KTM in MotoGP: Beirer ammette che il problema al motore li ha quasi uccisi
La stagione MotoGP 2026 di KTM è stata segnata da una serie di difficoltà tecniche che hanno messo sotto pressione l’intero progetto sportivo. Dopo la fase di instabilità finanziaria dell’azienda, il reparto motorsport puntava a ritrovare una condizione di maggiore normalità, ma le ripetute rotture dei motori hanno aperto una crisi complessa, resa ancora più difficile dal blocco degli sviluppi previsto dal regolamento.
KTM MotoGP 2026 e la crisi dei motori
Secondo Pit Beirer, responsabile del motorsport KTM, l’inizio della stagione era stato affrontato con l’obiettivo di consolidare la permanenza nel campionato e avviare una nuova fase sotto la proprietà rinnovata. Le attività sportive erano state garantite, mentre la struttura aziendale cercava un nuovo equilibrio.
La situazione è cambiata dopo i numerosi guasti tecnici. Beirer ha descritto il problema al motore come un colpo quasi fatale per il progetto, arrivato proprio quando KTM riteneva di poter tornare a una gestione più ordinaria. In totale, il costruttore ha perso sette motori nel corso della stagione.
Le tre rotture al Mugello
Il momento più critico si è verificato durante il Gran Premio d’Italia al Mugello. Nel corso della mattinata si è verificata una prima rottura, inizialmente considerata un possibile episodio isolato, compatibile con le sollecitazioni dei propulsori MotoGP ad alto regime.
Poco dopo, però, hanno ceduto altri due motori. La successione degli eventi ha impedito agli ingegneri di individuare rapidamente una spiegazione e ha fatto emergere la gravità della situazione. Per Brad Binder le conseguenze sono state particolarmente pesanti, mentre Pedro Acosta ha affrontato il problema con un bilancio relativamente meno negativo, perdendo un solo motore.
Pedro Acosta e il guasto al Gran Premio di Catalogna
Tra gli episodi più rilevanti figura il guasto alla KTM RC16 di Pedro Acosta durante il Gran Premio di Catalogna a Barcellona. Il pilota ha perso improvvisamente potenza e Alex Marquez lo ha tamponato, provocando una carambola che ha portato all’interruzione della gara.
Beirer ha precisato che quell’incidente non era stato provocato dal difetto meccanico individuato successivamente nei motori KTM. La causa del guasto di Barcellona, quindi, non coincideva con il problema tecnico emerso durante l’analisi delle altre rotture.
KTM e il blocco degli sviluppi dei motori
La ricerca della causa è stata complicata dal cosiddetto Engine Freeze, ancora applicato nella stagione 2026. Ducati, Aprilia e KTM dovevano utilizzare la specifica del motore omologata nella stagione precedente. I propulsori erano sigillati e, in linea generale, non potevano essere aperti o modificati.
Le deroghe erano possibili soltanto per motivi legati a sicurezza e affidabilità, senza generare un incremento delle prestazioni. Per KTM questo vincolo ha impedito di esaminare immediatamente i componenti interni e di intervenire per correggere il difetto.
La difficoltà di individuare il guasto
Una singola rottura non avrebbe necessariamente provocato allarme. Su un propulsore da competizione sottoposto a regimi elevati, un cedimento può verificarsi senza indicare un problema sistemico. La situazione è diventata diversa quando ha ceduto anche un secondo motore e si è verificato il guasto di un’unità di ricambio.
Normalmente, una modifica problematica può essere eliminata tornando alla configurazione precedente. Con i motori sigillati, KTM non disponeva di questa possibilità. Gli ingegneri non potevano aprire il propulsore né analizzare singolarmente i componenti per stabilire l’origine delle rotture.
Il componente difettoso del fornitore esterno
Per raccogliere informazioni, KTM ha recuperato anche motori più vecchi, caratterizzati da un elevato chilometraggio. Il loro comportamento ha fornito un’indicazione importante: quelle unità non presentavano il difetto perché il problema appariva già dopo circa 50-100 chilometri.
L’analisi ha portato alla causa: un componente difettoso fornito da un’azienda esterna. Il pezzo era sottoposto a forti sollecitazioni e presentava un problema di qualità. L’identificazione del componente non ha chiuso immediatamente la vicenda, perché KTM doveva ottenere l’autorizzazione degli altri costruttori per aprire i motori e procedere alla sostituzione.
L’autorizzazione ad aprire i motori KTM
La richiesta ha inizialmente incontrato prudenza da parte della concorrenza. Durante il blocco dello sviluppo, consentire a un costruttore di intervenire su propulsori sigillati richiedeva garanzie precise: l’operazione doveva risolvere esclusivamente un problema di affidabilità, senza offrire vantaggi sul piano delle prestazioni.
KTM ha quindi presentato dati dei fornitori, numeri di serie, riferimenti ai lotti e radiografie dei componenti. La raccolta delle informazioni ha richiesto ulteriori verifiche e ha comportato ritardi. A metà luglio, inizialmente, soltanto Aprilia aveva espresso il proprio sostegno.
Dopo diversi confronti, tra il Sachsenring e Silverstone, durante la pausa estiva, tutti i costruttori hanno concesso il via libera. Anche l’IRTA ha seguito il processo e ha osservato gli interventi. KTM ha così potuto aprire i motori sigillati e sostituire il componente difettoso.
Il deficit di prestazioni KTM in pista
Prima dell’autorizzazione, KTM ha dovuto utilizzare temporaneamente motori più vecchi e lavorare con una potenza limitata. Una semplice riduzione del regime non sarebbe stata sufficiente a eliminare il problema, rendendo più efficace il ricorso alle unità con maggiore chilometraggio e già considerate affidabili.
Le conseguenze sono state evidenti già al Mugello, dove la KTM ha mostrato una carenza di potenza particolarmente marcata. Le prestazioni sui rettilinei sono risultate limitate e la perdita di velocità ha inciso sul rendimento complessivo delle moto fino alla possibilità di intervenire sui propulsori.
Le personalità coinvolte nella crisi KTM
- Pit Beirer, responsabile del motorsport KTM.
- Pedro Acosta, pilota KTM coinvolto in uno dei guasti tecnici della stagione.
- Brad Binder, pilota KTM penalizzato dalla perdita di più motori.
- Alex Marquez, coinvolto nell’incidente seguito alla perdita di potenza della moto di Acosta.

