MotoGP votare contro l apertura dei motori KTM: perché è un rischio per la sicurezza di tutti

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MotoGP votare contro l apertura dei motori KTM: perché è un rischio per la sicurezza di tutti

Nelle ultime ore il mondo della MotoGP ha concentrato l’attenzione sul caso KTM legato ai motori, diventato rapidamente uno dei temi più delicati della stagione. La Casa di Mattighofen ha attraversato una serie di problemi di affidabilità ormai evidenti, con episodi che hanno mostrato quanto la questione possa incidere in modo diretto sulla sicurezza in pista.

problemi di affidabilità dei motori ktm in motogp e impatto in gara

Il GP di Catalogna ha rappresentato l’esempio più eclatante: Pedro Acosta era in testa quando, improvvisamente, la sua RC16 si è spenta durante la corsa. Alex Marquez, impegnato immediatamente alle sue spalle, non è riuscito a evitare l’accaduto, finendo fuori pista e coinvolto in una carambola molto violenta. L’esito, fortunatamente, è stato meno grave del peggio paventato: Marquez ha riportato la frattura della clavicola e una frattura marginale della vertebra C7.

L’importante punto emerso dall’analisi degli eventi è che quell’incidente non si è limitato a essere un episodio isolato. Lo stesso giorno anche Enea Bastianini è stato costretto a fermarsi per un guasto. Nelle successive uscite, la situazione non si è chiarita: “Lo Squalo di Mazarron” è rimasto a piedi anche nel corso della gara di Brno e nelle prove ad Assen, quando la moto si è presentata con l’assetto “accelerato”, regalando un brivido non indifferente.

Anche al Mugello, durante le prove, la fortuna non ha impedito il verificarsi di un ulteriore campanello d’allarme. La moto di Brad Binder si è rotta proprio in prossimità della linea del traguardo, a una velocità che, secondo quanto riportato, era probabilmente già oltre i 300 km/h. La serie di avvisaglie ha quindi spinto i tecnici a intervenire con alcune regolazioni, riducendo il regime di rotazione del motore, ma il provvedimento non ha eliminato il problema.

richiesta formale ktm alla msma per aprire i motori e indagare le anomalie

Alla luce di questa sequenza di guasti, in occasione del Gran Premio di Germania, ultimo appuntamento prima della pausa estiva, la KTM ha formalizzato una richiesta alla MSMA, l’associazione dei costruttori, chiedendo di poter aprire i motori per ragioni di sicurezza e individuare una soluzione.

La necessità di intervenire nasce anche dal quadro regolamentare: la Casa di Mattighofen rientra nella fascia C del sistema di concessioni, che prevede il congelamento dei motori. In base a questo meccanismo, i propulsori vengono sigillati prima della gara inaugurale e l’uso massimo è limitato a otto unità nell’arco del Mondiale. A metà campionato, Acosta e Binder hanno già montato sei motori, riducendo di fatto lo spazio di manovra tecnico, se non tramite una deroga decisa in modo concorde.

Una dinamica simile era già stata applicata nel 2020, quando la Yamaha aveva avuto un problema relativo a una partita di valvole difettose. Nel caso specifico, però, l’approccio sembra differire: in questa circostanza, la sensazione riportata è che la KTM necessiti di rompere i sigilli proprio per capire l’origine delle anomalie riscontrate nelle unità.

Secondo quanto dichiarato da Pit Beirer ai microfoni di Sky Sport MotoGP, la situazione è complessa: “c’è qualcosa che non va nei nostri motori. Sappiamo che questo rischio esiste ancora in alcune unità, per cui ne abbiamo attivate altre (nuove) per evitarlo. C’è un problema e dobbiamo risolverlo; ci sono motori che non possiamo usare anche per motivi di sicurezza. Dobbiamo sfruttare le vacanze estive per farlo”. Beirer ha aggiunto di avere già ricevuto il via libera da Aprilia in merito alla richiesta.

ostacoli regolamentari e timori prestazionali: il nodo della deroga

Tra le difficoltà principali, emerge la presenza di un ostacolo percepito come particolarmente complesso: la Ducati. In generale, oltre all’obiettivo di risolvere l’affidabilità, si colloca anche il timore che un intervento sui motori possa tradursi, nel contesto competitivo, in un vantaggio prestazionale. In un campionato descritto come molto serrato, con i primi otto racchiusi in soli 65 punti, il rischio viene visto da alcuni come una variabile che potrebbe rendere la decisione meno semplice.

Resta però centrale la prospettiva della sicurezza: l’idea espressa è che, se non viene autorizzato l’intervento richiesto, la serie di gare potrebbe continuare a svolgersi con motori che mostrano segnali di criticità. In più, viene sottolineato come fino a quel momento l’unico pilota che si sia fatto male in modo diretto per le rotture delle KTM sia stato Alex Marquez, il quale nella prossima stagione sarà un pilota “orange”, ma quest’anno guida ancora una Ducati.

La situazione viene quindi inquadrata come un caso in cui la tutela dei piloti dovrebbe ricevere priorità rispetto a ogni altra considerazione, ricordando che gli atleti sono elementi determinanti dello spettacolo sportivo in pista.

personaggi coinvolti negli episodi citati

  • Pedro Acosta
  • Alex Marquez
  • Enea Bastianini
  • Brad Binder
  • Pit Beirer
Alex Marquez, Gresini Racing
Categorie: Motori

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