Formula 1, honda e la nuova pu: troppa potenza in frenata causa problemi di guidabilità
La nuova specifica della Power Unit Honda ha modificato il comportamento della Aston Martin durante il fine settimana di Zandvoort. L’intervento sulla camera di combustione ha influito sulla risposta del motore, mentre un problema all’aerodinamica attiva ha aggravato le difficoltà affrontate in qualifica.
Fernando Alonso ultimo in qualifica a Zandvoort
Fernando Alonso ha concluso le qualifiche al 22° e ultimo posto, pagando una combinazione di problemi tecnici. La vettura non ha fornito una risposta prevedibile in fase di frenata e, in Q1, l’ala posteriore non si è aperta a causa di un guasto all’attuatore.
Il malfunzionamento dell’aerodinamica attiva ha avuto un effetto immediato sul rettilineo principale. Rispetto al compagno di squadra, Alonso ha raggiunto una velocità inferiore di 24 km/h, non potendo sfruttare completamente l’ala posteriore nella configurazione a basso carico. Un distacco di questo tipo non poteva essere recuperato nell’arco di un solo giro.
Power Unit Honda e problemi di guidabilità
Il guasto all’ala rappresenta un problema risolvibile, mentre la questione più complessa riguarda la guidabilità della Power Unit. In determinati momenti il motore ha continuato a erogare potenza durante la frenata, rendendo più difficile rallentare la vettura e mantenere la traiettoria corretta.
Alonso è finito fuori pista alla curva 1 durante la SQ1, segnalando anche forti vibrazioni provenienti dal motore. Il pilota ha spiegato che, con l’acceleratore ancora attivo e una risposta eccessiva della Power Unit, fermare la monoposto diventava particolarmente complicato.
Aston Martin alle prese con una risposta imprevedibile
Anche Lance Stroll ha incontrato difficoltà con il comportamento della nuova unità motrice. Il canadese ha superato entrambe le vetture Cadillac, ma ha terminato la sessione al 19° posto, con un ritardo di circa due secondi dal miglior tempo della Q1.
Stroll ha riferito che la squadra dovrà analizzare i dati e comprendere l’origine dei problemi, considerando anche la presenza del vento sul circuito. Le condizioni atmosferiche erano uguali per tutti, mentre la risposta della vettura Aston Martin non è apparsa sufficientemente efficace.
Fernando Alonso e Lance Stroll coinvolti nei problemi tecnici
- Fernando Alonso, 22° e ultimo in qualifica, ha accusato difficoltà in frenata, vibrazioni del motore e il mancato funzionamento dell’ala posteriore.
- Lance Stroll, 19° classificato, ha evidenziato problemi di guidabilità e un comportamento della Power Unit ancora da ottimizzare.
Le difficoltà già emerse durante la stagione
La risposta irregolare del motore non è una novità assoluta per Aston Martin. Problemi simili erano già comparsi nella prima parte della stagione, anche perché la squadra di Silverstone affrontava per la prima volta la progettazione interna del cambio e Honda doveva ancora perfezionare l’erogazione della Power Unit.
Un episodio significativo si era verificato a Monaco, quando Stroll, scalando una marcia in più rispetto ai giri precedenti nell’ultima curva, aveva ricevuto un incremento inatteso di potenza. La reazione improvvisa aveva causato la perdita di controllo e l’impatto contro le barriere.
La nuova specifica Honda ha quindi richiesto una revisione del lavoro sulla guidabilità. L’intervento sulla combustione ha modificato la risposta del motore e le verifiche al banco, insieme al primo test in pista svolto a Budapest durante il filming day, avevano già evidenziato caratteristiche differenti. L’affinamento dovrà proseguire direttamente in pista per rendere l’erogazione più prevedibile, soprattutto nelle scalate e nelle fasi di frenata.
