MotoGP Martin Bezzecchi favorito ma non mi farò intimidire piloti che ho già battuto
La ripartenza della stagione di Jorge Martín si inserisce in un contesto complesso ma con segnali incoraggianti. Dopo un 2025 segnato da infortuni e da interventi chirurgici dell’ultimo momento che gli hanno impedito anche i primi test pre-stagionali a Sepang, il campione del mondo 2024 ha raggiunto la Thailandia con alle spalle solo un numero limitato di sessioni sul circuito di Buriram. In pista, l’impatto è stato immediato: quarto posto nella gara lunga e quinto nella Sprint.
Il ritorno del Gran Premio del Brasile porta Martín ad affrontare un nuovo scenario tecnico e ambientale sul tracciato di Goiania, rientrato in calendario per la prima volta dagli anni ’80. In vista della prova, Michelin porterà la stessa carcassa del pneumatico posteriore già impiegata al Chang International Circuit, una scelta pensata per favorire continuità di riferimento dopo quanto ottenuto con la RS-GP.
jorge martin a goiania: aspettative e prima lettura del circuito
Commentando la sua prima impressione su Goiania, Martín ha dichiarato di essere soddisfatto di trovarsi in un Paese e su un tracciato nuovi, sottolineando la differenza che comporta correre su circuiti mai affrontati prima. Secondo il pilota di San Sebastián de los Reyes, la pista offre un aspetto positivo, pur presentando un elemento critico: la presenza di sporco.
Il #89 ha spiegato che l’adattamento richiederà rapidità nell’interpretare le traiettorie e nella gestione del degrado percepito in pista. Ha anche indicato che sarà necessario lavorare con attenzione sul comportamento delle gomme, considerando questa fase come parte integrante della preparazione per il fine settimana.
sporco in pista e gestione della concentrazione
Martín ha evidenziato che lo sporco rappresenta un fattore sempre delicato: quando la pista non è pulita, la linea disponibile si restringe e non resta spazio per errori. Di conseguenza, serve una concentrazione più alta rispetto a contesti più regolari. Il pilota ha però mantenuto un approccio prudente sui dati di aderenza: la valutazione complessiva arriverà soltanto dopo le sessioni in pista, quando sarà possibile osservare concretamente il livello di sporco e l’impatto sull’affidabilità della guida.
obiettivo podio: strategia senza forzature
Alla domanda sul momento in cui arriverà il podio, Martín ha risposto in modo diretto: l’ambizione viene considerata come una conseguenza naturale del lavoro, non come un traguardo da inseguire in maniera artificiale. Pur mantenendo l’intenzione di puntare subito alla parte alta della classifica, il pilota ha ribadito l’importanza di non forzare oltre il necessario.
Nel caso in cui la condizione per competere per la vittoria sia immediata, Martín afferma che tenterà. Se invece non dovesse essere possibile, intende comunque dare il massimo per ottenere il miglior risultato raggiungibile, richiamando quanto già fatto in Thailandia.
mentalità e progressione in funzione del lavoro tecnico
Il #89 ha collegato la gestione dell’ambizione alla preparazione mentale. Secondo Martín, chi non è pronto psicologicamente tende a trasformare automaticamente un risultato (come il quarto posto) in una pressione per ottenere un gradino superiore (come il terzo). La visione dichiarata è diversa: guardare avanti, restare focalizzati sul proprio lavoro e costruire passo dopo passo la condizione migliore.
Durante la pausa, il pilota sostiene di aver lavorato con intensità per arrivare più preparato rispetto a quando si trovava in Thailandia. L’idea espressa è che la crescita richiami tempo e continuità operativa, mantenendo un atteggiamento di fiducia su tempi e risultati.
assetto e moto: adattamento dopo i giorni di test
Un passaggio centrale riguarda la capacità di trovare una base sulla moto. Martín ha indicato come obiettivo immediato la ricerca di una configurazione che supporti maggiormente il suo stile di guida e che gli permetta di consolidare la fiducia. Una volta individuato questo riferimento, l’esito atteso diventa il ritorno al livello necessario per competere nella parte alta della classifica.
moto in uso e tempi per trovare la strada
In Thailandia, Martín ha ricordato di aver continuato a correre con un assetto basato sulla moto di Marco Bezzecchi, che aveva preso in mano la situazione durante la sua assenza per infortunio. Interrogato su quando avrebbe ottenuto un mezzo con l’assetto personale, ha spiegato che la questione dipende dal tempo e dalla possibilità di lavorare sulla propria direzione tecnica.
Il pilota ha chiarito che non ha potuto “girare” abbastanza da trovare rapidamente la propria strada: durante i giorni a disposizione ha svolto tutti i giorni di test e la gara in Thailandia, senza avere spazio immediato per la ricerca della configurazione più idonea. L’approccio descritto è quello di provare progressivamente delle modifiche: se una soluzione non funziona, occorre correggere, usando le prove per questo processo. Secondo Martín, servirebbero due o tre gare per arrivare alla base cercata, mentre nel frattempo l’adattamento continua sulla base dell’attuale impostazione.
confronto con i rivali: livello alto di marco bezzeecchi e fiducia
Martín ha mostrato di non voler farsi intimidire dalla presenza del vincitore della prima gara lunga della stagione. Il pilota si è detto d’accordo con chi sostiene che si tratti di un contendente “più forte”, riconoscendo un livello elevatissimo. In particolare, ha affermato che Marco Bezzecchi finora è stato il favorito e ha indicato che non c’è molto altro da aggiungere su questo punto.
Pur riconoscendo la distanza, Martín ha insistito sulla necessità di proseguire il lavoro con intensità per tornare al proprio massimo livello. Il ragionamento si basa sul tempo: una dinamica costruita tramite progressione tecnica e continuità. Il pilota ha inoltre richiamato il proprio palmarès come elemento di riferimento e ha dichiarato di non riuscire a tirarsi indietro di fronte ai piloti già battuti in passato.
personaggi citati
Marco Bezzecchi
