Pavoletti rinvia il ritiro: lo spiraglio fino a gennaio, il gol al Bari e l’addio al Cagliari

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Pavoletti rinvia il ritiro: lo spiraglio fino a gennaio, il gol al Bari e l’addio al Cagliari

Leonardo Pavoletti ha ripercorso le tappe più importanti della propria carriera, dagli inizi a Livorno fino al legame profondo con il Cagliari. L’ex capitano rossoblù ha parlato anche del possibile addio al calcio giocato, delle esperienze con Sassuolo, Genoa e Napoli, del rapporto con Claudio Ranieri e del gol segnato al Bari, decisivo per la promozione in Serie A del 2023.

Leonardo Pavoletti e il possibile ritiro dal calcio

Il futuro professionale resta ancora parzialmente aperto. Pavoletti considera il ritiro come l’ipotesi più probabile, indicandola al 90%, ma intende attendere fino a gennaio prima di prendere una decisione definitiva. L’eventuale prosecuzione dovrebbe essere legata a un’esperienza capace di coinvolgerlo sul piano personale, non soltanto economico.

Tra le destinazioni immaginate figurano Dubai e l’Australia, anche per offrire ai figli l’opportunità di conoscere nuove realtà e vedere il mondo. L’idea, quindi, sarebbe quella di vivere un’ultima esperienza all’estero considerata soprattutto come una scelta di vita.

Leonardo Pavoletti, dagli inizi a Livorno alla carriera professionistica

Il primo contatto con il calcio arrivò a Livorno, su un campo sportivo vicino a una parrocchia. La madre aveva inizialmente comunicato all’allenatore che il figlio avrebbe partecipato agli allenamenti, ma non alle partite, per evitare la confusione degli stadi. La risposta fu diversa dalle aspettative: Pavoletti avrebbe disputato anche le gare ufficiali.

All’inizio venne schierato in difesa, ma mostrò subito una naturale propensione offensiva. Recuperava il pallone e avanzava fino a segnare, sorprendendo chi lo vedeva giocare per la prima volta. Il padre, ex tennista di buon livello e poi allenatore, ebbe un ruolo importante nella sua crescita sportiva. Negli stessi anni allenò anche Filippo Volandri, con cui Pavoletti crebbe giocando e partecipando ai tornei.

La prospettiva di diventare calciatore maturò gradualmente. A 18 anni non era ancora certo di voler intraprendere quella strada, mentre i genitori rimasero sempre presenti nonostante l’assenza di un vero piano alternativo. La madre, anche quando il figlio era ormai affermato, frequentò raramente gli stadi, assistendo dal vivo soltanto a poche partite.

Leonardo Pavoletti e la squalifica durante il periodo al Sassuolo

Tra gli episodi più complicati della carriera c’è la squalifica per doping maturata durante l’esperienza al Sassuolo. Pavoletti ha chiarito di essere stato punito per negligenza sportiva, non per aver assunto consapevolmente sostanze dopanti.

La vicenda nacque dopo l’utilizzo di uno spray nasale, prescritto dal medico della squadra, del quale non conosceva la composizione. Il controllo antidoping avvenne il 26 dicembre, a Livorno, dove il calciatore si trovava in ritiro in un albergo situato a poca distanza dalla sua abitazione. Il giorno successivo ricevette la comunicazione della positività e apprese che la Procura lo avrebbe contattato. Dopo quella sanzione, scelse di voltare pagina e ripartire.

Leonardo Pavoletti al Genoa e il rapporto con Gasperini

Il trasferimento al Genoa fu favorito dall’interesse di Enrico Preziosi. In quel momento Pavoletti arrivava da un buon rendimento in Serie B e non aveva ancora raggiunto la notorietà acquisita successivamente. L’esperienza ligure rappresentò una svolta significativa.

Con il Genoa visse due stagioni molto positive, culminate anche nella qualificazione all’Europa League. Da giocatore considerato una riserva al Sassuolo si ritrovò titolare sotto la guida di Gian Piero Gasperini. Pavoletti ha ricordato anche un episodio personale legato alla sua popolarità: una persona conosciuta durante quel periodo arrivò a chiamare il proprio figlio con il suo nome.

Leonardo Pavoletti, il trasferimento al Napoli e i rimpianti

Il passaggio al Napoli fu accompagnato da dubbi e pressioni. Pavoletti ha raccontato di aver rifiutato inizialmente l’operazione estiva, pur sapendo che il Genoa aveva necessità di effettuare cessioni. La scelta finale venne condizionata anche dalle circostanze della società.

Arrivato a Napoli, affrontò la nuova realtà con timore e con un atteggiamento condizionato dalle voci sull’ambiente. Riconosce di essersi presentato in modo prevenuto e di aver commesso un errore personale, aprendosi quando ormai era trascorso troppo tempo. Tra i rimpianti rimane anche la possibilità di disputare la Champions League.

Leonardo Pavoletti, il gol al Bari e la promozione del Cagliari

Il momento più intenso del percorso con il Cagliari resta il gol realizzato al Bari, nella gara di ritorno della finale playoff. Pavoletti arrivava da un infortunio e si aspettava di entrare in campo intorno al 75’, secondo il piano immaginato da Ranieri per mantenere lo 0-0.

Dopo essersi riscaldato per quasi tutta la partita, entrò soltanto all’89’. La lunga attesa lo aveva lasciato agitato e arrabbiato, ma pochi istanti dopo arrivò la rete che consegnò al Cagliari la promozione in Serie A nel 2023. L’emozione iniziale non gli impedì di vivere pienamente quel momento: a distanza di anni continua a considerarlo un ricordo speciale.

Il valore di quel gol emerse anche dalla testimonianza ricevuta da un tifoso cagliaritano. In una mail, il sostenitore raccontò il rapporto difficile con il padre, descritto come una persona rigida e distante. Dopo la rete contro il Bari, l’uomo scoppiò a piangere e abbracciò il figlio per la prima volta, trasformando quella partita in un ricordo familiare indelebile.

Leonardo Pavoletti e il rapporto con la nazionale italiana

Pavoletti ha ricordato anche il mancato Europeo del 2016. Antonio Conte lo aveva pre-convocato, ma il calciatore arrivò a Coverciano provato da una stagione molto intensa con Gasperini. Durante gli sforzi più duri perdeva energia e veniva superato dagli altri giocatori nei test atletici. Pur avendo vissuto quella situazione come una figuraccia, non smise di lavorare.

La nazionale rimane uno dei suoi principali rimpianti. L’esordio arrivò con Roberto Mancini, nella partita vinta 5-0 contro il Liechtenstein. Il bilancio personale resta positivo: una presenza e un gol.

Le personalità legate alla carriera di Leonardo Pavoletti

Nel racconto della propria carriera, Pavoletti ha citato diverse figure con cui ha condiviso momenti sportivi e personali decisivi.

  • Claudio Ranieri, allenatore del Cagliari durante la promozione in Serie A.
  • Gian Piero Gasperini, tecnico del Genoa negli anni della consacrazione.
  • Antonio Conte, commissario tecnico che lo pre-convocò per Euro 2016.
  • Roberto Mancini, allenatore dell’esordio con la nazionale italiana.
  • Filippo Volandri, compagno di crescita sportiva e allievo del padre di Pavoletti.
  • Enrico Preziosi, dirigente che ne favorì il trasferimento al Genoa.
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