Verstappen cerca il bilanciamento in Messico: Waché vede la Ferrari favorita ma la Red Bull resta vicina
Il venerdì del Gran Premio del Messico ha evidenziato diverse difficoltà per la Red Bull. Max Verstappen non ha potuto completare il programma previsto e ha lavorato soltanto parzialmente sulla vettura, mentre un danno al fondo ha complicato la lettura delle prestazioni della RB22. Il team ha individuato nel bilanciamento tra avantreno e retrotreno il principale aspetto da correggere.
Red Bull in difficoltà nelle prove del Gran Premio del Messico
Verstappen ha saltato la prima sessione, durante la quale la monoposto è stata affidata ad Ayumu Iwasa. In FP2, invece, un contatto con Liam Lawson ha provocato la rottura di un elemento aerodinamico nella zona laterale del fondo. Il danno ha ridotto il carico disponibile e modificato il comportamento della vettura, rendendo meno affidabili i riferimenti raccolti durante la sessione.
Nonostante le condizioni non ottimali, il pilota Red Bull ha mostrato un livello di competitività incoraggiante. La vettura, però, non ha ancora raggiunto un comportamento soddisfacente. Verstappen ha sottolineato la mancanza di aderenza percepita da tutti i piloti e ha evidenziato la necessità di trovare ulteriore prestazione per compiere un passo avanti.
Max Verstappen e il problema dell’aderenza a Città del Messico
Il circuito messicano si trova a 2.250 metri di altitudine, un fattore che riduce sensibilmente la densità dell’aria. Di conseguenza, le monoposto generano meno carico aerodinamico anche quando utilizzano configurazioni orientate al massimo carico. Le vetture del 2026, già meno efficaci sotto questo profilo rispetto alla generazione precedente, risentono ulteriormente della situazione.
La scarsa aderenza costringe i piloti a una guida più paziente e rende più complessa la gestione della vettura. Verstappen ha descritto il comportamento della monoposto come una sfida particolare, caratterizzata da un livello di scivolamento ancora maggiore rispetto ad altri circuiti.
Red Bull, il bilanciamento tra anteriore e posteriore resta da correggere
Il direttore tecnico Pierre Waché ha identificato una risposta poco uniforme della RB22 nelle diverse fasi della curva. Il comportamento dell’avantreno in frenata non trova continuità nella fase di inserimento, quando emerge maggiormente l’azione del retrotreno, per poi lasciare nuovamente spazio all’avantreno in corrispondenza del punto di corda.
Questa discontinuità rende difficile per Verstappen trovare il giusto equilibrio e gestire con precisione il trasferimento di carico. La caratteristica assume un peso particolare in Messico, dove il livello ridotto di aderenza amplifica ogni variazione nel comportamento della monoposto.
Assetto Red Bull tra qualifica e gara
Il lavoro dei tecnici è stato indirizzato soprattutto verso le regolazioni dell’assetto. L’obiettivo consiste nel migliorare la prestazione sul giro singolo senza compromettere l’efficienza durante i long-run. Waché ha evidenziato la necessità di trovare un compromesso tra il rendimento in configurazione da qualifica e la competitività sulla distanza di gara.
Il fondo danneggiato ha reso più complessa anche questa valutazione. Secondo Waché, la perdita di carico ha influenzato sia l’avantreno sia il retrotreno, incidendo sul grip complessivo e sulla fiducia del pilota. Il comportamento della vettura potrà essere valutato con maggiore precisione dopo la riparazione del componente.
Gomme Red Bull e temperature della pista
Le simulazioni di gara della Red Bull hanno fornito indicazioni soltanto parziali. Durante la FP2, la temperatura dell’asfalto è diminuita di oltre dieci gradi, alterando il rendimento degli pneumatici e rendendo meno rappresentativi i long-run rispetto alle condizioni attese in gara.
Nel settore finale si è osservato un evidente surriscaldamento delle gomme. Le temperature più elevate potrebbero favorire l’impiego della mescola media, che potrebbe offrire un rendimento più efficace rispetto a quanto emerso nella sessione del venerdì. La Red Bull dovrà quindi valutare le modifiche all’assetto anche in relazione allo stress imposto agli pneumatici, soprattutto nella parte conclusiva del giro.
Ferrari davanti nelle curve lente, Red Bull vicina
Il confronto con la Ferrari ha rappresentato uno degli elementi principali delle analisi Red Bull. La SF-26 ha mostrato una particolare efficacia nelle curve lente, considerate il punto di forza della monoposto di Maranello. Verstappen ha ricordato la velocità già evidenziata dalla Ferrari nelle sessioni dei weekend precedenti e ha indicato il tracciato messicano come una pista potenzialmente favorevole alla squadra italiana.
Waché ha riconosciuto alla Ferrari il ruolo di riferimento nelle curve lente, grazie alla capacità di generare carico aerodinamico in quelle condizioni. Il direttore tecnico Red Bull non ha escluso la possibilità di competere con la SF-26, considerando il distacco non particolarmente ampio.
Il comportamento della power unit Red Bull non è stato indicato come un problema specifico nelle condizioni estreme di altitudine di Città del Messico. L’attenzione del team resta quindi concentrata principalmente sul bilanciamento della RB22, sulla riparazione del fondo e sulla gestione degli pneumatici.
Protagonisti Red Bull e principali riferimenti del weekend
- Max Verstappen, pilota Red Bull Racing
- Pierre Waché, direttore tecnico Red Bull Racing
- Ayumu Iwasa, pilota Red Bull Racing impegnato nella FP1
- Liam Lawson, coinvolto nel contatto con Verstappen
- Charles Leclerc, autore della simulazione di gara più convincente con pneumatici medi
- Isack Hadjar, pilota associato alla Red Bull Racing
