Motogp, diggia punta più in alto: i podi non bastano e resta il rimpianto di poter fare di più
Il sabato di Fabio Di Giannantonio a Phillip Island si è concluso con un risultato positivo, nonostante una qualifica sul bagnato al di sotto delle attese. Il pilota del team Pertamina Enduro VR46 ha reagito nella Sprint asciutta con una rimonta efficace, conquistando il settimo podio stagionale nelle gare del sabato e mostrando un ritmo competitivo nelle fasi finali.
Fabio Di Giannantonio conquista il podio nella Sprint
Partito dall’ottava posizione, Di Giannantonio ha terminato la gara al terzo posto, alle spalle dei fratelli Márquez. Il risultato avrebbe potuto essere ancora più importante, considerando che il pilota romano è risultato il più veloce in pista negli ultimi giri.
La gara è iniziata con un errore alla curva 4. Di Giannantonio ha valutato in modo errato la direzione del vento, che lo ha accompagnato durante la frenata spingendolo verso l’esterno. La perdita di terreno non gli ha impedito di recuperare posizioni grazie a un passo molto consistente e a diversi sorpassi.
Il pilota VR46 ha riconosciuto la qualità della prestazione, sottolineando allo stesso tempo la sensazione di aver lasciato qualcosa sul tracciato. Il podio è stato considerato un risultato soddisfacente, anche se il rendimento della moto aveva permesso di avvicinarsi ad Alex Márquez. L’azione decisiva è stata resa più complicata dal degrado della gomma anteriore, sottoposta a un lavoro intenso nel corso della Sprint.
La crescita nelle Sprint e il rendimento della Ducati
Le prestazioni recenti hanno evidenziato un cambiamento rispetto al passato. Di Giannantonio era tradizionalmente più efficace nelle gare della domenica, mentre nelle ultime occasioni ha ottenuto i risultati migliori proprio nelle Sprint.
Secondo il pilota, questa evoluzione dipende sia dai progressi personali sia dalle caratteristiche della moto. La Desmosedici GP di quest’anno consente di spingere con maggiore efficacia utilizzando la gomma soft, mentre con la mescola media il rendimento cala. Un problema verificatosi in Giappone ha fornito indicazioni utili per migliorare la gestione della media, lasciando aperta la possibilità di ritrovare anche con quella gomma la velocità espressa nelle Sprint.
Fabio Di Giannantonio punta a sfidare i fratelli Márquez
Il ritmo mostrato nella parte conclusiva della gara ha alimentato l’idea di poter mettere sotto pressione i fratelli Márquez anche nella prova lunga. Di Giannantonio ha spiegato che l’obiettivo è restare vicino ai piloti di vertice e provare a inserirsi nella lotta per la vittoria.
La gestione di Marc Márquez potrebbe essere stata condizionata dalla situazione di gara, dopo aver visto sulla tabella l’uscita di scena di Martin. La competitività della VR46, comunque, è apparsa evidente e il pilota romano ritiene necessario mantenere il contatto con i primi per poterli attaccare.
Phillip Island e le incognite della gara sul bagnato
Le previsioni per la gara lunga indicano un’elevata possibilità di pioggia. Di Giannantonio ha ammesso che correre sull’acqua a Phillip Island rappresenta un peccato, considerando le caratteristiche spettacolari del circuito, ma ha anche chiarito che la sua Ducati non si comporta necessariamente male sul bagnato.
Il risultato della qualifica non avrebbe rispecchiato completamente le sensazioni avute in pista. Nell’ultimo tentativo, un errore legato alla presenza di Ogura in un giro lento ha compromesso la prestazione. Al di là di quell’episodio, il pilota ha riferito di essersi trovato a proprio agio e di considerare possibile una gara positiva anche in condizioni difficili.
Protagonisti della Sprint di Phillip Island
- Fabio Di Giannantonio, pilota Pertamina Enduro VR46 e terzo classificato.
- Marc Márquez, vincitore della Sprint.
- Alex Márquez, classificato davanti a Di Giannantonio.
- Ogura, coinvolto nell’episodio dell’ultimo giro della qualifica.
- Martin, indicato sulla tabella come ritirato durante la gara.
