MotoGP, gomme Michelin rivoluzionate al posteriore: a Motegi l'incognita dell'asfalto
La MotoGP si prepara ad affrontare il trasferimento verso l’Asia dopo la conclusione della fase europea del campionato. Il Gran Premio del Giappone arriva in un momento particolarmente aperto, con Jorge Martin e Marc Marquez divisi da appena 12 punti e Pedro Acosta reduce dal primo successo della carriera in Austria. A Motegi, però, tutte le squadre dovranno confrontarsi con una variabile inedita: il completo rifacimento dell’asfalto del circuito.
Motegi e il nuovo asfalto del circuito giapponese
Il tracciato di Motegi rappresenta una presenza stabile nel calendario iridato dal 1999, quando sostituì Suzuka, considerata non più adeguata agli standard di sicurezza richiesti. La pista di proprietà Honda è caratterizzata da staccate molto impegnative e numerose accelerazioni, elementi che sottopongono soprattutto lo pneumatico anteriore a sollecitazioni elevate.
Il nuovo manto rende difficile utilizzare come riferimento i dati raccolti negli anni precedenti. Secondo Piero Taramasso, responsabile Michelin, il comportamento dell’asfalto sarà una delle principali incognite del fine settimana, anche perché il tracciato “stop and go” potrebbe favorire un aumento delle temperature e dell’usura.
Michelin prepara un’allocazione speciale per Motegi
Per gestire l’incertezza, Michelin ha predisposto tre soluzioni per l’anteriore e tre per il posteriore, invece delle due normalmente previste dall’allocazione standard.
Michelin anteriore: mescole simmetriche e carcasse differenti
Le opzioni anteriori saranno tutte simmetriche e riprenderanno le tre soluzioni già utilizzate nel 2025. La gomma soft aveva mostrato un buon rendimento anche con temperature vicine ai 15 gradi e in presenza di alcune zone umide. La mescola media è considerata la scelta più equilibrata, capace di funzionare in un’ampia varietà di condizioni.
La soluzione dura dispone invece di una carcassa più rigida, pensata per le gare asiatiche. L’obiettivo è offrire maggiore stabilità e una prestazione più costante nelle fasi di frenata e accelerazione.
Michelin posteriore: mescole più rigide e opzioni asimmetriche
Al posteriore la selezione è stata modificata in modo più radicale. Le mescole saranno più dure rispetto a quelle dello scorso anno, una scelta legata alla previsione di temperature e livelli di usura superiori con il nuovo asfalto.
Tutte le gomme posteriori saranno asimmetriche, con la mescola più rigida sul lato destro. La soluzione dura utilizza la stessa carcassa già impiegata in Austria, ma viene abbinata alla mescola della soft per compensare la maggiore rigidità strutturale. Questa opzione sarà disponibile fin dal venerdì e avrà soprattutto una funzione di sicurezza.
Per sfruttare la gomma più rigida potrebbero essere necessarie condizioni particolarmente calde, con una temperatura dell’asfalto di almeno 40 gradi. Le previsioni indicano massime comprese tra 20 e 22 gradi e una pista probabilmente non oltre i 30-35 gradi. Michelin ha comunque scelto di mantenere una soluzione aggiuntiva per far fronte a eventuali variazioni inattese.
Motegi e l’incognita delle condizioni meteo
La speranza del fornitore unico è di poter contare su un fine settimana completamente asciutto. Con un asfalto appena steso, sarebbe particolarmente complesso lavorare in condizioni miste, quando le gomme da pioggia risultano eccessive per il livello di umidità ma gli pneumatici slick non trovano ancora sufficiente aderenza.
Un’alternanza tra sessioni bagnate e asciutte renderebbe difficile costruire una base di dati utile per la gara. Anche la pioggia su una superficie nuova rappresenta un’incognita, perché eventuali residui oleosi possono alterare il grip. Per questo, una situazione meteorologica stabile, asciutta oppure completamente bagnata, sarebbe più semplice da gestire rispetto a condizioni variabili.
Gran Premio d’Austria: gomme e vittoria di Pedro Acosta
In Austria la pioggia aveva interessato le notti tra giovedì e venerdì, ma tutte le sessioni si erano svolte sull’asciutto. La temperatura dell’asfalto aveva raggiunto circa 40 gradi sia nella Sprint sia nella gara lunga.
Il Red Bull Ring è considerato un circuito impegnativo per la gestione dello spinning del posteriore, a causa delle forti accelerazioni e del livello ridotto di aderenza. La pista non è stata riasfaltata dal 2016, anno del ritorno nel calendario, e presenta quindi poco grip meccanico.
Le scelte di gomme nella Sprint e nella gara lunga
Nella Sprint la maggior parte dei piloti ha scelto la gomma media all’anteriore e la soft al posteriore. Soltanto quattro concorrenti hanno optato per una coppia di medie, tra cui Pecco Bagnaia. La soft ha garantito un rendimento leggermente superiore sulla distanza breve.
Per la gara principale, invece, tutti i piloti hanno utilizzato due gomme medie. Dopo una prima fase combattuta, Pedro Acosta ha imposto un ritmo superiore insieme a Jorge Martin, riuscendo a prendere il largo rispetto al resto del gruppo.
La varietà dei vincitori in MotoGP
Il successo di Acosta ha portato a otto vincitori diversi nella stagione. Michelin considera il dato significativo perché dimostra la possibilità, per piloti e costruttori differenti, di competere per il successo. KTM ha continuato a salire sul podio, mentre Aprilia e Ducati sono rimaste presenze costanti nelle posizioni di vertice.
Red Bull Ring e gara più lenta: le spiegazioni di Michelin
La gara austriaca è sembrata lenta nonostante l’evoluzione delle motociclette e il miglioramento delle prestazioni assolute. Il deterioramento annuale dell’asfalto riduce il grip, anche per effetto degli importanti sbalzi termici della zona e del passaggio della Formula 1, che contribuisce al consumo della superficie.
Le due notti di pioggia avevano inoltre limitato la gommatura ideale della pista. Acosta, partito dalla quinta posizione, ha dovuto completare diversi sorpassi prima di raggiungere il comando. Il record sulla distanza era stato stabilito da Bagnaia nel 2024, quando il pilota aveva guidato la gara dall’inizio alla fine. I tempi sul giro più veloce sono rimasti comparabili, ma la prova è risultata complessivamente meno rapida.
La carcassa posteriore rinforzata Michelin
La carcassa posteriore più rigida utilizzata al Red Bull Ring è stata oggetto di numerose discussioni. Si tratta di una soluzione proposta da Michelin per il quarto anno consecutivo, progettata per contenere maggiormente la temperatura rispetto alla carcassa standard.
La differenza non viene considerata enorme, ma richiede una messa a punto specifica. Le squadre capaci di individuare il corretto equilibrio possono sfruttare pienamente le caratteristiche dello pneumatico. Nel corso della stagione erano già state portate carcasse rinforzate anche in Thailandia e in Brasile, con una soluzione analoga a quella austriaca utilizzata a Goiânia.
Protagonisti citati nel campionato MotoGP
Le dichiarazioni e gli avvenimenti descritti coinvolgono diversi protagonisti del campionato, tra analisi tecniche, lotta per il titolo e risultati del Gran Premio d’Austria:
- Piero Taramasso, responsabile Michelin.
- Jorge Martin, in lotta per il vertice della classifica mondiale.
- Marc Marquez, separato da Martin da 12 punti.
- Pedro Acosta, vincitore del Gran Premio d’Austria.
- Pecco Bagnaia, tra i piloti ad aver scelto la doppia gomma media nella Sprint.
