F1 red bull controcorrente: l’elettrico sulla rb22 lavora in modo diverso i team

• Pubblicato il • 5 min
F1 red bull controcorrente: l’elettrico sulla rb22 lavora in modo diverso  i team

Un venerdì atipico in casa Red Bull emerge dai numeri raccolti sul circuito di Barcellona: Max Verstappen chiude soltanto sesto e Isack Hadjar risulta ancora più attardato, in decima posizione. Il quadro racconta molto delle difficoltà incontrate sul giro secco, in un tracciato che mette in evidenza differenze nette rispetto a piste come Canada e Monaco, dove la presenza di molte curve lente permetteva di gestire i compromessi in modo più sostenibile.

curve ad alta velocità a barcellona e difficoltà della rb22 sul giro secco

Come anticipato da Verstappen alla vigilia, le curve ad alta velocità di Barcellona stanno creando maggiori problemi alla RB22. Il nodo non riguarda soltanto la competitività nei tratti rapidi: è centrale anche la ricerca di un bilanciamento capace di conciliare velocità elevate con sezioni più lente. Proprio questo rapporto rende complesso il lavoro dei team sulla pista catalana.

carenza di grip: scivolamento, temperature e scelta degli pneumatici

Un ulteriore fattore si somma al resto: la carenza di aderenza. Negli elementi già emersi nel 2025, gli pneumatici tendono a scivolare molto per la combinazione tra asfalto e alte temperature. Per questo servono coperture in grado di generare più grip.

La hard, pur risultando più morbida rispetto a dodici mesi prima, continua a scivolare e questo abbassa la qualità dell’aderenza. Di conseguenza, le squadre possono orientarsi verso due soste utilizzando compound più teneri, evitando la mescola più dura.

Quando la mancanza di grip si fa sentire, le difficoltà sul giro secco diventano più marcate: diventa più arduo mantenere la gomma nella finestra ideale, soprattutto nei curvoni ad alta energia, dove si accumulano temperature elevate e si generano consistenti carichi laterali.

verstappen: “ci manca grip” in ogni settore del tracciato

Al termine della sessione, Verstappen ha collegato i problemi alle mancate prestazioni di aderenza. Il quattro volte iridato ha indicato che la sensazione riguarda tutte le tipologie di curva, dalle veloci alle lente, oltre alle sezioni a media velocità: “Ci manca grip, sia nelle curve veloci che in quelle lente e in quelle a media velocità. Siamo indietro ovunque. Non siamo dove vorremmo essere. Penso ci siano limitazioni chiare con la vettura: è molto aggressiva sulle gomme e qui il livello di grip è basso. Al momento non ci aiuta”.

passo gara: più segnali positivi sulla lunga distanza, ma il quadro resta complesso

Guardando al passo gara, la situazione appare per il momento più incoraggiante rispetto al giro secco. La ragione indicata è che la gomma potrebbe stabilizzarsi con maggiore facilità su una percorrenza più lunga, considerando anche che altri team hanno incontrato problemi legati al degrado.

Nonostante ciò, Verstappen evidenzia che la performance in gara tende a riflettere quella del giro singolo: “Se sei lento sul giro secco, lo sei anche in gara. È quello che vedo anch’io quando facciamo i long run”. Nelle ultime gare, ha aggiunto, le curve predominanti sarebbero state quelle a bassa velocità, con la conseguenza che su piste “che offrono un po’ di tutto” la competitività risulterebbe più vicina. L’impressione finale resta comunque di un passo indietro.

velocità di punta e gestione energetica: gap di almeno 10 km/h verso gli avversari

Accanto alle difficoltà di aderenza, emerge un aspetto tecnico di rilievo: il modo in cui la Red Bull interpreta il giro in ottica energetica. Analizzando le velocità di punta sugli allunghi, dal rettilineo principale fino all’uscita di curva 9, si rileva un gap di almeno 10 km/h rispetto a tutti i rivali. Il divario tende ad aumentare quando la RB22 esaurisce l’energia prima degli avversari.

Tra le informazioni riportate sui ritardi accumulati a fine giro, emerge che dei quasi nove decimi totali, oltre due arrivano soltanto dal rettilineo di partenza. Più che una scelta legata a mappature conservative, il punto viene collegato a come l’energia viene impiegata lungo il giro.

curva 3: riduzione dell’acceleratore per risparmiare energia

In curva 3, Verstappen risulta il pilota che alza maggiormente il piede dall’acceleratore. Anche se questo può essere associato alla carenza di grip, la dinamica viene presentata come un fattore in grado di risparmiare energia. Un segnale si vede prima di curva 4: mentre tutti i piloti plafonano poco sopra i 285 km/h, l’olandese supera i 300 km/h con un margine di circa 15 km/h.

Il comportamento viene interpretato come un’indicazione del fatto che l’MGU‑K continui a rilasciare energia in quel punto, prolungando il deployment rispetto agli altri.

verso curva 10: carenza di propulsione elettrica e costo di circa un decimo

Un fenomeno analogo si ripresenta anche prima della staccata di curva 10. Anche se già in curva 9 la Red Bull fatica a portare velocità e Verstappen deve alzare il piede più dei rivali, nella tratta di allungo verso curva 10 emerge una carenza di propulsione elettrica, quantificata in un costo di circa un decimo.

ultime curve: energia mantenuta nella fase centrale, poi ritorno dei problemi di grip

Nel tratto tra curva 13 e curva 14, Verstappen arriva in percorrenza con oltre 15 km/h di velocità in più rispetto a Mercedes e McLaren. Il segnale indica un approccio che consente di mantenere più a lungo il supporto dell’ibrido in quella fase. In parallelo, in quel segmento i propulsori Mercedes e Ferrari riducono l’uso del motore elettrico, mentre sulla RB22 il sistema continua a rilasciare energia.

Nonostante la gestione energetica nella fase centrale, gli ultimi elementi riportati riportano il ritorno delle difficoltà legate al grip: in percorrenza dell’ultima curva Verstappen è costretto ad alzare molto l’acceleratore e l’uscita risulta lenta. Di conseguenza, sul traguardo l’olandese passa con circa 15 km/h di ritardo rispetto a Mercedes, ipotizzando che la vettura avversaria conservi l’elettrico proprio per lo scatto finale del giro.

posizioni nel venerdì di barcellona: verstappen e hadjar

Nel quadro complessivo del venerdì sul tracciato, le posizioni registrate riflettono la combinazione tra difficoltà sul giro secco e fattori tecnici legati a aderenza e gestione dell’energia.

Personaggi citati:

  • Max Verstappen
  • Isack Hadjar
Max Verstappen, Red Bull Racing
Categorie: Formula 1

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