Motogp una sola moto nelle prove e meno tempo in pista

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Motogp una sola moto nelle prove e meno tempo in pista

La MotoGP si prepara a un riassetto destinato a segnare il 2027, con modifiche che incidono direttamente sul regolamento tecnico e sull’organizzazione dei weekend. L’obiettivo dichiarato è intervenire su aspetti cardine dei Gran Premi, soprattutto per contenere la spesa dei team e dei marchi. Il percorso verso l’approvazione passa attraverso la Grand Prix Commission, chiamata a convalidare una serie di decisioni di ampia portata, emerse in seguito agli accordi dell’Associazione dei Costruttori.

2027 MotoGP: svolta regolamentare e focus su costi e operatività

Prima che le misure vengano rese definitive, gli accordi collegati all’ultimo incontro dell’Associazione dei Costruttori attendono di essere messi per iscritto e acquisire pieno carattere ufficiale. Trattandosi di un tema con ricadute sul regolamento tecnico, la sua applicazione è subordinata a una votazione in seno alla Grand Prix Commission, composta da MotoGP SEG, FIM, IRTA e MSMA.

Le misure previste sono motivate dall’interesse condiviso di limitare la spesa di team e marchi. All’interno della stessa MSMA, emergono però alcune riserve sull’efficacia di specifici cambiamenti: tra i punti più discussi rientra la trasformazione della disponibilità delle moto nel box.

cambio da due moto a una: prove ridotte e gare con doppia disponibilità

Tra le novità più evidenti è indicata la scomparsa di una delle due moto presenti normalmente a disposizione di ogni pilota nel proprio box. L’impostazione delineata prevede un passaggio in base al tipo di sessione: durante le prove sarebbe applicata una riduzione, mentre nelle fasi di gara resterebbe la possibilità di gestire entrambe le unità.

prove venerdì e sabato con una moto

Il formato ipotizzato descrive che il passaggio da due moto a una venga limitato alle sessioni di prove, quindi sia nella giornata di venerdì sia in quella di sabato.

gare con due prototipi: sprint e domenica

Nel giorno della competizione, invece, i piloti avrebbero accesso a entrambi i prototipi. La disponibilità doppia riguarderebbe sia la gara breve del sabato, lo Sprint, sia la competizione lunga della domenica.

bandiera rossa e cambi gomme: perché due moto possono restare cruciali

Il possibile schema, osservato come alternativa rispetto a quanto avviene in altri campionati derivati dalla serie, consentirebbe di mantenere competizioni con impostazione flag to flag, valorizzando la specificità della MotoGP e riducendo elementi che non si verificano nello stesso modo nel WorldSBK.

Un punto rilevante riguarda la differenza operativa tra MotoGP e WorldSBK. La natura dei prototipi MotoGP rende un’operazione come il cambio gomme più complessa rispetto al contesto WorldSBK, dove esistono procedure legate a tempi minimi quando cambiano le condizioni e con lo svolgimento della sosta ai box in contemporanea con l’organizzazione.

scenario Catalogna: evitare griglie con spazi vuoti alla ripartenza

La disponibilità di due moto nelle gare sarebbe funzionale anche a gestire eventi complessi durante il weekend. È richiamato il caso della domenica del Gran Premio di Catalogna, a Montmeló: incidenti multipli con coinvolgimento fino a sei piloti avrebbero portato a una griglia piena di spazi vuoti alla ripartenza finale, dopo la seconda bandiera rossa.

Nel quadro previsto, la seconda moto non verrebbe eliminata: resterebbe nascosta e pronta affinché i tecnici designati, presumibilmente dell’IRTA, diano l’ok per il trasferimento nella parte anteriore del box e la rendano idonea a rientrare in pista.

limiti al personale nel box dal 2027: coprifuoco e lavoro riservato

A partire dal 2027 viene indicata anche la volontà di limitare il numero di personale che potrà toccare le moto all’interno del box. L’operazione richiederà tempo, elemento che renderebbe impossibile per un pilota rientrare in gara prima della sessione successiva nel caso in cui, ad esempio, cada e distrugga la propria moto nella prima fase di prove libere.

riduzione della durata delle prove libere

Il cambiamento più visibile sarebbe affiancato da misure meno percepite dallo spettatore ma rilevanti dal punto di vista dell’operatività. Tra queste compare la riduzione della durata delle prove libere, pensata per ridurre l’usura dei componenti, dato che i prototipi sono soggetti a un chilometraggio prestabilito.

ore di lavoro del personale: ispirazione al curfew della F1

Parallelamente, la MSMA mira a limitare le ore di lavoro del personale delle scuderie, facendo riferimento a un meccanismo analogo al coprifuoco utilizzato in F1 da anni. L’obiettivo ulteriore è predisporre un sistema che permetta di lavorare sulle moto solo ai tecnici e ai meccanici designati per questa funzione.

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