George Foreman Concede Troppo Tempo a Jimmy Young: L'Errore che Costò la Corona
La sfida tra George Foreman e Jimmy Young, disputata il 17 marzo 1977 a San Juan nella categoria dei pesi massimi, fu segnata da una scelta tattica rivelatasi decisiva. Foreman concesse troppo tempo a un avversario mobile e prudente, permettendogli di entrare progressivamente nel ritmo del combattimento e di sfruttare le difficili condizioni ambientali.
George Foreman e l’avvio attendista contro Jimmy Young
Foreman non partì con la stessa aggressività mostrata negli incontri contro Joe Frazier e Ken Norton. Nella prima metà del match cercò soluzioni tecniche diverse, mentre Young evitava gli scambi prolungati, si spostava sul ring e rispondeva con colpi di rimessa.
Quando Foreman riusciva ad accorciare la distanza, Young ricorreva spesso alla trattenuta. Il pugile segnalò inoltre all’arbitro Waldemar Schmidt alcune azioni considerate irregolari, tra cui spinte, uso degli avambracci e tentativi di liberarsi durante le prese. Nel terzo round, Schmidt penalizzò Foreman con la detrazione di un punto per comportamento eccessivamente ruvido.
George Foreman cambia strategia dopo sei riprese
Gil Clancy spiegò in seguito che Foreman si era concentrato su tecniche introdotte da un altro allenatore. Secondo la sua osservazione, il pugile teneva le mani insolitamente alte e provava movimenti lontani dal proprio stile naturale.
Dopo sei riprese, Clancy gli ordinò di interrompere gli esperimenti e di cercare con decisione il knockout. La reazione fu immediata: nel settimo round, Foreman aumentò la pressione e colpì Young con un gancio sinistro molto pesante. Young rimase in piedi, ma dichiarò successivamente di essere stato praticamente privo di lucidità e di aver pensato che Foreman avrebbe potuto farlo cadere con una sola spinta.
Young riuscì a resistere grazie a clinching, movimento e reazioni disperate. Foreman aveva finalmente creato la situazione che avrebbe potuto chiudere il match in anticipo, ma il caldo soffocante dell’arena di San Juan aveva già iniziato a consumare le sue energie.
Jimmy Young sfrutta la stanchezza di Foreman
Le riprese iniziali combattute senza sufficiente intensità permisero a Young di acquisire sicurezza. Foreman, costretto a inseguirlo, spese energie nei tentativi di raggiungerlo, nelle lotte ravvicinate e nella ricerca del knockout dopo aver lasciato sfumare la migliore occasione.
Young ritrovò il proprio assetto difensivo e tornò a colpire con il jab e con i counter di destro. Foreman apparve sempre più affaticato nelle fasi finali. Nel dodicesimo round, Young lo mandò al tappeto con un destro e conquistò la vittoria ai punti con decisione unanime.
Il significato della vittoria di Jimmy Young
Il successo rappresentò il risultato più importante della carriera di Young e l’ultima vittoria ottenuta contro un peso massimo di primo piano. Otto mesi dopo perse un incontro eliminatorio WBC contro Ken Norton, quindi subì due sconfitte consecutive ai punti contro Ossie Ocasio.
La sconfitta di Foreman non dimostrò che Young avesse trovato un metodo stabile per battere i migliori pesi massimi. In quella serata si combinarono condizioni particolarmente favorevoli: Foreman concesse sei riprese, venne penalizzato per la durezza dei propri interventi e pagò il dispendio energetico imposto dal caldo.
Quando Foreman tornò a combattere secondo il proprio stile, sfiorò la conclusione anticipata. La svolta arrivò però con sei round di ritardo, lasciando a Young il tempo necessario per sopravvivere, recuperare il controllo e ottenere la decisione.
Protagonisti dell’incontro tra Foreman e Young
Le figure centrali della sfida di San Juan furono:
- George Foreman, peso massimo sconfitto ai punti dopo essere stato vicino al knockout nel settimo round.
- Jimmy Young, vincitore con decisione unanime e autore del knockdown nel dodicesimo round.
- Gil Clancy, allenatore che spinse Foreman ad abbandonare le soluzioni sperimentali dopo sei riprese.
- Waldemar Schmidt, arbitro che detratte un punto a Foreman nel terzo round.
