F1, mercedes cresce nelle prove del venerdì in messico: antonelli migliora il bilanciamento della w17
La Mercedes ha chiuso la prima giornata del Gran Premio del Messico mostrando un rendimento competitivo, anche se la W17 deve ancora perfezionare il comportamento in curva e il bilanciamento generale. George Russell ha ottenuto il terzo tempo nella sessione pomeridiana, mentre Kimi Antonelli ha concluso quarto, confermando la presenza della squadra nel gruppo di testa. I distacchi contenuti lasciano aperta la lotta per le prime posizioni, ma per puntare alla pole position sarà necessario trovare ulteriore prestazione.
Mercedes in Messico tra competitività e margini di crescita
Per Antonelli la giornata ha rappresentato anche il ritorno alla piena attività dopo aver saltato gli impegni con i media a causa di un’infezione virale. Il pilota italiano è tornato regolarmente al volante e ha mostrato una buona condizione fisica, confermata anche da Bradley Lord, che lo ha descritto come completamente ristabilito e nuovamente energico.
La prima sessione non è iniziata nel modo migliore sul piano del bilanciamento. La monoposto ha richiesto diverse modifiche all’assetto, ma Antonelli è riuscito a chiudere la FP1 al secondo posto, con un vantaggio inferiore a un decimo su Frederik Vesti, impegnato sulla vettura normalmente affidata a Russell.
Le modifiche apportate tra le due sessioni hanno prodotto risultati concreti. In FP2 Antonelli ha ottenuto il quarto tempo, a 111 millesimi da Russell e a 217 millesimi dal riferimento stabilito da Charles Leclerc. I distacchi ridotti confermano l’equilibrio del gruppo, anche se il pilota Mercedes ha sottolineato la necessità di migliorare ancora prima delle qualifiche.
Kimi Antonelli migliora il bilanciamento della W17
Il comportamento della vettura in Messico è condizionato da una pista inizialmente sporca e complessa da interpretare. La squadra ha lavorato su diverse configurazioni per portare il bilanciamento in una finestra di funzionamento più efficace. La Ferrari è apparsa molto veloce, mentre Mercedes intende concentrarsi sull’ottimizzazione della propria monoposto e sulla ricerca di ulteriore rendimento.
Antonelli ha evidenziato che restano aspetti da analizzare durante la notte. L’obiettivo è arrivare alle qualifiche con una vettura capace di sfruttare al meglio il giro singolo, mantenendo al tempo stesso un comportamento efficace sulla distanza di gara.
George Russell e il contributo di Frederik Vesti
Russell ha iniziato il proprio lavoro direttamente in FP2, dopo aver ceduto la monoposto a Vesti durante la prima sessione. Il pilota danese ha completato il programma previsto e ha chiuso con il terzo miglior tempo assoluto, risultando il più rapido tra i giovani impegnati in pista.
Il suo contributo ha permesso alla Mercedes di raccogliere dati utili senza compromettere la preparazione del fine settimana. Russell ha ritrovato rapidamente il ritmo, nonostante l’assenza dalla FP1, e ha indicato nell’altitudine e nella scarsa aderenza due elementi particolarmente impegnativi del circuito messicano.
Le difficoltà tecniche del circuito Hermanos Rodriguez
Le monoposto del 2026 utilizzano livelli elevati di carico aerodinamico sulla maggior parte dei tracciati, in relazione al loro comportamento sui rettilinei. In Messico viene quindi meno il consueto incremento di carico associato a questo circuito, rendendo la vettura più difficile da guidare. A ciò si aggiunge il ritardo nella risposta del turbo provocato dall’altitudine.
La ridotta densità dell’aria rende inoltre più complessa la gestione del raffreddamento dei freni e della power unit. Andrew Shovlin ha spiegato che Mercedes non ha riscontrato criticità rilevanti sul fronte dell’erogazione della potenza in uscita dalle curve. Le simulazioni di gara svolte con entrambe le vetture hanno fornito indicazioni positive, anche se la squadra avrebbe preferito disporre di un margine più ampio.
Mercedes deve risolvere instabilità e sottosterzo
Le principali preoccupazioni riguardano il comportamento della W17 in percorrenza di curva. La vettura mostra instabilità nella fase di ingresso e una successiva tendenza al sottosterzo vicino al punto di corda. Il limite è emerso sia nelle simulazioni di qualifica sia nei long run, indicando una problematica comune alle due principali fasi del fine settimana.
La presenza dello stesso difetto sul giro singolo e sul passo gara può rendere più semplice l’analisi e la ricerca di una soluzione. Il gruppo di testa resta molto compatto e Mercedes dovrà compiere un progresso concreto per inserirsi nella lotta per la prima fila.
Qualifiche del Gran Premio del Messico decisive
Le simulazioni di gara hanno evidenziato distacchi ridotti tra le quattro squadre di riferimento, con l’utilizzo sia degli pneumatici Soft sia delle Medium. Il lavoro notturno sarà quindi orientato alla ricerca di un compromesso tra prestazione sul giro secco e comportamento costante sulla distanza.
Secondo Russell, la gerarchia potrebbe cambiare già in Q3. I margini saranno estremamente ridotti e ogni dettaglio della preparazione, dell’assetto e dell’esecuzione del giro potrà incidere sul risultato finale.
Protagonisti Mercedes del venerdì in Messico
Le attività in pista hanno coinvolto diversi membri della squadra e hanno permesso di raccogliere indicazioni tecniche importanti:
- George Russell, terzo in FP2 con la Mercedes;
- Kimi Antonelli, quarto nella sessione pomeridiana e secondo in FP1;
- Frederik Vesti, terzo in FP1 dopo aver guidato la vettura di Russell;
- Andrew Shovlin, responsabile delle operazioni in pista Mercedes;
- Bradley Lord, Deputy Team Principal della Mercedes.
