Bortoleto sulle vetture di f1 2026: non sono naturali, ma i piloti possono adattarsi
Gabriel Bortoleto difende l’adattabilità dei piloti di Formula 1 nel confronto con le caratteristiche delle monoposto introdotte dal regolamento 2026. Il pilota brasiliano dell’Audi ritiene che la capacità di modificare il proprio approccio alla guida rappresenti una componente essenziale della categoria, anche quando il comportamento della vettura non risulta naturale o immediato.
Formula 1 2026 e gestione dell’energia elettrica
Il regolamento tecnico entrato in vigore quest’anno ha aumentato il peso della componente elettrica, con una ripartizione del contributo energetico pari al 47% per il motore a combustione interna e al 53% per il sistema elettrico. Questa configurazione ha modificato il modo di affrontare le gare, rendendo la gestione della batteria decisiva in fase di attacco, difesa e percorrenza delle curve.
Nel paddock sono comparsi termini come “superclipping”, mentre al Gran Premio del Belgio Oscar Piastri è stato sorpreso dagli elementi di autoapprendimento della power unit. Questi sistemi possono intervenire sull’erogazione dell’energia e ridurre il controllo diretto del pilota, alimentando le critiche nei confronti delle nuove vetture.
Piastri ha descritto questa modalità di guida come un “modo piuttosto schifoso di correre”. La sua posizione riflette il malcontento espresso da numerosi piloti, tanto da contribuire all’introduzione di modifiche previste per il regolamento del 2027.
Gabriel Bortoleto sostiene l’adattamento dei piloti
Bortoleto non considera il nuovo comportamento delle monoposto incompatibile con la Formula 1. Il brasiliano ha respinto l’idea che il motorsport debba essere legato a un’unica impostazione, come quella tradizionalmente appresa sui kart, basata sull’ingresso lento in curva e sull’accelerazione progressiva in uscita.
Secondo il pilota Audi, un concorrente di Formula 1 dovrebbe essere capace di adattarsi a qualsiasi vettura e alle tecniche necessarie per guidarla. Bortoleto ha spiegato di non aver modificato in modo radicale il proprio stile rispetto alla stagione precedente, pur avendo affinato alcuni dettagli legati alla distribuzione dell’energia.
La gestione dell’energia cambia curva dopo curva
La quantità di energia disponibile in uscita influenza le decisioni prese già all’ingresso della curva. Quando l’erogazione è limitata in uscita, il pilota può spingere maggiormente nella fase iniziale. Se invece segue un lungo rettilineo con una forte disponibilità di energia, diventa necessario adottare un approccio più prudente in ingresso.
La differenza rispetto alla stagione precedente consiste nella necessità di valutare continuamente il comportamento della power unit. In passato l’erogazione risultava più costante, mentre le monoposto attuali richiedono correzioni specifiche in base al tracciato, alla curva e alla fase successiva del giro.
I migliori piloti restano competitivi
Il dibattito sul controllo lasciato ai piloti dalle nuove vetture è stato alimentato anche da episodi come il sorpasso forzato di Lando Norris su Lewis Hamilton in Giappone. Bortoleto ritiene, però, che la competitività dei principali protagonisti dimostri come i piloti più forti riescano ancora a emergere, indipendentemente dalle caratteristiche tecniche delle monoposto.
Il brasiliano ha sottolineato che Max Verstappen continua a portare la propria vettura nelle posizioni di vertice, mentre Lewis Hamilton ha mostrato una forma migliore rispetto all’anno precedente. Anche Charles Leclerc resta competitivo e Norris, campione del mondo in carica, continua a esprimersi a un livello elevato. Nel corso della stagione, Norris e Hamilton hanno inoltre conquistato vittorie.
Per Bortoleto non si è verificato uno scambio di rendimento tra piloti considerati lenti e piloti ritenuti veloci. La situazione conferma piuttosto la presenza di una competizione ancora basata sulla capacità di sfruttare al massimo il materiale disponibile, come accaduto nelle diverse epoche della Formula 1.
Protagonisti citati nel confronto sulla Formula 1
Le dichiarazioni di Bortoleto hanno coinvolto diversi piloti e hanno richiamato il confronto sulle difficoltà di adattamento alle monoposto del 2026.
- Gabriel Bortoleto, pilota dell’Audi F1 Team;
- Oscar Piastri, protagonista delle critiche agli elementi di autoapprendimento della power unit;
- Lando Norris, campione del mondo in carica e vincitore di una gara nella stagione;
- Lewis Hamilton, sette volte campione del mondo e vincitore di una gara;
- Max Verstappen, ancora competitivo ai vertici del campionato;
- Charles Leclerc, indicato tra i piloti rimasti nelle posizioni alte.
