F1, Verstappen a podio ma la Red Bull non vince: Mekies svela cosa manca
Il terzo posto ottenuto dalla Red Bull al Gran Premio degli Stati Uniti fotografa con precisione il momento attraversato dalla squadra: la vettura è tornata competitiva, ma non dispone ancora di tutti gli strumenti necessari per puntare con continuità alla vittoria. La frustrazione per il risultato di Max Verstappen nasce proprio dal cambiamento delle ambizioni maturato negli ultimi mesi.
Red Bull ad Austin tra recupero tecnico e limiti ancora evidenti
La Red Bull ha ridotto progressivamente il divario tecnico accumulato nella prima parte della stagione, tornando a occupare con regolarità le posizioni di vertice. Il podio, che in passato avrebbe rappresentato un risultato particolarmente positivo, oggi viene valutato con maggiore severità perché la squadra aspira nuovamente a competere per il successo.
Il fine settimana di Austin ha mostrato che il recupero non è ancora completo. La monoposto è diventata molto più competitiva, ma alcune criticità continuano a limitarne il potenziale. Con distacchi ridotti tra i principali avversari, anche aspetti apparentemente secondari possono incidere in modo decisivo sull’esito della gara.
Max Verstappen e il confronto con Kimi Antonelli
Laurent Mekies ha riconosciuto senza attenuanti la superiorità mostrata dalla Mercedes di Kimi Antonelli. Secondo il team principal della Red Bull, il pilota italiano disponeva di un ritmo più elevato e nessuna modifica strategica avrebbe probabilmente cambiato il confronto diretto per la vittoria.
La situazione è stata diversa nella sfida per il secondo posto. Verstappen ha concluso alle spalle di Antonelli e Charles Leclerc, mentre la Red Bull non è riuscita a sfruttare uno dei vantaggi abitualmente associati alla propria vettura: la capacità di ottenere prestazioni significative dalle mescole più morbide.
Strategia Red Bull e degrado delle gomme soft
La squadra ha scelto una strategia a due soste, ma la gestione degli pneumatici non ha prodotto i risultati attesi. Verstappen ha accusato un degrado elevato con entrambi i set di gomme soft, rendendo meno efficace la seconda sosta e riducendo le possibilità di attaccare la seconda posizione.
Il secondo stint è stato particolarmente importante, perché è stato affrontato con pneumatici soft attraverso una decisione che non faceva parte del piano strategico iniziale. La Red Bull dovrà analizzare le ragioni per cui questa mescola non ha garantito il rendimento normalmente atteso.
La gomma hard, invece, si è rivelata particolarmente efficace sulle monoposto rivali. Considerando il distacco ridotto da Leclerc, Mekies ha ammesso che una mescola più resistente avrebbe potuto aiutare Verstappen. Non esiste, però, la certezza che una strategia diversa avrebbe assicurato il secondo posto. Il dato più chiaro riguarda la mancata valorizzazione del potenziale delle gomme morbide, mentre Ferrari e Mercedes hanno trovato nella hard una risorsa importante.
Partenze Red Bull, un problema tecnico ancora irrisolto
Un’altra debolezza significativa riguarda le partenze, un tema presente dall’inizio della stagione e non ancora risolto in modo definitivo. Mekies ha spiegato che il problema non dipende soltanto dalla frizione, ma coinvolge diverse aree tecniche della vettura.
Tra gli elementi interessati figurano power unit, cambio e sistemi di trasmissione della coppia alle ruote. Le prestazioni allo старт coinvolgono quindi quasi tutti i reparti dell’azienda, con la sola possibile esclusione dell’area aerodinamica.
Rispetto alle prime gare dell’anno sono stati compiuti progressi importanti, perché le partenze erano inizialmente molto negative. La Red Bull non ha ancora raggiunto, però, il livello dei migliori. Questo limite è diventato più pesante proprio con il miglioramento generale della vettura: quando la squadra è tornata a lottare nelle prime posizioni, ogni posizione persa al via ha iniziato ad avere un peso maggiore.
La soluzione definitiva richiederà tempo. Nel breve periodo saranno possibili piccoli miglioramenti, mentre per colmare completamente il divario saranno necessarie modifiche hardware significative, previste soltanto per il 2027. La Red Bull dovrà quindi convivere con questa debolezza fino alla conclusione del campionato.
Power unit Red Bull ancora in fase di sviluppo
Il recupero della squadra è stato accompagnato dai progressi della power unit sviluppata internamente, ma il lavoro sul motore è tutt’altro che concluso. Mekies ha escluso che Red Bull Powertrains consideri ormai completato il progetto o che possa concentrare tutte le risorse esclusivamente sul telaio.
Le aree di intervento non riguardano soltanto la potenza massima. Restano possibili miglioramenti su migliaia di aspetti legati alla guidabilità, con l’obiettivo di integrare in modo più efficace motore e monoposto. Lo sviluppo interno consente infatti di coordinare maggiormente le differenti aree tecniche e di cercare vantaggi attraverso una progettazione condivisa.
La crescita della Red Bull è quindi reale, ma la maturazione complessiva del progetto è ancora lontana dalla conclusione. Telaio e power unit continuano a essere sottoposti a interventi importanti.
Red Bull più competitiva, ma non ancora completa
Il bilancio del Gran Premio degli Stati Uniti resta articolato. Il terzo posto conferma che la Red Bull è tornata stabilmente nelle posizioni di vertice, mentre le difficoltà nella gestione delle gomme e nelle partenze mostrano che la squadra non riesce ancora a sfruttare il proprio potenziale in ogni fase del weekend.
Le comunicazioni radio hanno aggiunto ulteriori complicazioni, ripresentandosi per la seconda gara consecutiva. La causa non è stata ancora identificata completamente e il team ha riconosciuto che un problema simile non dovrebbe richiedere una quantità così elevata di energie operative.
La differenza rispetto all’inizio della stagione resta comunque sostanziale. In precedenza la priorità era ritrovare la velocità necessaria per competere con gli avversari. Adesso la velocità è tornata, anche se non sempre consente di vincere, e l’attenzione si concentra sulla capacità di trasformare la competitività in risultati costanti. La delusione per il terzo posto di Verstappen rappresenta il segnale più evidente delle nuove ambizioni della squadra.
Protagonisti Red Bull e del Gran Premio degli Stati Uniti
- Max Verstappen, pilota della Red Bull Racing, terzo classificato ad Austin.
- Laurent Mekies, team principal della Red Bull.
- Kimi Antonelli, pilota Mercedes e vincitore del Gran Premio degli Stati Uniti.
- Charles Leclerc, pilota Ferrari arrivato davanti a Verstappen.
