F1 all’ hungaroring asfalto cede già e manca il grip
All’Hungaroring sta emergendo un elemento in grado di trasformare rapidamente il weekend: le condizioni dell’asfalto. Nell’ambito di interventi di ammodernamento realizzati negli ultimi anni, gli organizzatori del GP hanno previsto anche la riasfaltatura di aree significative del tracciato, con l’obiettivo di intervenire su parti specifiche in continuità con quanto già fatto in passato sul rettilineo principale. Il risultato, però, sta alimentando preoccupazioni tecniche e operative per i team, soprattutto per la difficoltà di trovare un equilibrio stabile in pista.
hungaroring: riasfaltatura da curva 1 a curva 12 e impatto sul grip
Gli interventi hanno interessato diverse zone del circuito, comprese tra curva 1 e curva 12. In precedenza era stato riasfaltato il rettilineo principale, mentre quest’anno l’attenzione si è concentrata su una porzione più ampia dell’impianto.
Il punto critico riguarda il comportamento del manto stradale: le aree con nuovo asfalto risultano a minore aderenza e, in alcuni tratti, si percepiscono come poco coese, con aspetti che richiamano una progressiva rottura della superficie. Per le squadre si tratta di un fattore di rilievo, perché la gestione del grip influenza direttamente la scelta dell’assetto e la possibilità di lavorare in modo coerente durante tutto il turno.
problemi di assetto sull’asfalto nuovo: sconnessioni e setup da rivedere
La riasfaltatura ha prodotto sconnessioni piuttosto importanti che non hanno consentito di girare in modo pienamente efficace con il setup preparato alla vigilia. Molti team puntavano sull’opportunità di irrigidire la vettura, ma la presenza di irregolarità e variazioni della superficie ha costretto a riconsiderare la configurazione meccanica ed aerodinamica.
rigidità e stabilità: l’esigenza di tenuta a media-alta velocità
Le aspettative legate a un assetto più rigido si sono scontrate con la necessità di mantenere una piattaforma stabile. La pista, per sua natura, non si presta particolarmente a configurazioni estremamente rigide, anche per via dei passaggi sui cordoli e della capacità della vettura di assorbirli in modo efficace. Allo stesso tempo, risulta cruciale disporre di stabilità meccanica e aerodinamica nelle sequenze a media-alta velocità, condizione che viene resa più complessa dalle alterazioni della superficie.
dossi e rottura dell’asfalto: scelte tecniche in difficoltà tra sconnessioni e possibile peggioramento
In corrispondenza delle zone riasfaltate si sono formati dossi, elemento che ha messo chi aveva puntato su una vettura più rigida in condizione di dover intervenire per rientrare in una finestra di funzionamento più efficace. Per alcuni piloti, inoltre, l’asfalto starebbe già mostrando segni di cedimento in diversi tratti, con la possibilità che la situazione evolva in senso negativo nel prosieguo del programma.
George Russell: pista super sconnessa e asfalto che si sta rompendo
George Russell ha descritto la giornata come “piuttosto strana per tutti”. Pur riconoscendo Budapest come una pista “fantastica da guidare”, ha evidenziato che la riasfaltatura di metà tracciato rende l’esperienza particolarmente problematica: super sconnesso in diversi punti e, soprattutto nelle ultime curve, l’asfalto risulterebbe in fase di rottura. Secondo le sue indicazioni, tale condizione rende la guida “piuttosto particolare”, con effetti diretti sulla capacità di trovare ritmo e controllo.
Oscar Piastri: poco grip nelle nuove parti e consumo avanzato
Oscar Piastri ha condiviso l’impressione di una pista “piuttosto impegnativa”. Oltre alla questione dell’aderenza nelle aree riasfaltate, ha indicato la presenza di molto vento, con folate che rendono più complessa l’individuazione della giusta finestra di funzionamento e il raggiungimento del bilanciamento ideale.
Riguardo al nuovo asfalto, il pilota della McLaren ha specificato che le parti più recenti del tracciato non offrono grande grip. Pur evitando di definire con certezza un processo di distruzione immediata, ha indicato che risultano molto consumate, complicando ulteriormente il lavoro di assetto.
vento e grip ridotto: fattori combinati per le monoposto all’Hungaroring
Il quadro complessivo all’Hungaroring è determinato dalla combinazione tra mancanza di aderenza nelle zone riasfaltate e l’impatto delle condizioni atmosferiche. Il vento, con folate percepibili, aumenta la difficoltà nel leggere la risposta della monoposto e nel mantenere costanza nelle scelte di setup. In questo contesto, la superficie modificata del tracciato amplifica le incertezze, rendendo più delicato l’adattamento della vettura alle diverse condizioni di pista.
Personaggi menzionati:
- George Russell
- Oscar Piastri
