Diego pacheco frenato dopo il rischio contro sadjo

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Diego pacheco frenato  dopo il rischio contro sadjo

Diego Pacheco considera conclusa la fase di apprendimento e punta a entrare subito nella parte più competitiva della categoria dei supermedi. Le recenti scelte di Eddie Hearn indicano però una strategia più prudente: prima di un incontro per il titolo, Matchroom sembra intenzionata a sottoporre il pugile californiano ad altri test capaci di consolidarne esperienza e affidabilità.

Diego Pacheco tra ambizioni iridate e prudenza di Matchroom

Dopo aver fermato Immanuwel Aleem all’undicesimo round lo scorso mese, Pacheco ha indicato Jaime Munguia come il principale obiettivo. Il messicano detiene la cintura WBA e rappresenterebbe per il contendente una combinazione particolarmente significativa di titolo mondiale, visibilità e possibilità economiche.

Eddie Hearn ha invece menzionato i nomi di Bruno Surace e Armando Resendiz, avversari che potrebbero offrire a Pacheco ulteriore preparazione prima di un confronto iridato. La cautela del promotore nasce soprattutto dalle difficoltà emerse contro Kevin Lele Sadjo lo scorso dicembre.

La sfida contro Kevin Lele Sadjo ha evidenziato i limiti difensivi

Sadjo riuscì a mandare al tappeto Pacheco e a colpirlo duramente in più occasioni ogni volta che trovava lo spazio per attaccare. Il pugile statunitense riuscì a rimanere in gara ricorrendo con frequenza alle prese, interrompendo così la continuità offensiva dell’avversario.

Il ricorso al clinch contribuì probabilmente a evitare un’interruzione del combattimento, ma generò anche forti critiche da parte del pubblico. Pacheco fu favorito dalla tolleranza dell’arbitro. In un altro incontro, Malik Waleed aveva squalificato Caroline Veyre per eccessive trattenute all’ottavo round contro Bernice Ferreira, nel programma che comprendeva il confronto tra Claressa Shields e Kaye Scott. Un direttore di gara altrettanto severo avrebbe potuto costringere Pacheco a combattere senza fare affidamento costante sulle prese.

La posizione esposta di Pacheco

La preoccupazione principale riguarda la facilità con cui Sadjo è riuscito a ferirlo ripetutamente. Pacheco possiede una notevole potenza nei pugni, ma mantiene una posizione molto eretta che lascia la testa disponibile per colpi puliti.

La resistenza ai colpi resta quindi un elemento centrale. Se non fosse adeguata a uno stile così esposto, affrontare un campione aggressivo comporterebbe un rischio considerevole. Le reazioni difensive, la postura eretta e la dipendenza dal clinch nei momenti di difficoltà appaiono ormai come abitudini consolidate.

La vittoria su Immanuwel Aleem non basta

Il successo contro Aleem ha rappresentato un test utile per recuperare fiducia, ma non ha fornito le stesse pressioni viste contro Sadjo. Il knockout all’undicesima ripresa ha mostrato pazienza e capacità di attendere il momento giusto per chiudere l’incontro.

Aleem, però, non disponeva di un’offensiva sufficientemente incisiva per mettere nuovamente alla prova le fragilità difensive di Pacheco. Una sola vittoria non può cancellare i problemi emersi nel precedente combattimento, soprattutto quando l’avversario non riesce a replicare la pressione e la potenza di Sadjo.

Matchroom deve scegliere tra protezione e salto di livello

A 25 anni, Pacheco sembra vicino al livello che può raggiungere con le caratteristiche attuali. Un altro incontro costruito come semplice esibizione difficilmente correggerebbe automatismi tecnici già radicati. Matchroom non può proteggerlo indefinitamente senza incidere sul suo valore commerciale e sull’investimento fatto dalla società.

Prima o poi sarà necessario organizzare un confronto decisivo, una sfida in cui Pacheco dovrà dimostrare di poter reggere il livello dei migliori. Una vittoria contro Munguia o Osleys Iglesias consegnerebbe a Matchroom un campione da sviluppare e promuovere. Una sconfitta chiarirebbe invece che Pacheco non era destinato a diventare il combattente d’élite immaginato dal promotore.

Jaime Munguia e Osleys Iglesias rappresentano due strade diverse

Pacheco preferisce Munguia perché il campione messicano offre una cintura, un’importante ricompensa economica e una grande esposizione nella California meridionale. Un successo netto aumenterebbe la popolarità di Pacheco nell’area di Los Angeles e lo avvicinerebbe a una possibile sfida futura contro Canelo Alvarez.

Il pugile non si trova però nella condizione di poter scegliere liberamente. Se l’obiettivo è affrontare il vertice della divisione, dovrebbe prendere in considerazione anche Osleys Iglesias, campione IBF. Il suo incontro potrebbe essere più semplice da organizzare, poiché Iglesias non possiede lo stesso valore commerciale di Munguia, ma sul ring sarebbe probabilmente una prova ancora più impegnativa.

La decisione finale spetta a Eddie Hearn

La strategia dipenderà dalle scelte di Eddie Hearn. Se Matchroom intende tenere Pacheco lontano da Munguia e Iglesias, dovrà continuare a presentarlo come un pugile in fase di crescita. Non sarebbe coerente considerarlo pronto per l’élite e abbinarlo ancora ad avversari da prospect.

La prossima sfida dovrà chiarire il reale valore di Diego Pacheco: un ulteriore incontro di sviluppo potrebbe proteggerlo dai rischi immediati, mentre un confronto per il titolo permetterebbe di verificare senza filtri la sua preparazione al massimo livello.

Protagonisti della vicenda

  • Diego Pacheco, contendente nella categoria dei supermedi.
  • Eddie Hearn, promotore e responsabile delle scelte di Matchroom.
  • Jaime Munguia, campione WBA indicato come obiettivo principale.
  • Osleys Iglesias, campione IBF dei supermedi.
  • Kevin Lele Sadjo, avversario che ha messo in evidenza le difficoltà difensive di Pacheco.
  • Immanuwel Aleem, sconfitto da Pacheco per knockout all’undicesimo round.
  • Bruno Surace e Armando Resendiz, possibili prossimi avversari.
Image: Hearn Slows Diego Pacheco Down After Sadjo Scare

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