Nuoto agli europei, i big e l’esplosione di curtis rilanciano l’italia: ora preoccupa il ricambio generazionale

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Nuoto agli europei, i big e l’esplosione di curtis rilanciano l’italia: ora preoccupa il ricambio generazionale

Il bilancio dell’Italia agli Europei di nuoto di Parigi è positivo nei numeri, ma presenta alcune criticità che meritano attenzione. I 20 podi conquistati, il secondo posto nel medagliere e la leadership nella classifica a punti confermano la competitività della squadra, inserita in una rassegna di livello elevato anche per il ritorno della Russia. Accanto ai risultati delle stelle azzurre, emergono però lacune nel ricambio generazionale, soprattutto in alcuni settori maschili e nelle prove di mezzofondo.

Italia del nuoto, risultati e dipendenza dai veterani

La squadra diretta dal direttore tecnico Cesare Butini ha offerto risposte importanti, sostenuta in modo particolare dagli atleti più esperti. Simona Quadarella ha conquistato tre medaglie d’oro, mentre Nicolò Martinenghi ha completato la doppietta nelle gare a rana. Sul dorso, Thomas Ceccon ha ottenuto piazzamenti sul podio sia nei 100 sia nei 200 metri.

Questi risultati hanno contribuito in modo decisivo al bilancio complessivo, ma evidenziano anche una forte dipendenza dalle punte già affermate. Il rendimento della squadra non può basarsi soltanto sulle prestazioni dei protagonisti più esperti, soprattutto considerando l’obiettivo di costruire un gruppo competitivo in vista dei Giochi Olimpici di Los Angeles.

Next Gen italiana, segnali positivi soprattutto al femminile

Le indicazioni più incoraggianti sul fronte del ricambio generazionale sono arrivate dal settore femminile. Sara Curtis ha rappresentato una delle novità più rilevanti, mentre Benedetta Pilato, atleta classe 2005, ha ritrovato una condizione capace di riportarla al centro dell’attenzione.

Buone prospettive sono emerse anche dalla crescita di Anita Gastaldi, argento nei 200 misti, e di Paola Borrelli, finalista nei 200 farfalla. A completare il quadro c’è stato il contributo della quindicenne Alessandra Mao nelle staffette, ulteriore segnale dell’inserimento delle giovani nel gruppo principale.

Nuoto maschile, velocità e ricambio ancora in difficoltà

Nel settore maschile il percorso della Next Gen appare meno avanzato. Carlos D’Ambrosio ha fornito un apporto significativo nelle staffette, mentre sul piano individuale non sono emerse novità altrettanto consistenti. Anche i tempi registrati non hanno offerto indicazioni particolarmente brillanti.

L’eliminazione della 4x100 stile libero maschile è stata legata anche alla situazione del gruppo dei velocisti, che sembra non aver compiuto progressi sostanziali negli ultimi anni. Il confronto con il livello internazionale è diventato più severo, come dimostrato dalla finale individuale dei 100 stile libero disputata a Parigi.

Mezzofondo italiano, necessaria una nuova generazione

Il movimento italiano ha bisogno di un rinnovamento anche nelle gare di mezzofondo. Gregorio Paltrinieri ha 32 anni ed è sempre più orientato verso le competizioni in acque libere; al momento, nessun atleta ha mostrato qualità paragonabili a quelle del nuotatore emiliano nei 1500 metri stile libero.

La specialità ha invece evidenziato la crescita del giovane tedesco Johannes Liebmann. Luca De Tullio resta un atleta di valore, ma non ha ancora espresso quel potenziale distintivo necessario per raccogliere l’eredità di Paltrinieri ai massimi livelli internazionali.

La situazione è complessa anche nei 400 metri stile libero, gara nella quale l’Italia non ha portato alcun atleta in finale agli Europei. Alle spalle di Marco De Tullio, Alessandro Ragaini sembra aver compiuto un passo indietro rispetto alle attese.

Mezzofondo femminile, Quadarella resta il riferimento

Le difficoltà nel ricambio riguardano anche il settore femminile. Dietro alla 27enne Simona Quadarella il movimento non presenta ancora alternative sufficientemente consolidate. Le prospettive sono affidate soprattutto alla crescita di Bianca Nannucci, chiamata a colmare progressivamente il divario nelle gare più lunghe.

Prospettive olimpiche per il nuoto italiano

I tecnici conoscono le criticità emerse a Parigi. Il tempo per organizzare una programmazione completa verso Los Angeles potrebbe essere limitato, mentre i vuoti presenti in alcuni comparti risultano evidenti. A livello mondiale e olimpico, le prestazioni dei singoli potrebbero non bastare per mantenere l’Italia ai vertici senza un rinnovamento strutturale del movimento.

Protagonisti del nuoto italiano a Parigi

Tra i principali atleti citati figurano campioni affermati, giovani emergenti e componenti delle staffette che rappresentano il presente e le prospettive future della squadra italiana:

  • Simona Quadarella
  • Nicolò Martinenghi
  • Thomas Ceccon
  • Sara Curtis
  • Benedetta Pilato
  • Anita Gastaldi
  • Paola Borrelli
  • Alessandra Mao
  • Carlos D’Ambrosio
  • Gregorio Paltrinieri
  • Luca De Tullio
  • Marco De Tullio
  • Alessandro Ragaini
  • Bianca Nannucci
Manuel Frigo
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