Roberto durán domina carlos palomino al madison square garden
Il passaggio di Roberto Durán dai pesi leggeri ai welter non ridusse velocità, potenza e capacità intimidatoria. Il 22 giugno 1979, al Madison Square Garden, il pugile panamense dominò Carlos Palomino in un incontro sulle dieci riprese, imponendosi con verdetti di 99-90, 99-90 e 99-91.
Roberto Durán conquista la sfida contro Carlos Palomino
All’inizio dello stesso anno, Durán aveva abbandonato il titolo mondiale indiscusso dei pesi leggeri dopo avere trascorso gran parte del regno lottando per rientrare nel limite delle 135 libbre. Il salto ai welter gli garantiva maggiore sollievo fisico, ma lasciava aperto un interrogativo: il campione più piccolo avrebbe saputo imporsi contro avversari affermati nella categoria delle 147 libbre?
Palomino rappresentava un banco di prova concreto. Ex campione WBC dei welter, aveva perso la cintura contro Wilfred Benítez con una decisione non unanime appena cinque mesi prima e non aveva ottenuto la rivincita desiderata. Riteneva inoltre che Durán fosse apparso appesantito nelle precedenti esperienze tra i welter. Al peso, però, il panamense si presentò in condizioni brillanti a 146 libbre, mentre Palomino ne segnò 145.
La strategia tecnica di Roberto Durán
Favorito con una quota di 7 a 5, Durán non impostò il match sulla sola aggressività. Alternò pressione, finte, jab, contrattacchi e variazioni della distanza. Testa e spalle rimasero costantemente in movimento, consentendogli di evitare i colpi senza rinunciare alla posizione ravvicinata.
Questi spostamenti limitarono l’efficacia dei diretti di Palomino. Durán teneva la testa lontana dalla linea centrale, lasciava passare il jab e rispondeva subito. In altre occasioni lo deviava con la mano arretrata oppure entrava con un destro sopra il colpo avversario. Palomino utilizzava il jab per stabilire il proprio ritmo, ma Durán trasformava ogni tentativo in un’opportunità offensiva.
Velocità e controllo della distanza
La rapidità divenne presto determinante. Palomino cercava di anticipare Durán tra una combinazione e l’altra, ma i suoi contrattacchi arrivavano in ritardo. Il panamense riusciva a entrare, completare l’azione e cambiare posizione prima della risposta. In alcuni momenti sorrideva, mostrando di apprezzare la libertà ottenuta senza il logorante taglio del peso richiesto dai leggeri.
Il lavoro alle corde e nel corpo a corpo
Quando Palomino finiva alle corde, Durán manteneva la stessa precisione. Evitava di sprecare energie con colpi larghi contro una guardia chiusa, preferendo ganci alle costole e corti montanti destri. Testa e spalle impedivano all’avversario di creare spazio sufficiente per riorganizzarsi.
Le fasi di clinch confermarono anche la capacità di Durán di affrontare un welter naturale. Non cercò di prevalere attraverso la sola forza muscolare: usò spinte con la spalla, pressione dell’avambraccio e una posizione superiore della testa per girare Palomino o liberare una mano e colpire da breve distanza. La sua efficacia derivava da equilibrio, tecnica e controllo del corpo, non dalla maggiore struttura fisica.
Il knockdown del sesto round
All’inizio della sesta ripresa, un destro mandò Palomino al tappeto. Alcune ricostruzioni attribuirono il knockdown alla chiusura di una combinazione sinistro-destro, mentre altre indicarono un diretto largo destro al mento. Palomino si rialzò immediatamente e ricevette il conteggio obbligatorio di otto secondi dall’arbitro Arthur Mercante.
L’ex campione riuscì a proseguire nonostante due ferite, una vicino all’occhio destro e l’altra sotto l’orecchio sinistro. La sua reazione migliore arrivò nella settima ripresa, quando trovò alcuni ganci dalla corta distanza. Durán rispose dominando gli ultimi tre round e mantenne ritmo e volume di colpi fino alla decima ripresa, senza rallentare dopo avere costruito un ampio vantaggio.
Il verdetto e l’impatto della vittoria
Palomino dichiarò in seguito di essere rimasto sorpreso dalla velocità delle mani e dei piedi di Durán. Sostenne anche di essere stato colpito due volte al volto con il pollice destro durante gli scambi ravvicinati, episodi che Mercante non vide.
Mercante e Harold Lederman assegnarono il match a Durán con il punteggio di 99-90, mentre Tony Castellano indicò 99-91. Le tre scorecard descrissero una prestazione nettamente favorevole al panamense. L’incontro rimase a senso unico senza perdere intensità, perché Durán continuò a creare scambi invece di limitarsi a proteggere il vantaggio.
La vittoria dimostrò che Durán non era soltanto un peso leggero dominante. Palomino era stato campione del mondo pochi mesi prima e non era mai stato gestito in modo così netto. Il panamense mostrò che la propria aggressività funzionava grazie a movimento difensivo, tempismo, equilibrio e rapidità di gambe.
Il contesto della serata al Madison Square Garden
La sfida fu inserita da Don King nella riunione trasmessa da HBO, come incontro di supporto alla difesa del titolo mondiale WBC dei pesi massimi sostenuta da Larry Holmes contro Mike Weaver. Gli spettatori furono 14.136, mentre l’incasso raggiunse 771.982 dollari.
Dopo il mancato interesse delle reti televisive e del Madison Square Garden per Holmes-Weaver, King affittò l’impianto per 150.000 dollari. Durán e il suo manager ridussero la garanzia iniziale di 250.000 dollari a 100.000 dollari, accettando una quota successiva per contribuire alla realizzazione della manifestazione.
Roberto Durán verso la sfida con Sugar Ray Leonard
La prestazione contro Palomino anticipò alcune soluzioni tattiche che Durán avrebbe utilizzato contro Sugar Ray Leonard a Montréal l’anno successivo. In entrambi i casi, il pugile panamense entrava nella distanza utile attraverso gli scivolamenti, disturbava il jab avversario e sfruttava il combattimento tecnico ravvicinato per impedire all’altro pugile di lavorare con comodità.
Palomino non riuscì a sottrarsi a quel tipo di pressione. Leonard avrebbe poi sperimentato quanto fosse difficile imporre il proprio ritmo quando Durán stabiliva le condizioni dello scambio. Dopo il verdetto, Durán e Palomino si abbracciarono. Palomino si ritirò poco tempo dopo, mentre Durán proseguì verso la vittoria più importante della sua carriera nella categoria dei welter.
Protagonisti dell’incontro e della serata
Le principali personalità collegate alla sfida e alla riunione furono:
- Roberto Durán, vincitore dell’incontro;
- Carlos Palomino, ex campione WBC dei welter;
- Arthur Mercante, arbitro del match;
- Harold Lederman e Tony Castellano, giudici dell’incontro;
- Don King, promotore della manifestazione;
- Larry Holmes e Mike Weaver, protagonisti del combattimento principale;
- Wilfred Benítez e Sugar Ray Leonard, figure legate al percorso di Palomino e Durán.
