Motogp, bagnaia: cosa è cambiato rispetto all’anno scorso? purtroppo tutto
Francesco Bagnaia non ritrova a Motegi la forma che un anno prima gli aveva permesso di dominare il Gran Premio del Giappone. Il pilota Ducati ha concluso il venerdì con il 16° tempo, a poco meno di otto decimi dalla vetta, evidenziando ancora una volta le difficoltà di una stagione complicata sul piano del feeling con la moto.
Francesco Bagnaia in difficoltà anche a Motegi
Dodici mesi prima, il circuito giapponese era stato lo scenario dell’ultimo grande acuto di Bagnaia. Il tre volte campione del mondo aveva conquistato la pole position, imponendosi sia nella Sprint sia nella gara lunga. In quella circostanza, la sua leadership era apparsa solida per tutto il fine settimana.
Dopo quel risultato sono arrivati diversi piazzamenti sul podio, senza però replicare il rendimento mostrato nel triennio precedente, quando il pilota piemontese aveva conquistato due titoli MotoGP e lottato fino all’ultimo per un altro campionato. Anche il circuito di proprietà Honda sembra avere perso il valore di riferimento che aveva assunto per Bagnaia.
Grip assente e difficoltà in frenata
La principale criticità segnalata dal pilota Ducati riguarda il grip, percepito come completamente assente. La mancanza di aderenza rende complicato gestire la moto in frenata, perché la Ducati tende a spingere e risulta difficile da arrestare.
Bagnaia ha descritto il venerdì come una giornata simile a molte altre vissute durante la stagione: poca velocità, difficoltà nel controllo e necessità di individuare una soluzione tecnica. I diversi assetti provati non hanno prodotto variazioni significative nel comportamento della moto.
Carcassa standard e feeling con la Ducati
Il ritorno alla carcassa standard, che ha favorito gli altri piloti Ducati, non ha portato gli stessi benefici a Bagnaia. Il pilota ha spiegato di non riuscire a percepire l’aderenza supplementare offerta dalla soluzione utilizzata normalmente.
La situazione è apparsa più complessa rispetto al Gran Premio d’Austria. Al Red Bull Ring, la carcassa più rigida aveva ridotto il livello di grip per tutti, consentendo a Bagnaia di rimanere più vicino ai migliori. A Motegi, con la carcassa abituale, il mancato feeling con l’aderenza ha invece ampliato le sue difficoltà.
Qualifica decisiva per recuperare terreno
Non è ancora stata individuata una direzione tecnica precisa per migliorare il rendimento nella giornata successiva. I set-up utilizzati durante il venerdì hanno fornito risposte molto simili, spingendo il team a valutare un’impostazione differente.
L’obiettivo prioritario sarà ottenere una buona posizione in qualifica, così da permettere a Bagnaia di partire più avanti e limitare gli effetti del ritardo accumulato rispetto ai piloti più competitivi.
Il protagonista del fine settimana
- Francesco Bagnaia, pilota Ducati e tre volte campione del mondo.
