MotoGP frenata brusca allintroduzione della moto unica
Un’idea regolamentare che sembrava ormai pronta a cambiare il volto delle sessioni di prove ha trovato terreno incerto e ha iniziato a perdere consistenza in tempi molto rapidi. Dopo settimane in cui molti marchi avevano dato per scontata l’eliminazione della presenza di una delle due moto nei box durante il venerdì e il sabato, il quadro si è ribaltato: l’assenza di un accordo pieno all’interno dell’Associazione dei Costruttori ha portato a un cambio di rotta e a una situazione in cui l’approvazione della misura appare sempre meno probabile.
moto unica: da misura pronta a proposta in difficoltà
Fino a un paio di Gran Premi prima, l’orientamento prevalente era che nella prossima stagione sarebbe stata rimossa la presenza di una delle due moto nella parte anteriore dei box durante le sessioni di prove del venerdì e del sabato, con il ritorno alle due unità per Sprint e per la gara lunga. La logica di fondo era quella di intervenire sul sistema di gestione delle moto durante i giorni dedicati alle prove.
Le informazioni disponibili indicano però che la mancata unanimità in seno all’MSMA abbia imposto un arresto e un riorientamento su una misura praticamente in fase di approvazione. In questo momento, tutto lascia intendere che la proposta sia finita in un vicolo cieco, con scarse possibilità di applicazione.
chi ha promosso la norma e quali motivazioni sono emerse
La proposta sarebbe stata inizialmente promossa da Aprilia e sostenuta da Ducati. L’iniziativa si colloca nel contesto del contenimento dei costi. Pur riconoscendo il quadro economico come elemento di spinta, una parte dei soggetti contrari considera la ragione principale legata alla convinzione di poter partire con un vantaggio tecnico grazie alle prestazioni attese dei nuovi prototipi in arrivo l’anno successivo.
sviluppo rallentato e impatto sulle prestazioni in pista
Dal punto di vista tecnico, viene richiamato un effetto diretto: con un solo prototipo nelle prove, lo sviluppo delle moto verrebbe rallentato. Questo renderebbe più difficile ridurre quello che viene descritto come un ipotetico svantaggio rispetto ai riferimenti migliori. In sostanza, la riduzione dell’accesso alle due moto durante le prove del fine settimana viene letta come un fattore potenzialmente penalizzante sul lavoro di ottimizzazione.
il ruolo decisivo del rifiuto KTM
La marcia indietro dell’iniziativa è attribuita soprattutto al netto rifiuto di KTM. Il costruttore risulta assolutamente contrario alla questione, nonostante in alcuni momenti sembrasse possibile un’apertura verso una soluzione compromissoria.
Nello stesso fronte si collocano anche i team indipendenti, che non individuano nel cambiamento alcun aspetto positivo. Le resistenze, quindi, non riguardano soltanto un marchio, ma coinvolgono anche chi gestisce in modo autonomo la propria presenza sportiva.
posizione Honda e aspettativa sulla decisione a maggioranza
Honda, a differenza degli altri, non si sarebbe schierata né a favore né contro in modo esplicito. La posizione indicata è quella di un orientamento legato a ciò che emergerà dalla scelta della maggioranza.
dalla stretta di mano all’assenza di firma: cosa è successo in MSMA
Nel giro di poco più di un mese, la dinamica tra i costruttori ha mostrato una svolta rilevante: nella riunione della MSMA tenutasi a Balaton Park, nella mattina di domenica del Gran Premio d’Ungheria, i costruttori si sono presentati con l’idea che la norma potesse ricevere approvazione.
La misura, inizialmente battezzata “Regola WorldSBK” perché nel campionato delle moto derivate dalla serie si compete con una sola moto nel box, e successivamente rinominata come “limitazione della seconda moto”, avrebbe quindi trovato un riconoscimento iniziale. In quel contesto, l’intenzione era quella di avanzare verso il sì.
moto unica, mancato passaggio formale e conseguenze sulla procedura
Pur con un impegno dichiarato, non sarebbe stato lasciato nulla di firmato con una validità sufficientemente solida. Questa circostanza ha consentito a KTM di fare marcia indietro, comunicandolo ad Assen agli altri membri della MSMA.
La retromarcia rompe l’unanimità necessaria per portare la proposta al tavolo della Grand Prix Commission, l’organo composto dalla FIM, dalla MSMA, dall’IRTA e dal promotore MotoGP SEG. La Commissione è incaricata di approvare o meno i cambiamenti nel regolamento, che vengono poi sottoposti a votazione e dipendono da una maggioranza semplice.
moto unica: nodo ancora aperto e prossima verifica a silverstone
All’interno del paddock è stato riconosciuto che il tema della moto unica non sarebbe considerato definitivamente chiuso, ma allo stesso tempo appare più complicato arrivare all’introduzione. A supporto di questa lettura, viene citata la presa d’atto di una figura chiave del processo, nel contesto del paddock del Sachsenring, dove lo scorso fine settimana si è svolta l’ultima tappa prima della pausa estiva.
La frattura tra i costruttori, in quella sede, non avrebbe potuto trovare un ricompattamento anche per la mancanza di Gigi Dall’Igna, direttore generale di Ducati, e Paolo Pavesio, responsabile di Yamaha. Il dialogo dovrebbe riprendere tra tre settimane, con Silverstone come tappa attesa per un verdetto più decisivo.
Nel frattempo, piloti e addetti ai lavori hanno mostrato una percezione critica verso l’idea della moto unica, considerandola un progetto difficile da realizzare e sostenere.
figure legate alle posizioni in ambito costruttori
- Gigi Dall’Igna, direttore generale di Ducati
- Paolo Pavesio, responsabile di Yamaha
- Aprilia, promotrice della proposta
- Ducati, sostenitrice della proposta
- KTM, contraria alla questione
- Honda, favorevole a seguire la decisione della maggioranza
