Nakashima conquista la prima finale in un masters 1000: «uno dei momenti più belli della mia carriera»

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Nakashima conquista la prima finale in un masters 1000: «uno dei momenti più belli della mia carriera»

Brandon Nakashima ha conquistato l’accesso alla finale del torneo ATP di Montreal superando lo spagnolo Rafa Jódar con il punteggio di 7-6(3) 6-4, al termine di una sfida durata oltre due ore. Per il tennista statunitense si tratta della prima finale raggiunta in un Masters 1000, un risultato accolto con grande emozione al termine dell’incontro.

Brandon Nakashima raggiunge la prima finale in un Masters 1000

Nakashima ha spiegato di essere molto felice per il traguardo ottenuto e per il modo in cui il lavoro svolto nel tempo sta producendo risultati concreti. Prima dell’inizio del torneo riteneva di poter esprimere un tennis di alto livello e di avere le possibilità per avanzare, ma non aveva fissato come obiettivo specifico la finale.

Il percorso compiuto a Montreal ha quindi superato le aspettative iniziali. L’americano ha sottolineato la soddisfazione per quanto realizzato e per la possibilità di giocarsi il titolo nel giorno successivo. In finale affronterà Ben Shelton, vincitore dell’edizione precedente del torneo.

Il primo titolo ATP resta tra i momenti più importanti

Parlando dei passaggi più significativi della propria carriera, Nakashima ha ricordato soprattutto la conquista del primo titolo ATP a San Diego. Secondo il giocatore statunitense, non è semplice individuare un solo momento decisivo, ma quel successo occupa ancora una posizione speciale.

La finale raggiunta a Montreal è stata inserita dallo stesso Nakashima tra i tre risultati più importanti della sua esperienza nel circuito professionistico.

Il servizio e il dritto decidono la sfida contro Jódar

La vittoria contro il tennista spagnolo è maturata grazie soprattutto all’efficacia del servizio e alla spinta del dritto. Nakashima sapeva di dover colpire con intensità e di dover muovere Jódar, impedendogli di imporre la stessa soluzione tattica.

L’obiettivo era mantenere un atteggiamento aggressivo, avanzare il più possibile e costringere l’avversario a giocare lontano dalla linea di fondo. La strategia ha funzionato anche grazie alla capacità di posizionare i servizi nei punti desiderati, limitando le opportunità dello spagnolo.

Brandon Nakashima mantiene la calma nel game decisivo

Il game conclusivo ha richiesto particolare gestione emotiva. Nakashima prevedeva di poter avvertire tensione durante il turno di battuta chiamato a chiudere la partita, ma ha cercato di concentrarsi sul percorso compiuto fino a quel momento.

Il giocatore statunitense si è ricordato di aver fatto quanto necessario per trovarsi in quella posizione e di meritare l’opportunità di servire per il match. Anche nell’eventualità di una possibile rimonta di Jódar, riteneva di essere ancora in una situazione favorevole. La partita si è chiusa senza ulteriori complicazioni, lasciando spazio alla soddisfazione per il risultato.

Il rapporto tra Nakashima e Rafa Jódar

Nakashima ha parlato con rispetto del talento di Rafa Jódar e della crescita mostrata dallo spagnolo nel corso dell’anno. I due sono legati da una solida amicizia nel circuito e hanno frequentato la stessa università, sebbene in periodi differenti.

L’americano ha definito notevoli i progressi compiuti da Jódar e ha evidenziato l’attesa che circonda il suo futuro. Dopo aver vinto il primo set e aver ottenuto un vantaggio nel secondo, Nakashima si aspettava un sostegno ancora maggiore del pubblico nei confronti dello spagnolo, sia per il desiderio di prolungare la partita sia per il suo stile capace di coinvolgere gli spettatori.

Per gestire la pressione ambientale, Nakashima ha scelto di restare concentrato sul proprio gioco, cercando di non lasciarsi condizionare dal sostegno del pubblico verso l’avversario.

Protagonisti della semifinale di Montreal

  • Brandon Nakashima
  • Rafa Jódar
  • Ben Shelton
Brandon Nakashima
Categorie: Tennis

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