Proposi una nazionale under 23 in serie c ma la politica del pallone si oppose: le parole di prandelli
Dodici anni dopo l’Uruguay-Italia del Mondiale 2014, il calcio italiano torna a confrontarsi con gli stessi problemi strutturali. Cesare Prandelli, ex commissario tecnico della Nazionale, mette in evidenza una crisi che parte dal movimento e si riflette nelle scelte di sistema, intrecciando un racconto personale a proposte rimaste ferme e a letture tattiche sul presente.
cesare prandelli crisi del calcio italiano: dal caso personale al problema generazionale
Prandelli inquadra il momento del pallone italiano richiamando un aneddoto familiare considerato significativo. La scena riguarda Francesco, nipote nato nel 2015: dopo aver visto una partita come Bosnia-Italia in televisione, il bambino è rimasto in lacrime. La frase riportata è netta e diretta: “Nonno, non andiamo al Mondiale…”. Il senso dell’intervento di Prandelli ruota attorno all’idea che, proseguendo con dinamiche consolidate, possano aumentare i casi di disillusione tra i più giovani, con l’urgenza di agire subito perché manca tempo.
italia futuro e nazionale under 23: la proposta bloccata dalla politica sportiva
Nel suo racconto, l’ex allenatore della Fiorentina collega il presente a un’intuizione avanzata già nel 2013, quando insieme ad altri tecnici venne segnalata la necessità di affrontare il gap generazionale che colpisce i calciatori italiani dopo il percorso giovanile. Il nodo indicato riguarda la transizione dal settore giovanile verso i club, dove molti ragazzi non trovano più spazio una volta terminato il ciclo Under 21.
La riforma immaginata era strutturata con obiettivi precisi:
- Creare una Nazionale Under 23 sul modello di Juve e Milan.
- Allestire un “Italia Futuro” iscritto a un campionato di Serie C.
- Coinvolgere giocatori che i club non vogliono utilizzare dopo il ciclo Under 21.
- Far sostenere l’iniziativa alla federazione, con spese federali e senza chiedere premi di rivalutazione.
- Prevedere un periodo di due anni dentro questo progetto.
Secondo Prandelli, la risposta iniziale dei presidenti fu “sì”, ma l’orientamento economico bloccò il piano: l’argomento addotto era che i club acquistano giovani dall’estero perché costano meno. L’ex commissario tecnico esclude la correttezza di tale lettura e sottolinea come l’idea sia stata fermata dalle componenti politiche del pallone, con accuse rivolte al ct di aver oltrepassato confini non di competenza. Per Prandelli si è trattato di un’occasione persa tanto per lo sviluppo dei giovani quanto per la crescita dei quadri tecnici federali.
panchina azzurra e modelli di gioco: baldini secondo prandelli
Il quadro si sposta sull’attualità della guida tecnica della Nazionale, evocando il confronto sul futuro tra figure legate alla panchina azzurra. Prandelli, però, esprime una preferenza diversa, indicando Baldini come riferimento. Nella valutazione riportata, la sua Italia viene descritta attraverso umanità e valori, con un’enfasi sul lavoro con i giovani e sulla capacità di saper gestire il calcio.
Nel passaggio associato alla scelta della guida tecnica, Prandelli richiama anche la necessità che il contesto permetta al candidato di lavorare: la condizione fondamentale è dargli lo spazio necessario per operare. Il ragionamento include inoltre un riferimento all’operato di Gattuso, citato come verifica del tipo di approccio e di ambiente.
evoluzione tattica globale e italia di oggi: como come eccezione virtuosa
La parte finale dell’analisi ruota attorno all’evoluzione tattica osservata durante la rassegna mondiale. Prandelli descrive un calcio caratterizzato da ritmi molto alti, corsa e verticalizzazioni continue, in un contesto in cui il gioco rapido rende essenziale la capacità di cambiare velocemente direzione e intenzione.
Per l’ex ct, l’Italia attuale risulterebbe troppo vincolata a schemi rigidi e a un eccesso di passaggi orizzontali, con conseguenze dirette: una manovra considerata compassata finirebbe per soffrire enormemente davanti a un modello che impone intensità e accelerazioni. Nel panorama nazionale, l’unico caso che Prandelli indica come combinazione riuscita tra organizzazione e imprevedibilità è il Como.
como velocità e imprevedibilità: libertà nell’organizzazione
La spiegazione attribuisce al Como una grande strategia affiancata però a libertà e imprevedibilità. Il motivo indicato è semplice: i giocatori avrebbero molte soluzioni e l’organizzazione permetterebbe alternative efficaci. Ne deriva una sintesi operativa: velocità e possibilità di inventare dentro le situazioni di gioco.
Il confronto con l’Italia viene espresso con un bilancio netto: l’assenza di velocità viene considerata un punto decisivo. Prandelli afferma che si può perdere qualcosa in organizzazione per diventare più imprevedibili, con la necessità di lasciare i giocatori più liberi di intervenire creativamente durante lo svolgimento del gioco. Secondo la lettura fornita, il risultato attuale sarebbe legato proprio a questo scarto: “Noi non vinciamo più per questo”.
personaggi citati
- Cesare Prandelli
- Francesco (nipote)
- Baldini
- Gattuso
- Mancini
- Conte
