FIFA, il principe Ali accusa Infantino: «La situazione equivale a un ricatto»
La FIFA torna al centro delle polemiche per le accuse rivolte alla sua leadership e per le difficoltà denunciate dalla Federazione calcistica della Giordania. Dopo le indiscrezioni su una possibile iniziativa legale della UEFA contro il progetto di trasferire a investitori privati alcune quote collegate al Mondiale, il principe Ali bin Al Hussein ha pubblicato una dura presa di posizione nei confronti dell’organizzazione guidata da Gianni Infantino.
FIFA e Giordania, le contestazioni del principe Ali
Il presidente della Federazione calcistica della Giordania, già vicepresidente della FIFA nel 2011, ha affidato a un lungo messaggio pubblicato su X la ricostruzione delle principali difficoltà affrontate dalla propria federazione. Le segnalazioni riguardano l’accesso dei tifosi negli Stati Uniti, gli oneri fiscali legati alla partecipazione al Mondiale e il mancato versamento dei premi previsti per la Coppa Araba.
Giordania, ostacoli per i tifosi e costi fiscali
Secondo il dirigente, la Giordania ha dovuto sostenere difficoltà particolarmente pesanti in quanto Paese con risorse limitate e alla prima partecipazione a una Coppa del Mondo. Una parte dei sostenitori non avrebbe ottenuto il visto per raggiungere gli Stati Uniti, anche se in possesso del biglietto per le partite, venduto in alcuni casi a prezzi molto elevati.
Un’altra questione riguarda le tasse imposte dal governo statunitense attraverso la FIFA. Tali costi, secondo la denuncia, inciderebbero sulle somme destinate ai calciatori e allo staff. Le selezioni che hanno stabilito la propria sede in Canada o in Messico non avrebbero affrontato lo stesso peso fiscale, mentre la Giordania si sarebbe trovata a sostenere spese considerevoli per la permanenza negli Stati Uniti.
Coppa Araba, premi ancora non versati
Il principe Ali ha inoltre affermato che la federazione è ancora in attesa del premio economico destinato alla Nazionale giordana per il raggiungimento della finale della Coppa Araba disputata in Qatar. L’evento, organizzato sotto l’egida della FIFA, avrebbe dovuto garantire alla squadra il pagamento della somma prevista, che secondo la denuncia non sarebbe ancora stata corrisposta.
Accuse alla leadership FIFA e presunto ricatto
La contestazione più grave riguarda la gestione dei rapporti tra la FIFA e la federazione giordana. Il dirigente sostiene che, per mesi, l’organizzazione avrebbe rifiutato di intervenire sulle problematiche segnalate. Durante il Mondiale, gli sarebbe stato riferito verbalmente che un sostegno a Gianni Infantino avrebbe favorito in modo significativo la Federazione giordana.
Il principe Ali ha respinto questa prospettiva, dichiarando di non aver sostenuto Infantino in passato e di non volerlo appoggiare neppure in futuro. La situazione è stata descritta come una forma di ricatto, alla quale la Giordania ha dichiarato di non voler cedere, rivendicando il rispetto dei propri valori etici.
Personalità coinvolte nella vicenda FIFA
- Gianni Infantino, presidente della FIFA;
- Ali bin Al Hussein, principe e presidente della Federazione calcistica della Giordania;
- UEFA, indicata tra gli organismi che potrebbero valutare iniziative legali sul progetto legato alle quote del Mondiale.
