Nuoto italiano dopo parigi: curtis sorprende, ma la velocità maschile lancia un allarme
Vent i medaglie, con sei ori, otto argenti e sei bronzi, definiscono solo in parte il bilancio dell’Europeo italiano di Parigi. Oltre ai risultati, emerge una realtà più articolata: alcuni settori sembrano già pronti per il prossimo biennio olimpico, mentre in altri si è ridotta quella profondità che aveva sostenuto l’Italia nelle ultime stagioni. Alle certezze di Simona Quadarella e Alessandro Martinenghi si affiancano il talento ormai affermato di Sara Curtis e le conferme di Thomas Ceccon e Alberto Razzetti. Restano, allo stesso tempo, specialità che hanno evidenziato criticità importanti.
Velocità maschile italiana, la profondità è in calo
La situazione della velocità maschile non può più essere considerata un semplice passaggio a vuoto. La mancata qualificazione della 4x100 stile libero, eliminata in batteria con il tempo di 3’15”59 e l’undicesimo posto, ha mostrato la riduzione del margine a disposizione. Le frazioni sono state nuotate da Frigo in 49”38, Miressi in 49”13, Ballarati in 48”64 e Deplano in 48”44.
Lasciare fuori Ceccon e D’Ambrosio nella sessione mattutina ha reso più evidente una difficoltà già presente. Miressi non rappresenta più il riferimento cronometrico delle stagioni migliori, Frigo ha disputato un Europeo complesso e Deplano non ha trovato il cambio di ritmo necessario. Ballarati ha mostrato segnali positivi nei 50 stile libero, con il primo tempo sotto i 22 secondi della carriera e il 21”81 in semifinale, ma il suo percorso è ancora in costruzione.
Tra gli aspetti positivi c’è Giovanni Guatti, autore del personale di 21”72 nei 50 e ottavo nella finale europea. Una buona prestazione sulla distanza breve non è però sufficiente, da sola, per formare una staffetta da medaglia mondiale.
Carlos D’Ambrosio, talento e responsabilità nella velocità
Carlos D’Ambrosio è contemporaneamente la principale soluzione e il segnale della difficoltà del settore. A 19 anni ha nuotato 1’44”72 nella 4x200, diventando il primo italiano sotto l’1’45”, oltre a registrare 47”58 nella finale dei 100 e 47”01 lanciato nella 4x100 mista dell’ultima giornata.
Nei 100 stile libero ha chiuso settimo in 47”58, a tredici centesimi dal record italiano. Nei 200 è passato dall’1’47”16 della batteria, tempo che lo aveva quasi escluso, all’1’45”38 della semifinale, fino a una finale di livello molto elevato. Il potenziale per competere stabilmente ai vertici internazionali è evidente, ma serve maggiore continuità, soprattutto sulla distanza più lunga. La trasformazione dei picchi in prestazioni abituali da 1’45 basso e 47 basso potrebbe farne il nuovo riferimento italiano tra 100 e 200 metri.
Velocità femminile, Curtis resta il punto di riferimento
Nel settore femminile il quadro appare più solido, anche se le risposte alle spalle di Sara Curtis sono state discontinue. Menicucci ha raggiunto la semifinale dei 100 in 54”10 e ha fornito frazioni utili nelle staffette. Tarantino ha nuotato 53”68 lanciato nell’argento della 4x100, mentre Mao è passata dal 55”05 individuale al 53”37 lanciato della finale.
La staffetta ha stabilito il record italiano in 3’33”19, conquistando l’argento europeo. Il potenziale per costruire una formazione competitiva esiste, ma le frazioni lanciate dovranno tradursi in risultati individuali più costanti attorno ai 53 secondi bassi. La dipendenza dalle prestazioni di Curtis resta ancora molto elevata.
Mezzofondo, Quadarella amplia le proprie possibilità
Simona Quadarella ha confermato di attraversare una fase di piena maturità agonistica. Negli 800 metri ha vinto in 8’15”55, staccando Gose negli ultimi 200 e chiudendo l’ultima vasca in 30”35. Nei 400 ha completato la tripletta con il tempo di 4’01”34, oltre due secondi più veloce del precedente personale e migliore prestazione italiana in tessuto, grazie anche a un ultimo 50 da 29”28. Il terzo titolo è arrivato nei 1500.
Le tre vittorie sono state costruite in modo differente. Quadarella non deve più puntare soltanto su un ritmo costante per distanziare le avversarie: può attendere, leggere la gara e aumentare la velocità nella parte conclusiva. Questa capacità la rende meno prevedibile e più difficile da superare. Il risultato nei 400 riduce inoltre la distanza tra il profilo della mezzofondista pura e quello della quattrocentista.
De Tullio e Ragaini, il futuro del mezzofondo italiano
Nel settore maschile manca ancora un riferimento paragonabile a Quadarella. Luca De Tullio è arrivato quinto nei 1500 in 14’54”78. Nei 400 dell’ultima giornata è stato il migliore degli azzurri, con il quattordicesimo posto in 3’48”13, mentre negli 800 ha raggiunto la finale dopo il 7’47”42 delle batterie.
La sua versatilità, distribuita tra 400, 800 e 1500, gli ha garantito presenza nelle gare, senza però avvicinarlo al podio. Nel mezzofondo internazionale non sembra più sufficiente restare agganciati al gruppo e attendere la fase conclusiva, come dimostra il 14’26”79 di Liebmann nei 1500. De Tullio potrebbe dover scegliere una distanza principale e adottare una condotta più intraprendente per trasformarsi da finalista competitivo in potenziale medagliato.
Alessandro Ragaini non ha ottenuto i risultati attesi, fermandosi a 1’48”62 nei 200 e a 3’49”11 nei 400. Il suo profilo resta interessante in prospettiva, soprattutto se riuscirà ad ampliare gradualmente la propria distanza di gara. L’Italia necessita di maggiore consistenza nella fascia tra 400 e 800 metri, oggi ancora poco popolata tra la velocità di D’Ambrosio e le distanze lunghe di De Tullio.
Dorso, Ceccon deve definire le proprie priorità
L’Europeo ha confermato il valore di Thomas Ceccon nei 200 dorso. Il tempo di 1’53”96, record italiano e bronzo europeo, dimostra che la distanza non rappresenta più un esperimento, ma una specialità nella quale l’azzurro può puntare alle medaglie internazionali. Nei 100 dorso ha conquistato l’argento in 52”28, battuto di un solo centesimo da Christou, restando pienamente inserito nell’élite.
La partecipazione ai 50 farfalla, ai 50 dorso e alle staffette ha comportato sovrapposizioni e recuperi ravvicinati. La prestazione di Parigi apre quindi una scelta precisa: concentrare maggiormente il programma oppure continuare a sostenere un calendario molto ampio, con il rischio di pagare il dispendio complessivo nelle gare principali.
Protagonisti dell’Europeo italiano di Parigi
Le prestazioni più rilevanti hanno coinvolto diversi atleti italiani, tra conferme, nuovi riferimenti e prospettive ancora da consolidare.
- Simona Quadarella
- Carlos D’Ambrosio
- Sara Curtis
- Thomas Ceccon
- Luca De Tullio
- Alessandro Ragaini
- Giovanni Guatti
- Miressi
- Frigo
- Ballarati
- Deplano
- Menicucci
- Tarantino
- Mao
- Alberto Martinenghi
- Alberto Razzetti
