MotoGP, 'Igna: "Il weekend perfetto di Marquez ci serviva, ma il lavoro non è finito
Il Gran Premio del Giappone ha rappresentato un passaggio decisivo per Ducati sia nella lotta al campionato sia nella storia sportiva della Casa di Borgo Panigale. La vittoria di Marc Márquez a Motegi ha permesso al pilota spagnolo di avvicinarsi ulteriormente a Jorge Martin, mentre per Gigi Dall’Igna il successo ha coinciso con un traguardo simbolico: la 100ª affermazione Ducati in MotoGP dall’inizio della sua gestione del reparto corse.
ducati e la 100ª vittoria in motogp
Il risultato giapponese ha assunto un valore particolare per Dall’Igna, che ha descritto il percorso compiuto dalla squadra come un progetto tecnico e umano di grande ambizione. Il raggiungimento delle cento vittorie è arrivato al termine di un lavoro condiviso con ingegneri, piloti e collaboratori, considerati elementi essenziali nella crescita della struttura Ducati.
Il trionfo di Motegi ha segnato anche la sesta vittoria stagionale di Marc Márquez, ottenuta nelle ultime nove gare. Il pilota del team Ducati ha completato inoltre la quinta doppietta dell’anno, aggiungendo il successo nella Sprint del sabato a quello conquistato nella gara lunga.
marc márquez protagonista assoluto a motegi
La prestazione di Marc Márquez ha prodotto 37 punti complessivi e gli ha consentito di recuperarne dieci nella classifica iridata, portandolo a soli due punti da Jorge Martin. La gara è stata costruita con grande attenzione: il pilota ha seguito da vicino il principale rivale, ha atteso il momento opportuno per effettuare il sorpasso e ha poi consolidato il vantaggio con due giri più veloci nella fase decisiva.
Per Dall’Igna, la gestione della corsa è stata completa sotto ogni aspetto. Márquez ha combinato velocità, controllo e capacità di leggere l’evoluzione della gara, evitando rischi non necessari e mantenendo un ritmo irraggiungibile per gli avversari. Il successo ha avuto un peso ancora maggiore perché ottenuto su una pista nella quale era indispensabile esprimersi al massimo per dare continuità alla rimonta in campionato.
Quella di Motegi è stata anche la quarta vittoria di Márquez sul circuito giapponese, un risultato che rappresenta un ulteriore primato personale. La sua condotta è stata descritta come solida, razionale, precisa e autorevole. In una gara caratterizzata da condizioni impegnative, il pilota spagnolo è riuscito a imporsi senza lasciare spazio a una replica concreta.
ducati, il risultato delle altre desmosedici
Il rendimento delle altre Desmosedici GP è stato meno positivo. Il fine settimana era stato condizionato dall’incidente verificatosi al via della Sprint e provocato da Alex Márquez. La conseguente penalizzazione nella gara lunga ha avuto ripercussioni sul suo programma, mentre Fabio Di Giannantonio ha terminato il weekend ancora alle prese con gli effetti dell’episodio.
La seconda Ducati al traguardo è stata quella di Pecco Bagnaia, ottavo nella gara lunga. Il risultato è apparso distante dagli standard mostrati dal pilota italiano sullo stesso tracciato nella stagione precedente, quando aveva dominato. Dall’Igna ha comunque evidenziato la determinazione dimostrata da Bagnaia dopo un avvio di weekend complicato.
La vittoria di Márquez ha quindi assunto un rilievo ancora maggiore per Ducati, poiché è stata di fatto l’unica moto della Casa a concludere nelle posizioni di vertice. Il distacco tra il vincitore e Bagnaia ha confermato la differenza di rendimento emersa durante il fine settimana.
gomme e temperature dopo la riasfaltatura di motegi
La gestione degli pneumatici ha costituito uno degli aspetti tecnici più delicati del Gran Premio. La nuova superficie dell’asfalto ha aumentato in modo significativo il grip disponibile, facendo crescere allo stesso tempo le temperature delle gomme. Il rischio non riguardava soltanto l’usura ordinaria, ma anche la possibilità di provocare danni rilevanti per effetto del calore.
I problemi di blister emersi durante la Sprint hanno spinto i team a valutare per la gara lunga la gomma posteriore dura con carcassa rinforzata. Nessun pilota aveva potuto provarla prima del Warm-Up, ma la soluzione si è rivelata particolarmente efficace sul nuovo asfalto del circuito di proprietà Honda.
ducati e la scelta della mescola posteriore
Ducati e gli ingegneri Michelin avevano previsto l’aumento delle temperature e avevano portato una carcassa più rigida, già utilizzata a Spielberg, con l’obiettivo di ridurre il calore generato dagli pneumatici. La Casa bolognese ha inoltre sfruttato i propri modelli di simulazione termica, analizzando insieme motore, elettronica e ciclistica.
Il lavoro ha permesso di valutare anche la possibilità di ottenere un abbassamento delle temperature utilizzando la mescola media. La decisione finale è stata presa durante il Warm-Up, quando è stata individuata la configurazione con il rendimento più elevato tra le due opzioni disponibili.
ducati guarda al gran premio d’indonesia
Archiviato il risultato di Motegi, l’attenzione della squadra si è spostata immediatamente verso Mandalika, sede del successivo appuntamento del campionato. Il calendario ha richiesto un rapido cambio di prospettiva, con Ducati già concentrata sulla nuova tappa della corsa al titolo.
Ogni Gran Premio può modificare gli equilibri e proporre condizioni tecniche differenti. Per questo il lavoro del team prosegue senza interruzioni, con l’obiettivo di mantenere la competitività nella fase conclusiva dello sprint iridato e sostenere la rimonta di Marc Márquez.
protagonisti del gran premio del giappone
- Marc Márquez, vincitore della Sprint e della gara lunga con Ducati
- Gigi Dall’Igna, direttore generale di Ducati Corse
- Jorge Martin, rivale diretto di Márquez nella classifica iridata
- Pecco Bagnaia, ottavo classificato nella gara lunga
- Alex Márquez, coinvolto nell’incidente al via della Sprint
- Fabio Di Giannantonio, condizionato dalle conseguenze dell’incidente
