Motogp in qatar: come si preparano team e piloti alla gara

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Motogp in qatar: come si preparano team e piloti alla gara

Il Gran Premio del Qatar è diventato il centro di un confronto tra sicurezza, obblighi contrattuali e gestione del personale nel campionato MotoGP. Le riunioni svolte a Sepang hanno evidenziato una situazione ancora incerta, aggravata dalle tensioni militari in Medio Oriente e dalla decisione di Yamaha di non inviare i propri dipendenti a Lusail.

MotoGP e Qatar, il confronto sulla sicurezza

Durante la domenica di gare a Sepang, i team manager delle diverse squadre hanno incontrato i dirigenti di MotoGP Sports Entertainment Group, il promotore del campionato. Il vertice si è svolto in mattinata e ha avuto come tema principale la possibilità di disputare regolarmente l’appuntamento in Qatar.

Le scuderie hanno mantenuto contatti costanti anche tra loro, cercando di comprendere le rispettive posizioni. I piloti avevano fissato il pomeriggio come termine ultimo per ottenere dal promotore una garanzia completa sulle responsabilità legate a un possibile peggioramento della situazione nell’area mediorientale.

Questa garanzia rappresentava la condizione indicata dai piloti per affrontare il viaggio verso il Qatar. La maggior parte non ha espresso pubblicamente il proprio dissenso, mentre Jack Miller ha criticato apertamente la scelta di disputare una gara in una zona esposta a un conflitto armato.

Yamaha rifiuta la trasferta in Qatar

Pochi minuti dopo le sei del pomeriggio, Yamaha ha comunicato la decisione di impedire ai propri dipendenti di viaggiare in Qatar. La casa giapponese ha spiegato di non avere ricevuto elementi sufficienti per modificare la propria politica interna, che vieta l’invio del personale in aree interessate da conflitti.

La posizione di Yamaha ha avuto un forte impatto sull’organizzazione. In precedenza, Carmelo Ezpeleta aveva inviato una comunicazione alle squadre sostenendo che non fossero emersi motivi abbastanza rilevanti da impedire lo svolgimento dell’evento. La sicurezza e la copertura dell’appuntamento sarebbero state garantite anche con il sostegno del Governo del Qatar.

Nella stessa comunicazione veniva ricordato che il Paese avrebbe messo a disposizione una somma destinata a integrare le assicurazioni del campionato superiore a quella prevista per qualsiasi altra gara della stagione. Il promotore ha inoltre richiamato squadre e piloti al rispetto degli obblighi contrattuali e regolamentari, avvertendo che un’eventuale mancata partecipazione potrebbe produrre conseguenze sul campionato, sulla federazione, sulle televisioni, sugli sponsor e sugli altri partner coinvolti.

Sanzioni e possibili assenze dei piloti

La decisione di Yamaha ha aperto il tema delle eventuali sanzioni. La squadra rappresenta uno dei punti di riferimento della MotoGP, ma il promotore potrebbe considerare grave la mancata partecipazione e valutare un provvedimento capace di creare un precedente.

I piloti rischiano sanzioni economiche e sportive qualora decidessero di non presentarsi a Lusail. Alle quattro assenze già collegate alla scelta di Yamaha potrebbero aggiungersene altre, con cinque dei ventidue titolari potenzialmente fuori dalla gara. Alcuni casi potrebbero essere giustificati da motivi medici.

Piloti alle prese con infortuni e problemi fisici

Alex Marquez ha già annunciato che non correrà in Qatar per sottoporsi a un intervento alla spalla destra. Jorge Martin potrebbe essere autorizzato a non partecipare dopo avere saltato anche l’appuntamento di Sepang a causa di problemi fisici. Una sua assenza avrebbe conseguenze rilevanti sulla lotta per il titolo, considerando che Marc Marquez dispone di un vantaggio di 44 punti in classifica.

Raul Fernandez deve ancora recuperare dalle fratture alle dita della mano destra e una gara a Lusail potrebbe rallentare il percorso di guarigione. Joan Mir, rientrato in Malesia, si è ritirato nella gara lunga dopo la ricomparsa di problemi alla vista e di episodi di vertigini. Il pilota ha previsto nuovi controlli medici in Spagna, circostanza che rende difficile la sua presenza nel fine settimana successivo.

Fermin Aldeguer, già assente nelle ultime due prove per una frattura alla mano destra rimediata in Indonesia, potrebbe a sua volta sostenere di non avere completato il recupero.

Trasferimenti modificati e organizzazione del paddock

L’incertezza ha spinto molti membri del paddock a posticipare il più possibile l’arrivo a Doha. Diversi piloti hanno comunicato l’intenzione di presentarsi soltanto nel pomeriggio di giovedì, costringendo gli organizzatori a rinviare di quattro ore l’inizio della conferenza stampa ufficiale, fissato alle otto di sera.

Anche Honda ha rivisto i programmi di viaggio dei propri ingegneri giapponesi. Il personale, inizialmente diretto dalla Malesia al Qatar, effettuerà prima una tappa in Giappone. Le squadre dovranno inoltre gestire le assenze dei lavoratori che hanno scelto di non partire.

Alcuni team sono riusciti a riorganizzare gli organici attraverso turnazioni e sostituzioni. Altri non hanno avuto la stessa possibilità e dovranno distribuire il lavoro tra i dipendenti che accetteranno di essere presenti al Gran Premio.

Personalità coinvolte nella situazione

  • Jack Miller, pilota che ha contestato pubblicamente la trasferta in Qatar.
  • Carmelo Ezpeleta, CEO di MotoGP Sports Entertainment Group.
  • Alex Marquez, assente per l’intervento alla spalla destra.
  • Jorge Martin, possibile assente dopo i problemi fisici già accusati.
  • Raul Fernandez, alle prese con il recupero dalle fratture alla mano destra.
  • Joan Mir, fermato dal ritorno di disturbi alla vista e vertigini.
  • Fermin Aldeguer, ancora alle prese con la frattura alla mano destra.
  • Marc Marquez, leader della classifica con 44 punti di vantaggio su Jorge Martin.
A general view of the paddock
Categorie: Motori

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