Motogp, honda sotto pressione: aprilia e ducati restano lontanissime, il divario è enorme

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Motogp, honda sotto pressione: aprilia e ducati restano lontanissime, il divario è enorme

La Honda continua a sviluppare la RC213V, ma i progressi compiuti dal costruttore giapponese restano difficili da percepire a causa della crescita simultanea di Ducati, Aprilia e KTM. Secondo Luca Marini, la moto è migliorata rispetto alla stagione precedente, anche se il distacco dai principali rivali rimane ancora molto ampio.

Honda MotoGP, i progressi non bastano a ridurre il divario

Dopo una graduale risalita nella classifica nel corso del 2025, Honda appare ancora distante dai riferimenti della categoria. Aprilia e Ducati hanno compiuto ulteriori passi avanti, mentre la KTM riesce a mantenere prestazioni competitive anche grazie ai risultati ottenuti con Pedro Acosta.

A Silverstone, già durante la giornata di venerdì, otto piloti avevano registrato tempi migliori rispetto alla pole position ottenuta da Fabio Quartararo nel 2025. Le condizioni e la preparazione dell’evento possono avere influito sulle prestazioni, ma la crescita generale della concorrenza ha avuto un peso altrettanto rilevante.

Luca Marini ha riconosciuto i miglioramenti della Honda, sottolineando che i tempi sul giro sono più rapidi rispetto alla passata stagione. Il problema è che gli avversari hanno accelerato il proprio sviluppo, mantenendo il distacco su livelli ancora considerevoli. Aprilia e Ducati, già dotate di un rendimento elevato, hanno infatti aggiunto un ulteriore incremento alle loro prestazioni.

Honda RC213V, il limite dell’aderenza nelle curve veloci

Il circuito di Silverstone ha evidenziato soprattutto le difficoltà della Honda nelle curve ad alta velocità. L’Aprilia è riuscita a fare la differenza grazie a una maggiore aderenza e alla possibilità di conservare più velocità in percorrenza. Anche Alex Marquez, miglior rappresentante Ducati, ha rilevato il vantaggio della casa di Noale in questo settore.

Joan Mir ha spiegato che la Honda può risultare leggermente più efficace nella fase di frenata iniziale, ma soltanto perché la mancanza di grip modifica il comportamento della moto. Quando aumenta l’aderenza, emergono altri problemi che compromettono la prestazione complessiva.

Secondo Mir, i piloti Aprilia riescono a frenare in modo più efficace e a presentarsi in una posizione migliore nel momento in cui riaprono il gas. Questo consente loro di mantenere una velocità superiore nelle curve rapide, particolarmente importanti sul tracciato britannico.

Luca Marini e Joan Mir indicano la stessa debolezza

Marini ha individuato una carenza specifica nella zona anteriore della RC213V. In ingresso di curva manca sufficiente agilità, soprattutto nelle pieghe veloci. Aumentando la velocità di inserimento, la moto tende a mantenere la traiettoria e ad allargare in uscita.

Un miglioramento della capacità di curvare permetterebbe alla Honda di affrontare le curve con maggiore rapidità e più precisione. La mancanza di turning si manifesta sia nelle frenate più intense sia in quelle meno impegnative, diventando ancora più evidente quando l’ingresso avviene ad alta velocità.

Questa caratteristica ha contribuito alle difficoltà del fine settimana di Silverstone. Il distacco superiore a un secondo al giro nei confronti dell’Aprilia è stato considerato particolarmente significativo e ha confermato l’entità del problema.

Honda RC213V, il DNA della moto resta invariato

Nel corso della prima parte della stagione Honda ha sperimentato numerose soluzioni per modificare il comportamento della propria moto. Nonostante i cambiamenti apportati a diversi componenti, le sensazioni e le caratteristiche fondamentali della RC213V sono rimaste sostanzialmente le stesse.

Marini ha spiegato di aver provato molte configurazioni, arrivando a modificare in modo ampio la moto. La base tecnica, però, continua a conservare il proprio DNA. Per questo il pilota ha scelto di mantenere l’impostazione principale e concentrarsi sull’ottenimento di prestazioni superiori partendo da quella configurazione.

Honda MotoGP, il compromesso tra grip e stabilità

La ricerca di maggiore aderenza porta con sé un ulteriore limite. Quando Honda prova ad aumentare il grip, la moto può diventare più nervosa e generare scossoni durante la fase di riallineamento in uscita di curva. In queste condizioni, il controllo di trazione interviene con maggiore frequenza, causando una perdita di tempo.

Durante il time attack manca ancora sufficiente aderenza in percorrenza. Un incremento del grip, però, può provocare vibrazioni rilevanti quando la moto viene raddrizzata. La gestione di questo equilibrio rappresenta uno dei principali obiettivi tecnici per lo sviluppo della RC213V.

Honda MotoGP, i protagonisti delle dichiarazioni

  • Luca Marini, pilota del team ufficiale Honda.
  • Joan Mir, pilota Honda.
  • Pedro Acosta, riferimento della KTM.
  • Alex Marquez, miglior pilota Ducati a Silverstone.
  • Fabio Quartararo, autore della pole position di riferimento nel 2025.
Luca Marini, Honda HRC
Categorie: Motori
Tag: #MotoGP

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