimento diverso. Già con il primo set di gomme soft, Leclerc non è riuscito a ripetere il tempo realizzato in Q2. Hamilton, invece, ha completato il primo tentativo con il sesto crono. La Ferrari non è riuscita a sfruttare subito il potenziale della monoposto nel momento più importante.

Le condizioni della pista sono poi diventate più complesse, soprattutto per l’aumento del vento. Diversi piloti hanno segnalato il peggioramento, tra cui Antonelli, Verstappen, Russell, Norris, Piastri e Hadjar. In controtendenza rispetto alla maggior parte degli avversari, entrambe le Ferrari hanno migliorato il proprio tempo nell’ultimo tentativo.

Leclerc ha ridotto il riferimento di circa un decimo, mantenendo la quarta posizione. Hamilton ha invece superato Russell, risalendo al quinto posto. Il passaggio più problematico per la Scuderia sembra quindi essere stato il primo giro lanciato della Q3, quando le condizioni avrebbero dovuto favorire una prestazione più vicina a quella ottenuta in Q2.

Leclerc e il problema della temperatura degli pneumatici

Secondo Charles Leclerc, la difficoltà principale è stata legata alla gestione delle gomme. Il pilota ha spiegato che il potenziale per ottenere un risultato migliore era presente, ma la Ferrari non è riuscita a mantenere gli pneumatici nella corretta finestra di funzionamento.

Una variazione di appena uno o due gradi di temperatura ha prodotto una differenza significativa. Leclerc ha avvertito già durante il giro di uscita una scarsa aderenza, con diversi scivolamenti che hanno compromesso la preparazione del tentativo decisivo.

La SF-26 sembra essere particolarmente sensibile alla capacità di portare rapidamente le gomme nella finestra ideale. Questa caratteristica può rivelarsi favorevole durante la gara, quando la gestione degli pneumatici assume un peso maggiore, ma rende più complicata la ricerca della prestazione assoluta in qualifica, soprattutto quando la temperatura dell’asfalto diminuisce.

Leclerc ha inoltre evidenziato le difficoltà legate al bilanciamento della vettura. Quando il pilota cerca di recuperare pochi centesimi in ogni curva, i problemi diventano più evidenti. Superato un determinato limite, invece di aumentare la velocità si rischia di perdere molto tempo. Per questo motivo la Ferrari spesso arriva in Q3 con l’obiettivo di migliorare di circa un decimo e mezzo, senza riuscire a concretizzare il margine atteso.

Il distacco minimo dalla prima fila

La delusione della Ferrari è amplificata dall’esiguità dei distacchi. La settima pole stagionale di Antonelli non sembrava facilmente raggiungibile, ma la prima fila sfumata contro Verstappen è rimasta a soli 53 millesimi. Un margine così ridotto rende ancora più significativo il mancato miglioramento nella fase decisiva.

Fred Vasseur ha sottolineato che Leclerc è rimasto in corsa per la pole position fino all’ultima curva del suo giro in Q3. La pista, secondo il responsabile della Ferrari, sembrava leggermente più veloce in Q2, mentre nella fase successiva le condizioni sono diventate più difficili per tutti.

Con valori così ravvicinati, pochi centesimi possono modificare radicalmente l’ordine di partenza: una differenza minima può determinare il passaggio dalla seconda alla sesta posizione. Anche un dettaglio come una frenata effettuata un metro prima può incidere sul risultato finale.

Hamilton indica il limite della power unit

La lettura di Lewis Hamilton è stata diversa da quella del compagno di squadra. Il britannico ha escluso di aver avuto problemi nella preparazione degli pneumatici, descrivendo il giro di uscita come efficace e il comportamento della vettura come positivo.

Per Hamilton, il principale svantaggio della Ferrari riguarda la prestazione della power unit. La monoposto sarebbe competitiva nelle curve, ma perderebbe terreno sui rettilinei rispetto agli avversari. Red Bull e Mercedes avrebbero ridotto il margine che la Ferrari riusciva a costruire nei tratti guidati.

Hamilton ha indicato in particolare i progressi della Mercedes, che con gli aggiornamenti avrebbe guadagnato circa tre decimi. La squadra tedesca sarebbe ora in grado di avvicinarsi al livello Ferrari in curva, mentre la Scuderia non avrebbe recuperato la velocità mancante nelle sezioni di accelerazione.

Secondo l’analisi del pilota, il deficit complessivo può arrivare a tre o quattro decimi. Osservando la telemetria in prossimità di curva 1, la velocità della Ferrari inizierebbe a diminuire mentre quella degli avversari continuerebbe ad aumentare. Con una potenza equivalente, Hamilton ritiene che la squadra avrebbe potuto lottare per la prima fila.

Ferrari verso la gara di Austin

Le valutazioni di Leclerc e Hamilton individuano due aspetti differenti, ma compatibili: da una parte la difficoltà nel portare gli pneumatici nella finestra corretta, dall’altra un possibile svantaggio strutturale sui rettilinei. Il dato comune è che la Ferrari, dopo aver mostrato un buon ritmo nelle prove libere e in Q2, partirà dalla seconda e dalla terza fila.

La gara potrebbe offrire una situazione più favorevole. La difficoltà nel generare rapidamente temperatura sulle gomme, penalizzante sul giro secco, potrebbe trasformarsi in una gestione più efficace sulla distanza. Leclerc si aspetta condizioni migliori e non prevede necessariamente il ripetersi delle difficoltà incontrate in qualifica. Hamilton mantiene invece un atteggiamento prudente, considerando il piazzamento di partenza e il livello degli avversari.

Protagonisti delle qualifiche Ferrari ad Austin

  • Charles Leclerc, quarto classificato e autore del miglior tempo in Q2.
  • Lewis Hamilton, quinto in qualifica e autore del sorpasso su Russell nell’ultimo tentativo.
  • Kimi Antonelli, poleman del Gran Premio degli Stati Uniti.
  • Max Verstappen, qualificato in prima fila a 53 millesimi dal riferimento considerato dalla Ferrari.
  • Fred Vasseur, responsabile della Ferrari e autore dell’analisi sul rendimento della squadra in Q3.
Charles Leclerc, Ferrari
Categorie: Formula 1Motori

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