Motogp, il trionfo di acosta è una lezione decisiva per ktm
La vittoria conquistata da Pedro Acosta al Red Bull Ring ha interrotto un digiuno KTM che durava dal 2022 e ha rappresentato molto più di un successo sportivo. Il trionfo ha riportato entusiasmo all’interno di una struttura provata da una profonda crisi economica e organizzativa, riaprendo allo stesso tempo il confronto sugli errori che hanno condizionato il percorso del costruttore austriaco in MotoGP.
KTM torna alla vittoria con Pedro Acosta
L’ultima affermazione della KTM nella classe regina risaliva al Gran Premio di Thailandia del 2022, vinto da Miguel Oliveira in condizioni di pioggia. In quella stessa gara, Pedro Acosta aveva chiuso sedicesimo in Moto2, durante la sua prima stagione nella categoria intermedia. Un anno più tardi, nel 2023, lo spagnolo avrebbe conquistato il titolo prima di debuttare in MotoGP nel 2024.
Da allora, il quadro è cambiato profondamente. Oliveira non fa più parte del campionato MotoGP e dal 2024 corre nel Mondiale Superbike. KTM, invece, ha attraversato un dissesto finanziario che ha portato al fallimento aziendale, al commissariamento e al successivo salvataggio da parte di uno dei soci già presenti nell’azionariato.
Durante gli ultimi tre giri disputati da Acosta al Red Bull Ring, il box KTM è stato al centro dell’attenzione. Gottfried Neumeister, amministratore delegato dell’azienda, e Pit Beirer, direttore sportivo della divisione di Mattighofen, hanno vissuto con grande tensione la parte conclusiva della gara. Al taglio del traguardo, i due dirigenti si sono abbracciati, liberando la pressione accumulata nell’ultimo anno e mezzo.
KTM e gli errori legati alla gestione del passato
Il successo di Acosta ha offerto un momento di sollievo, ma ha anche evidenziato la necessità di non ripetere le scelte che hanno spinto KTM verso una fase estremamente difficile. Prima della crisi economica esplosa alla fine del 2024, nell’ambiente della squadra veniva associata al costruttore una certa rigidità nelle decisioni e nella gestione degli obiettivi.
Secondo un ex dipendente KTM, l’orgoglio e la testardaggine avrebbero rallentato il percorso della casa austriaca. La mancanza di pazienza, metodo e una direzione stabile avrebbe reso più complicato costruire una squadra competitiva in MotoGP.
KTM RC16 e il cambiamento del telaio
Le dichiarazioni dell’ex amministratore delegato Stefan Pierer hanno contribuito a descrivere quella filosofia. Nel 2019 Pierer sosteneva che KTM non avrebbe mai abbandonato il telaio tubolare, considerato uno dei principali punti di forza delle proprie moto. Tre anni dopo, gli ingegneri hanno scelto una strada diversa, ritenendo necessario passare alla fibra di carbonio per permettere alla RC16 di competere per la vittoria.
Anche gli obiettivi sportivi erano stati fissati con grande ambizione. Nel 2022, dopo un quinquennio dedicato alla riduzione del distacco dai team di vertice, KTM aveva indicato nei cinque anni successivi il periodo destinato alla conquista del titolo. La fase seguente è stata segnata da numerosi cambiamenti interni, con conseguenze sulla continuità del lavoro.
Instabilità tecnica e cambi al vertice della squadra
Nel corso di questo processo, Francesco Guidotti è stato nominato team manager e ha lasciato l’incarico dopo due anni e mezzo. Un percorso simile ha coinvolto Fabiano Sterlacchini, già collaboratore di Gigi Dall’Igna in Ducati e ingaggiato da KTM nel 2021. Il rapporto con l’ingegnere italiano è terminato quattro anni più tardi.
Alla fine del 2024, Sterlacchini è approdato in Aprilia, dove è stato indicato tra i fattori della competitività mostrata dalla RS-GP nelle ultime due stagioni. Guidotti, invece, assumerà la guida di Trackhouse Racing quando Davide Brivio concluderà il proprio rapporto con la squadra statunitense. In quella fase KTM ha dovuto affrontare anche una gestione complessa dei contratti, con più piloti sotto accordo rispetto al numero di moto disponibili.
Pedro Acosta lascia KTM per approdare in Ducati
La conseguenza sportiva più pesante sarà la partenza di Pedro Acosta. Dal 2027 il pilota spagnolo vestirà i colori della Ducati, scelta legata alla volontà di aumentare le proprie possibilità di conquistare il titolo mondiale.
Neumeister ha spiegato di aver provato a convincere Acosta a rimanere, senza riuscirci. Il pilota avrebbe manifestato l’obiettivo di affrontare Marc Marquez con una Ducati dello stesso livello tecnico, una motivazione davanti alla quale il dirigente KTM ha riconosciuto di non poter intervenire.
Il futuro KTM tra nuovi piloti e maggiore autonomia di Tech3
Il tono adottato da Neumeister appare più prudente rispetto a quello del predecessore, una posizione coerente con la situazione dalla quale KTM sta cercando di risollevarsi. La gestione aziendale sarà affidata agli amministratori di Bajaj, il gruppo indiano che ha assunto il controllo della società. Restano invece da definire con precisione gli equilibri futuri dell’area MotoGP.
La squadra cercherà di compensare l’uscita di Acosta con gli arrivi di Alex Marquez e Fabio Di Giannantonio. Marquez erediterà Phil Marron, attuale responsabile tecnico di Brad Binder. Il lato del box di Di Giannantonio sarà affidato a Manuel Cazeaux, tecnico di riferimento di Maverick Vinales, promosso da Tech3.
Dal 2027 il sostegno diretto a Tech3 sarà più limitato. La squadra guidata da Guenther Steiner opererà con maggiore indipendenza e con una protezione ridotta da parte di KTM. Il successo ottenuto al Red Bull Ring rappresenta quindi un punto di ripartenza, ma il costruttore dovrà accompagnarlo con una gestione più stabile e con una maggiore attenzione agli errori commessi nella fase precedente.
Protagonisti della vicenda KTM
Le figure che hanno segnato la crisi, la vittoria al Red Bull Ring e il nuovo assetto della squadra sono:
- Pedro Acosta, vincitore con KTM e futuro pilota Ducati dal 2027;
- Miguel Oliveira, ultimo pilota KTM vincitore prima di Acosta;
- Gottfried Neumeister, amministratore delegato di KTM;
- Pit Beirer, direttore sportivo di KTM;
- Stefan Pierer, precedente amministratore delegato dell’azienda;
- Francesco Guidotti, ex team manager KTM;
- Fabiano Sterlacchini, ex dirigente tecnico KTM e attuale figura di riferimento in Aprilia;
- Alex Marquez, futuro pilota KTM;
- Fabio Di Giannantonio, futuro pilota KTM;
- Marc Marquez, obiettivo sportivo dichiarato da Acosta;
- Manuel Cazeaux, futuro responsabile tecnico del box di Di Giannantonio;
- Guenther Steiner, dirigente della squadra Tech3.
