F1, leclerc detta il passo in messico ma la ferrari nasconde un’incognita

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F1, leclerc detta il passo in messico ma la ferrari nasconde un’incognita

La Ferrari ha aperto il weekend del Gran Premio del Messico mostrando un ritmo incoraggiante sia sul giro singolo sia nelle simulazioni sulla distanza. Charles Leclerc ha chiuso entrambe le sessioni di prove libere al primo posto, mentre la SF-26 ha evidenziato una buona competitività anche con molto carburante a bordo. Le indicazioni raccolte all’Autodromo Hermanos Rodriguez sono positive, ma il quadro resta ancora da interpretare a causa dell’altitudine, delle temperature dei componenti e delle differenze tra i programmi di lavoro delle squadre.

Ferrari competitiva nelle prove libere del Gran Premio del Messico

L’altitudine di circa 2.250 metri rende il circuito di Città del Messico uno degli appuntamenti più complessi del calendario. L’aria rarefatta modifica il comportamento aerodinamico delle monoposto e impone compromessi nella ricerca del carico, influenzando tanto la prestazione sul giro secco quanto la gestione della vettura durante la gara.

La Ferrari ha mostrato una buona capacità di adattamento alle condizioni locali. Il risultato più significativo è arrivato dalla simulazione di gara completata da Charles Leclerc, autore del long run più convincente della sessione pomeridiana. Il pilota monegasco ha mantenuto un ritmo competitivo anche con un elevato carico di carburante, confermando la validità della SF-26 sulla distanza.

Charles Leclerc protagonista del long run

Il confronto con gli avversari deve essere valutato con cautela perché Leclerc ha utilizzato gli pneumatici medi, mentre diversi rivali hanno lavorato con le gomme morbide. Le prime indicazioni suggeriscono una differenza di rendimento contenuta tra le due mescole, rendendo particolarmente interessante il passo mostrato dalla Ferrari.

La lettura dei tempi è stata complicata anche dalla presenza di alcuni giri di raffreddamento e dal traffico incontrato durante la simulazione. Questi elementi non permettono ancora di stabilire con precisione l’entità del vantaggio Ferrari, pur confermando una base prestazionale solida.

Ferrari e avversari: equilibrio ancora aperto

La McLaren di Lando Norris e le Mercedes sono apparse vicine al livello della Ferrari. Più difficile, invece, è stata la valutazione della prestazione di Max Verstappen, condizionata da un danno al bargeboard della Red Bull. Il quadro complessivo indica quindi una Ferrari molto competitiva, senza fornire ancora elementi sufficienti per parlare di una superiorità netta.

Un fattore decisivo sarà la gestione delle temperature. Le condizioni ambientali di Città del Messico impongono limiti severi al raffreddamento delle power unit e degli altri componenti. Il ritmo di gara non dipenderà soltanto dal potenziale tecnico delle monoposto, ma anche dalla capacità di mantenere i valori termici entro i limiti consentiti.

La situazione potrebbe diventare ancora più delicata per le vetture che si troveranno a seguire da vicino un’altra monoposto, poiché la minore efficienza del raffreddamento può incidere sulla prestazione e sulla gestione della distanza. Le simulazioni iniziali sembrano inoltre orientare le squadre verso una strategia a una sola sosta, favorita dalla relativa vicinanza tra le prestazioni degli pneumatici medi e morbidi.

Qualifiche decisive per la posizione in pista

Se l’ipotesi della singola sosta sarà confermata, la posizione ottenuta in qualifica assumerà un peso ancora maggiore. I problemi legati al raffreddamento e la difficoltà di completare i sorpassi potrebbero rendere la partenza e la gestione della gara particolarmente importanti.

Un ulteriore elemento riguarda il comportamento degli pneumatici nell’ultimo settore. Le differenze tra le monoposto potrebbero restare ridotte nelle prime parti del giro per poi ampliarsi rapidamente nelle curve finali. Arrivare alla conclusione del tracciato con le gomme ancora nella corretta finestra di funzionamento sarà quindi essenziale per ottenere una prestazione efficace.

Frederic Vasseur invita alla prudenza

Il team principal della Ferrari, Frederic Vasseur, ha giudicato positivamente l’avvio del fine settimana, mantenendo comunque un approccio prudente. Secondo il dirigente francese, l’altitudine rappresenta una sfida particolare per tutte le squadre e le condizioni della pista possono modificare sensibilmente i rapporti di forza.

Vasseur ha sottolineato che il passo di Leclerc è apparso buono fin dalle prime fasi, sia nei long run sia sul giro singolo. La qualifica potrebbe rivelarsi ancora più complessa, soprattutto perché il livello di carico aerodinamico disponibile non corrisponde sempre a quello desiderato in un circuito caratterizzato dall’aria rarefatta.

Il responsabile Ferrari ha inoltre richiamato l’attenzione sugli avvallamenti presenti in prossimità della staccata di curva 1, descritti come particolarmente preoccupanti e quasi pericolosi. Anche le condizioni dell’asfalto potrebbero quindi influenzare la preparazione del giro e la gestione della monoposto.

Lewis Hamilton rallentato da una perdita di potenza

Il bilancio di Lewis Hamilton è stato meno lineare rispetto a quello del compagno di squadra. Il pilota britannico ha dovuto interrompere la seconda sessione dopo circa mezz’ora, fermando la Ferrari a bordo pista su indicazione del team.

Al termine delle prove la causa del problema non era ancora stata identificata con certezza. Hamilton ha riferito di avere avvertito una perdita di potenza durante il giro veloce, un’anomalia rilevata anche dai dati telemetrici e comunicata via radio. Il calo gli sarebbe costato circa tre decimi nella prima parte del giro e altri sei decimi nell’ultimo settore.

Il pilota ha comunque descritto positivamente il comportamento della vettura e ha spiegato che le modifiche al setup avevano prodotto gli effetti desiderati. L’interruzione gli ha impedito di completare la simulazione di gara, lasciandolo in ritardo nella preparazione rispetto agli altri concorrenti e costringendolo a utilizzare i loro dati per valutare il comportamento della monoposto sulla distanza.

Turbo Ferrari e prestazioni in rettilineo

Tra gli aspetti tecnici osservati alla vigilia del Gran Premio c’è il turbocompressore Ferrari, caratterizzato da dimensioni inferiori rispetto a quelli degli avversari diretti. In teoria, questa soluzione potrebbe favorire la risposta ai bassi regimi e risultare utile in condizioni di aria rarefatta come quelle presenti a Città del Messico.

Vasseur ha riconosciuto che alcune caratteristiche della Ferrari potrebbero adattarsi bene al circuito messicano, ricordando però che tutte le squadre possono migliorare il proprio rendimento man mano che comprendono meglio le condizioni locali.

Hamilton ha espresso una valutazione più netta, negando che il turbo stia producendo un vantaggio significativo. Secondo il pilota, Mercedes e Red Bull continuano a essere più veloci della Ferrari alla fine dei rettilinei, con un distacco ancora stimato in due o tre decimi. La monoposto, pur mostrando un comportamento positivo, non avrebbe quindi trasformato la soluzione tecnica del turbocompressore in un reale guadagno velocistico.

Protagonisti Ferrari del venerdì in Messico

La prima giornata ha coinvolto diversi nomi importanti nella valutazione delle prestazioni Ferrari e degli equilibri del Gran Premio.

  • Charles Leclerc, autore del miglior rendimento nelle due sessioni e del long run più competitivo.
  • Lewis Hamilton, rallentato da una perdita di potenza durante la seconda sessione.
  • Frederic Vasseur, team principal Ferrari e responsabile delle valutazioni sul lavoro della squadra.
  • Lando Norris, tra i piloti apparsi più vicini al ritmo della Ferrari.
  • Max Verstappen, la cui prestazione è stata condizionata da un danno al bargeboard della Red Bull.
Charles Leclerc, Ferrari
Categorie: Formula 1Motori

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