F1, la fia ammette lacune nel sistema aduo: misurazioni comunque accurate

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F1, la fia ammette lacune nel sistema aduo: misurazioni comunque accurate

Il sistema ADUO, nato per sostenere i Costruttori di Formula 1 in maggiore difficoltà nello sviluppo delle power unit, è diventato uno dei temi più controversi della stagione. Le modalità di misurazione, i risultati della prima graduatoria FIA e il comportamento strategico dei team hanno alimentato un confronto acceso tra squadre, motoristi e federazione.

ADUO in Formula 1: da misura di sostegno a tema politico

Le Opportunità aggiuntive di sviluppo e aggiornamento sono state introdotte come una sorta di tutela per i Costruttori rimasti indietro, anche in seguito alle difficoltà affrontate dalla Honda con il precedente regolamento. Nel corso della stagione, il meccanismo ha assunto una rilevanza politica molto più ampia rispetto alle intenzioni iniziali.

Toto Wolff aveva sottolineato che l’ADUO non avrebbe dovuto trasformarsi in un meccanismo per favorire i sorpassi prestazionali. La prima classifica elaborata dalla FIA ha riservato una sorpresa: al vertice non è comparsa Mercedes High Performance Powertrains, bensì Red Bull Ford Powertrains.

Misurazioni ADUO e strategie dei Costruttori

Il risultato è legato a due elementi principali. Il primo riguarda il metodo di valutazione, basato esclusivamente sul motore a combustione interna. Questa scelta crea una differenza tra il parametro utilizzato per stabilire le posizioni e le opportunità di sviluppo, che comprendono anche la componente elettrica della power unit.

Il secondo aspetto riguarda l’ipotesi che alcuni Costruttori, tra cui Mercedes e Ferrari, abbiano scelto di non mostrare immediatamente il proprio potenziale completo nei primi appuntamenti del campionato. Una simile strategia avrebbe potuto consentire l’ottenimento di un gettone ADUO, o persino di due nel caso della Ferrari.

L’esito del primo periodo di valutazione ha provocato malcontento in casa Red Bull. Anche per questa ragione, i risultati non sono ancora stati divulgati pubblicamente.

FIA e revisione del sistema ADUO

Il direttore FIA per le monoposto, Nikolas Tombazis, aveva già dichiarato di poter valutare parametri aggiuntivi, come le dimensioni del turbocompressore. I team e i Costruttori di power unit avevano però preferito mantenere il sistema il più semplice possibile.

Secondo Tombazis, in Formula 1 è raro che tutte le scuderie e tutti i motoristi raggiungano rapidamente un accordo unanime. L’unico punto condiviso da tutti riguarderebbe la pausa estiva di agosto, proposta dallo stesso dirigente FIA. Anche su questo tema, in passato, erano emerse posizioni differenti, compresa quella di Franz Tost quando era ancora in carica.

Accuratezza delle valutazioni FIA

Tombazis ha distinto tra due questioni: da una parte la precisione delle misurazioni, dall’altra il funzionamento del sistema rispetto agli obiettivi per cui era stato creato. La Red Bull aveva chiesto una verifica oggettiva dei risultati della prima fase, ma il dirigente ha sostenuto che i rilevamenti FIA si siano dimostrati molto accurati.

Il sistema, secondo la federazione, ha funzionato nel complesso come previsto, anche se non ha soddisfatto tutti i partecipanti. Restano quindi alcuni punti deboli da correggere, con l’obiettivo di rendere il meccanismo meno complesso, meno dispendioso in termini di tempo e meno esposto alle controversie.

Gettoni ADUO e rischio di una classifica bloccata

Una delle principali criticità riguarda la possibilità che gli altri Costruttori possano condizionare la posizione della Red Bull. Se continuassero a non utilizzare i gettoni assegnati per migliorare il motore a combustione interna, potrebbero mantenere Red Bull al vertice della graduatoria per un periodo più lungo.

Tombazis ritiene poco conveniente rinunciare deliberatamente alla massima potenza per conservare ulteriori opportunità di sviluppo. Secondo il dirigente, infatti, il vantaggio perderebbe valore se non venisse utilizzato per migliorare concretamente la competitività della power unit.

Tra le possibili modifiche future è stata considerata anche la valutazione dell’intera unità di potenza, invece del solo ICE. Tombazis non ha voluto commentare proposte specifiche, limitandosi a confermare la necessità di monitorare il sistema e intervenire negli anni successivi.

Honda e il primo aggiornamento ADUO

La Honda rappresenta il caso più vicino all’obiettivo originario dell’ADUO, essendo il Costruttore con il deficit maggiore. Il marchio giapponese introdurrà il suo primo aggiornamento ADUO a Zandvoort e considera il meccanismo utile per accelerare lo sviluppo del proprio motore.

Shintaro Orihara, responsabile generale in pista e ingegnere capo della Honda, ha definito ragionevoli ed equi i dati ricevuti dalla FIA. Per il Costruttore giapponese, il sistema offre attualmente la massima possibilità di lavorare sull’evoluzione della power unit.

Orihara ha comunque precisato che sarà necessario osservare il comportamento dell’ADUO nel tempo e valutarne l’efficacia per tutti i Costruttori. La Honda considera quindi il sistema positivo per le proprie esigenze, lasciando aperta la possibilità di modifiche future a beneficio dell’intero sport.

Protagonisti del confronto sull’ADUO

  • Toto Wolff, rappresentante Mercedes
  • Nikolas Tombazis, direttore FIA per le monoposto
  • Shintaro Orihara, responsabile generale in pista e ingegnere capo Honda
  • Franz Tost, ex dirigente di una scuderia di Formula 1
Charles Leclerc, Ferrari, Max Verstappen, Red Bull Racing
Categorie: Formula 1Motori

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