Motogp ad aragon: caldo e sabbia mettono a dura prova le gomme
Il Gran Premio di Aragon propone condizioni tecniche molto diverse rispetto all’appuntamento di Silverstone e mette gli pneumatici Michelin davanti a nuove incognite. Il tracciato spagnolo, caratterizzato da numerose curve a sinistra, lunghi rettilinei e temperature dell’asfalto potenzialmente elevate, richiede scelte mirate per contenere usura e degrado. La variazione della data rispetto alla precedente edizione rappresenta uno degli aspetti più rilevanti del fine settimana.
Gran Premio di Aragon, circuito favorevole a Ducati e Marc Marquez
La carovana della MotoGP arriva ad Aragon dopo il successo delle Aprilia a Silverstone. Il circuito spagnolo potrebbe invece adattarsi meglio alla Ducati e a Marc Marquez, già capace di vincere sette volte su questa pista. Due di questi trionfi sono arrivati nelle ultime due stagioni.
Il layout del tracciato presenta dieci curve a sinistra e uno sviluppo molto tecnico, con numerosi cambi di pendenza. L’autodromo sorge in un’area caratterizzata dalla presenza di molta sabbia, un elemento che può influire direttamente sul comportamento delle gomme. In caso di vento, la sabbia viene trasportata sull’asfalto e crea un effetto simile a una superficie abrasiva, aumentando il consumo degli pneumatici.
Michelin ad Aragon, temperature e usura degli pneumatici
Il Gran Premio si svolge in un periodo diverso rispetto alla tradizione. Nella stagione precedente la gara era stata disputata l’8 giugno, mentre quest’anno è programmata alla fine di agosto. Le previsioni indicano condizioni particolarmente calde, con l’asfalto che potrebbe raggiungere una temperatura vicina ai 50 gradi.
Il circuito è impegnativo per le coperture anche a causa dei due lunghi rettilinei, che consentono velocità di punta elevate. Il manto è stato rifatto nel 2024 e offre un livello di grip positivo, ma l’aderenza non elimina il problema dell’usura. La combinazione tra temperature alte, velocità e sabbia trasportata dal vento può sottoporre le gomme a sollecitazioni significative.
Scelte Michelin per il weekend di Aragon
Per l’anteriore Michelin ha eliminato la soluzione dura utilizzata nella precedente allocazione ma mai scelta dai piloti. Restano quindi disponibili le mescole soft e media, entrambe con costruzione simmetrica.
Al posteriore sono previste due opzioni asimmetriche, con una spalla sinistra più rigida per assecondare il senso antiorario del circuito. La mescola morbida è stata resa più resistente rispetto a quella proposta nel 2025, con un incremento di un livello nella rigidità. La modifica è stata introdotta per affrontare le temperature più elevate attese ad agosto. La soluzione media, invece, resta invariata rispetto alla scelta dello scorso anno.
Strategie gomme previste per la Sprint e la gara lunga
Nell’edizione precedente la Sprint aveva visto l’utilizzo della gomma media all’anteriore e della soft al posteriore. Nella gara principale, i piloti avevano optato per una coppia di pneumatici medi. Le condizioni previste per il fine settimana, con sole e assenza di pioggia, rendono plausibile una strategia simile.
Il clima stabile e l’ambiente caldo dell’autodromo riducono il rischio di variazioni improvvise nella scelta delle mescole. La gestione del consumo sarà comunque centrale, soprattutto per il posteriore, sottoposto alle accelerazioni in uscita dalle curve e alle elevate velocità raggiunte sui rettilinei.
Silverstone, il bilancio Michelin dopo il dominio Aprilia
Il precedente appuntamento di Silverstone è stato condizionato, come Aragon, da uno spostamento rilevante nel calendario. La gara britannica si è disputata ad agosto invece che a maggio e ha presentato temperature più alte del consueto. L’allocazione Michelin ha funzionato nel complesso in modo positivo, anche se nella Sprint il calo delle prestazioni è arrivato prima delle previsioni.
All’anteriore la gomma dura è stata scelta sia per la gara breve sia per quella lunga, soprattutto per effetto del caldo. La soft ha comunque trovato spazio nelle qualifiche e nei tentativi sul giro secco, dove ha mostrato un rendimento efficace. Le temperature elevate hanno invece reso troppo rischioso il suo impiego nella competizione principale.
Degrado posteriore e fenomeno del graining
La soft posteriore, più dura di uno step rispetto alla stagione precedente, ha permesso di migliorare le prestazioni in qualifica. Il precedente record è stato abbassato di un secondo e quasi tutti i piloti hanno scelto questa soluzione per la Sprint.
Con una temperatura dell’asfalto di circa 35 gradi, la gomma ha garantito velocità e durata sufficienti per superare il precedente riferimento della gara breve. Il degrado è stato però consistente e ha imposto una gestione accurata. Le Aprilia sono riuscite a preservare meglio il rendimento rispetto alle Ducati, mentre Marc Marquez e Fabio Di Giannantonio hanno accusato un calo più evidente nella fase conclusiva.
La causa principale è stata individuata nel graining, un fenomeno che provoca lo strappo della superficie del pneumatico e accelera l’usura. Può comparire quando la mescola non raggiunge la temperatura corretta, quando esiste una differenza marcata tra la temperatura interna e quella superficiale oppure quando il set-up non è adeguato e la moto tende a scivolare eccessivamente.
Gara lunga di Silverstone, prestazioni migliori con la media
Nella gara della domenica la temperatura dell’asfalto è salita a circa 41-42 gradi. Tutti i piloti hanno utilizzato la gomma dura all’anteriore e la media al posteriore. Il rendimento è stato più costante perché non è stato necessario amministrare il pneumatico nello stesso modo richiesto dalla soft durante la Sprint.
Anche l’equilibrio generale delle moto è risultato migliore, favorendo una maggiore regolarità delle prestazioni. Sono stati migliorati tutti i principali record, dal giro più veloce alla distanza complessiva di gara. Il successo è andato a Raul Fernandez, diventato il dodicesimo vincitore diverso nelle dodici gare disputate a Silverstone, confermando la particolare imprevedibilità del tracciato britannico.
La gomma media avrebbe potuto rappresentare una soluzione efficace anche nella Sprint. La mescola aveva già dimostrato il proprio rendimento nella gara lunga del 2025. Brad Binder e Jack Miller sono stati gli unici a sceglierla anche nella competizione del sabato, proprio per limitare il rischio di degrado e graining, e hanno giudicato positivamente la decisione al termine della prova.
Protagonisti delle scelte Michelin in MotoGP
Le valutazioni sulle condizioni del tracciato, sulle mescole e sul comportamento degli pneumatici sono state illustrate da Piero Taramasso, responsabile Michelin. Le prestazioni del fine settimana di Silverstone hanno coinvolto diversi piloti e hanno evidenziato il diverso rendimento delle Aprilia e delle Ducati nella gestione della gomma posteriore.
- Piero Taramasso
- Marc Marquez
- Fabio Di Giannantonio
- Raul Fernandez
- Brad Binder
- Jack Miller
