Miller spiega lo sfogo in pitlane: "Sembriamo dei ci
Jack Miller ha ricostruito la concitata gestione della Sprint del Gran Premio della Malesia di MotoGP, spiegando le ragioni del rientro ai box e le conseguenze di una comunicazione non chiarita con il team. L’australiano ha inoltre raccontato di essersi scusato per la reazione avuta nei confronti della squadra dopo aver scoperto che la seconda moto non era pronta.
Jack Miller e il malinteso con Prima Pramac Racing
Miller aveva parlato con il capotecnico Giacomo Guidotti prima della gara, chiedendo di preparare la seconda moto. Il pilota intendeva dire che la moto doveva essere pronta immediatamente, mentre il team aveva interpretato la richiesta come una preparazione prevista dopo quattro o cinque giri.
Il pilota è rientrato al box alla fine del secondo giro, dopo aver notato le prime gocce di pioggia sul circuito. La moto destinata alla configurazione da bagnato, però, non era disponibile. La perdita di tempo ha compromesso la possibilità di riprendere la corsa e Miller ha scelto di non tornare in pista.
La decisione di rientrare ai box
Miller ha riconosciuto che la scelta di cambiare moto era stata sua. Aveva osservato gocce sulla visiera nelle curve 7 e 8 e successivamente anche nelle curve 9 e 10, ritenendo che il giro successivo potesse essere caratterizzato da una pioggia più intensa.
Secondo il pilota, in Malesia quelle curve sono spesso tra le prime a bagnarsi quando arriva un acquazzone. La posizione occupata, tra il diciassettesimo e il diciottesimo posto, rendeva improbabile la conquista di punti restando in pista. Per questo motivo Miller ha considerato il cambio moto un tentativo giustificato dalla situazione.
La moto da bagnato non era pronta
Al suo arrivo ai box, Miller pensava che fosse sufficiente rimuovere le termocoperte. Quando ha visto che la pistola pneumatica sulla pinza si muoveva nella direzione sbagliata, ha capito che la gomma non era stata ancora sostituita. A quel punto, il pilota ha considerato conclusa la propria gara.
Le scuse di Jack Miller al team
Dopo la reazione mostrata davanti alle telecamere, con gesti e urla rivolti alla squadra, Miller ha spiegato di essersi calmato rapidamente e di aver chiarito la situazione con il capotecnico. Il pilota ha ammesso di essersi scusato, precisando che la tensione era nata mentre si trovava ancora pienamente coinvolto nella competizione.
Miller ha sottolineato di non aver preso quella decisione senza ritenerla valida. La pioggia, però, non ha raggiunto un’intensità sufficiente per rendere vantaggiose le gomme da bagnato. Anche altri piloti hanno tentato la stessa strategia, mentre il diluvio è arrivato soltanto dopo la bandiera a scacchi.
Le personalità coinvolte nella Sprint malese
Il confronto sulla gestione del cambio moto ha coinvolto direttamente il pilota australiano e il responsabile tecnico del box, al centro del chiarimento successivo alla gara.
- Jack Miller, pilota del Prima Pramac Racing.
- Giacomo Guidotti, capotecnico del team.
