MotoGP quanto costano le gomme e chi paga gli pneumatici
Nel motociclismo d’élite, la parte economica resta spesso avvolta da riserbo: quanto guadagnino i piloti, quanto investano i costruttori e come si distribuiscano i pagamenti all’interno del campionato. L’arrivo della nuova proprietà statunitense viene indicato come un possibile acceleratore verso una maggiore trasparenza su cosa, come e chi sostiene i costi. Tra le voci più importanti spicca un elemento decisivo per le prestazioni e per la gestione tecnica: gli pneumatici.
pneumatici e fornitore unico: perché è un costo centrale
In qualsiasi campionato motoristico, uno dei costi più rilevanti riguarda gli pneumatici. In passato, la concorrenza tra più fornitori tendeva a far crescere investimenti e spese. Nel tempo, però, si è consolidata la formula del fornitore unico in competizioni come F1, NASCAR, IndyCar, WRC e WorldSBK, arrivando anche a MotoGP dal 2009.
evoluzione dei fornitori esclusivi in moto
Il primo marchio a diventare fornitore esclusivo del campionato mondiale motociclistico è stato Bridgestone, impegnato tra il 2009 e il 2015. Successivamente ha fatto il suo ingresso Michelin dal 2016, chiamata a completare quest’anno la sua undicesima stagione e ultima prevista dal programma. A partire dal 2027, con il nuovo regolamento tecnico e l’arrivo di moto da 850cc, Pirelli prenderà il testimone, diventando non soltanto fornitore unico della classe regina, ma anche di moto2 e moto3, coprendo così l’intero spettro del Mondiale.
pirelli paga la motogp o pagano gli pneumatici i team? le risposte
Con il passaggio dei fornitori e l’interesse crescente verso i flussi economici, emergono domande ricorrenti: Pirelli paga per essere fornitore nella MotoGP o vale il contrario? Chi sostiene la spesa degli pneumatici? E soprattutto, quanto costa una gomma della classe regina?
quota al promoter: il punto di Giorgio Barbier
Per chiarire questi aspetti, Motorsport.com ha riportato un confronto con Giorgio Barbier, Direttore Competizione Moto di Pirelli. La posizione espressa è netta nel confermare un principio generale: il produttore di pneumatici paga il promoter. Il manager sostiene che il meccanismo esiste in tutte le competizioni motociclistiche e anche in Formula 1, richiamando l’idea di un canone che, pur con sfumature, rientra negli accordi.
quanto “pesa” davvero il canone rispetto ai costi accessori
Alla domanda su come si traducono questi pagamenti, Barbier indica che la risposta non è univoca e che si tratta di negoziazioni legate alle intese con il promoter. Viene sottolineato che non esiste solo il costo degli pneumatici: concorrono anche servizi, personale e l’organizzazione complessiva necessaria per supportare l’attività in pista. In questo quadro il canone si distingue dai costi accessori, che possono includere anche l’organizzazione industriale e i processi. Da qui la possibilità di impostare accordi in cui il promoter contribuisce a coprire parte di tali costi, oppure in cui i valori vengono separati tra ammontare dei costi e quota concordata: elementi che, secondo la spiegazione riportata, rientrano in trattative strutturate.
team motogp: pagano gli pneumatici o no?
Accanto al rapporto tra produttore e promoter, resta centrale il tema del coinvolgimento economico dei team. Barbier specifica che in WorldSBK sì: i team pagano gli pneumatici. Sul caso MotoGP, invece, la risposta è no e viene indicato che “al momento” non è previsto.
distribuzione dei pagamenti nelle classi
Il quadro fornito distingue le classi: in moto2 e moto3 accade che i team pagano gli pneumatici, mentre nella MotoGP tale impostazione non è prevista secondo quanto riportato da Barbier.
quanto costa uno pneumatico motogp e perché non si vende al pubblico
Un ulteriore punto riguarda il prezzo reale. La gestione commerciale è vincolata: Pirelli produce e vende ai clienti pneumatici da gara identici a quelli utilizzati in Superbike. Per la MotoGP, invece, il contratto vieterebbe tassativamente la commercializzazione delle coperture.
il motivo del divieto: pneumatico esclusivo per evitare test privati
La logica indicata è legata alle esigenze del campionato: viene richiesto uno pneumatico esclusivo e non acquistabile sul mercato. In questo modo si evita che le squadre possano reperirlo autonomamente per effettuare test privati. Il controllo, secondo la ricostruzione riportata, risulta rigidissimo. Di conseguenza, i costruttori dispongono di un numero limitato di pneumatici per i test stagionali, variabile tra 170 e 260 unità a seconda del livello di concessioni.
indicazione sul prezzo: un indizio legato al modello da sbk
Barbier dichiara che non sarebbe possibile fornire il prezzo esatto di una singola unità MotoGP. Al posto di un valore numerico diretto viene proposto un indizio: “quanto costa lo pneumatico della tua moto?”. Il riferimento fornito riguarda un pneumatico posteriore modello Diablo Superbike, con un costo intorno a 300 euro.
stessi stabilimenti, stessa base industriale: cosa cambia
Secondo quanto riferito, i prototipi MotoGP vengono realizzati con gli stessi macchinari e nello stesso stabilimento di Breuberg (Germania), dove vengono prodotte anche le mescole da gara. La differenza viene attribuita ai materiali e, in alcune fasi, a possibili variazioni nel processo. Nonostante ciò, viene precisato che il costo non sarebbe destinato a discostarsi in modo enormemente diverso dal valore indicato.
profilo aziendale: il ruolo di Giorgio Barbier nella spiegazione economica
Le informazioni riportate sul funzionamento dei pagamenti e sulla struttura dei costi sono collegate ai chiarimenti forniti da Giorgio Barbier, Direttore Competizione Moto di Pirelli.
- Giorgio Barbier
