Hamilton: “Sono qui per vincere, fa male vedere la Mercedes imporre subito i team order e noi no”

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Hamilton: “Sono qui per vincere, fa male vedere la Mercedes imporre subito i team order e noi no”

Il weekend della Ferrari a Zandvoort ha lasciato sensazioni contrastanti: il ritmo in gara è apparso competitivo, soprattutto rispetto alla Mercedes, ma il risultato conclusivo non ha rispecchiato pienamente il potenziale mostrato dalla vettura. Il quarto e il quinto posto hanno evidenziato un’occasione solo parzialmente sfruttata, con la gestione della strategia e dei duelli interni destinata a essere analizzata.

Ferrari a Zandvoort tra ritmo gara e punti persi

La Rossa ha evidenziato un passo gara convincente, mentre la Mercedes ha incontrato maggiori difficoltà nella gestione del retrotreno con la gomma hard. Nonostante questo vantaggio prestazionale, la Ferrari non è riuscita a trasformare il rendimento in una posizione più favorevole al traguardo.

La situazione ha ricordato da vicino quanto accaduto in Ungheria, dove una qualifica non particolarmente efficace aveva condizionato il risultato del fine settimana. Anche a Zandvoort è emersa la sensazione che il Cavallino potesse conquistare un bottino più consistente. La posizione di partenza ha inciso in modo significativo, insieme alle decisioni strategiche prese durante la gara.

Lewis Hamilton critica la gestione del duello con Leclerc

Il principale motivo di rammarico ha riguardato la gestione della lotta tra i due piloti Ferrari. Nel secondo stint, Lewis Hamilton ha recuperato terreno su George Russell utilizzando la gomma hard. Charles Leclerc, invece, ha adottato la mescola media per differenziare la strategia rispetto ai rivali e cercare un’opportunità ulteriore.

La scelta ha costretto Leclerc a perdere tempo nel tentativo di superare Oscar Piastri, prima di rimanere alle spalle di Russell. Non disponendo del ritmo necessario per completare rapidamente il sorpasso, il monegasco ha provato a spingere Hamilton verso il pit stop, così da ottenere pista libera e prolungare il proprio stint.

Hamilton si è però avvicinato rapidamente, portandosi a meno di un secondo dal compagno di squadra con pneumatici più freschi. La possibile manovra di sorpasso ha generato una situazione interna costata diversi secondi alla Ferrari. Leclerc, inizialmente, aveva scelto di restare in pista per costruire un vantaggio di gomma nei confronti di Russell, condizione ritenuta importante per rendere possibile il sorpasso.

Ferrari e ordini di scuderia nel finale

Via radio, Hamilton ha manifestato la necessità di evitare ulteriori perdite di tempo. La sua strategia prevedeva di prolungare il secondo stint sulla hard, con l’obiettivo di sfruttare un’eventuale Virtual Safety Car oppure arrivare al finale con un delta di gomma favorevole.

Un ordine di scuderia per invertire le posizioni, però, non è arrivato. Secondo Hamilton, proprio il tempo perso dietro Leclerc ha rappresentato uno degli aspetti più importanti da discutere internamente. Il pilota britannico ha sottolineato il desiderio di vincere e ha evidenziato il comportamento della Mercedes, che nel finale ha ordinato immediatamente lo scambio di posizione tra Kimi Antonelli e Russell.

Hamilton ha osservato che la Mercedes ha permesso ad Antonelli di concentrarsi sulla propria gara, mentre la situazione Ferrari era diversa a causa delle strategie separate tra i due piloti. La mancata esecuzione immediata di un’eventuale indicazione interna ha lasciato il britannico alle spalle di Leclerc, con una perdita di secondi preziosi nel tentativo di raggiungere Russell.

Ferrari, il potenziale della SF-26 e il limite della power unit

Dal fine settimana olandese sono emersi anche elementi positivi. Hamilton ha riconosciuto che la qualifica avrebbe potuto essere migliore, ma ha indicato nella velocità sul rettilineo uno dei principali vantaggi della Mercedes, quantificato in circa quattro decimi. Secondo il pilota, la competitività mostrata dalla Ferrari nel resto del tracciato dimostra la presenza di una vettura efficace.

Il limite principale della SF-26 sembra riguardare il rendimento della power unit, con conseguenze sia in qualifica sia durante la gara. Un miglioramento sul fronte motoristico potrebbe permettere alla Ferrari di ridurre il distacco dalla Mercedes e inserirsi con maggiore continuità nella lotta ai vertici.

La Virtual Safety Car entrata in pista a due giri dalla conclusione ha inoltre condizionato il finale. L’interruzione ha consentito a Russell di respirare e si è verificata proprio quando Hamilton aveva attivato il boost, sembrando pronto a tentare l’attacco. La velocità massima della Mercedes ha poi offerto a Russell uno strumento efficace per difendersi.

Hamilton ha spiegato che la Ferrari perdeva circa quattro decimi al giro sui rettilinei e che il tempo lasciato alle spalle di Leclerc ha aumentato la distanza da recuperare nei confronti di Russell.

Protagonisti Ferrari e Mercedes a Zandvoort

Le dinamiche del Gran Premio hanno coinvolto direttamente i piloti Ferrari e i principali rivali Mercedes nella gestione delle strategie e delle posizioni in pista.

  • Lewis Hamilton
  • Charles Leclerc
  • George Russell
  • Kimi Antonelli
  • Oscar Piastri
Lewis Hamilton, Ferrari
Categorie: Formula 1Motori

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