Honda in formula 1: le scelte sul motore che cambieranno lo sviluppo futuro

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Honda in formula 1: le scelte sul motore che cambieranno lo sviluppo futuro

Il Gran Premio d’Olanda rappresenta un passaggio significativo per Aston Martin e Honda. Sul circuito di Zandvoort debutta una nuova specifica della Power Unit Honda, sviluppata sfruttando le opportunità offerte dall’ADUO. L’aggiornamento si inserisce in un programma più ampio, avviato con le novità introdotte in Ungheria e destinato a proseguire anche nei prossimi appuntamenti del campionato.

Honda introduce una nuova specifica del motore termico

La novità riguarda esclusivamente la parte termica della Power Unit. I tecnici Honda hanno lavorato soprattutto sulla camera di combustione, con l’obiettivo di ottenere una maggiore disponibilità di potenza. La batteria e l’MGU-K non sono state modificate: questa scelta ha permesso di evitare penalità in griglia durante il fine settimana olandese.

All’interno del progetto giapponese resta la convinzione che il principale margine di miglioramento riguardi il motore a combustione interna, più che la componente elettrica. Honda considera questa evoluzione un primo progresso in vista del percorso che dovrebbe riportare il costruttore vicino ai vertici e sostenere l’obiettivo di disporre, nel 2028, di una delle Power Unit più competitive.

Honda punta a recuperare terreno sui migliori

Il responsabile del progetto Power Unit, Shintaro Orihara, non ha indicato il numero esatto di cavalli recuperati con l’aggiornamento. La scelta è legata alla volontà di contenere le aspettative attorno a una specifica che rappresenta un passaggio importante per il programma Honda.

Il costruttore ha comunque definito il pacchetto un progresso significativo. Il divario dai migliori non è ancora stato colmato, ma anche pochi centesimi possono incidere in modo rilevante sul rendimento complessivo. L’obiettivo immediato è quindi ottenere un miglioramento nell’ordine dei 50 o 100 millesimi al giro, senza attendersi trasformazioni radicali.

Il test di 200 chilometri dopo il Gran Premio d’Ungheria

La nuova unità è stata già portata in pista durante una giornata di riprese organizzata dopo il Gran Premio d’Ungheria. Il programma era limitato a causa della natura promozionale dell’evento, ma i 200 chilometri percorsi hanno consentito di raccogliere informazioni utili sul comportamento del motore installato sul nuovo telaio Aston Martin.

Il test non ha evidenziato problemi particolari. Honda ha verificato che la potenza della nuova specifica funzionasse secondo le attese sulla vettura e ha ottenuto dati interessanti anche in relazione alla guidabilità. Le informazioni raccolte in pista sono state confrontate con quelle ottenute al banco prova, permettendo di ottimizzare le impostazioni in vista dell’appuntamento di Zandvoort.

La guidabilità resta un aspetto da affinare

La modifica della camera di combustione ha cambiato anche le caratteristiche di risposta della Power Unit. Una variazione di questo tipo può influire sul modo in cui il motore eroga la potenza e richiede un lavoro di calibrazione per trovare il giusto equilibrio.

Aston Martin aveva già incontrato difficoltà nella guidabilità con la prima versione della Power Unit, mentre il team britannico ha iniziato a produrre internamente il cambio a partire da questa stagione. Per Honda, i dati raccolti nel test non rappresentano un elemento negativo, ma una base tecnica da utilizzare per migliorare gradualmente la risposta del motore.

Le prime sessioni di prove libere del Gran Premio d’Olanda saranno importanti per raccogliere ulteriori riscontri dai piloti. L’esperienza in pista può infatti fornire indicazioni aggiuntive rispetto alle simulazioni al banco, soprattutto nella definizione delle impostazioni più efficaci.

Affidabilità e aggiornamenti aerodinamici Aston Martin

Lo sviluppo della potenza ha richiesto attenzione anche sul fronte dell’affidabilità. Nelle fasi iniziali del progetto Honda aveva riscontrato problemi legati alle vibrazioni, che potevano danneggiare la batteria. Con la nuova evoluzione e gli interventi apportati alla vettura, non sono emerse criticità di questo tipo e il costruttore si è detto fiducioso sulla gestione del problema.

A Zandvoort Aston Martin introduce inoltre altre novità aerodinamiche, con aggiornamenti destinati al fondo e all’ala anteriore. Gli interventi fanno parte del pacchetto avviato in Ungheria e destinato a essere completato con ulteriori sviluppi nei prossimi Gran Premi. Per quanto riguarda Honda, invece, non sono previste altre evoluzioni di rilievo nel corso della stagione: i successivi aggiornamenti saranno concentrati direttamente sul programma 2027.

Honda e Aston Martin: il protagonista del progetto

  • Shintaro Orihara, responsabile del progetto Power Unit e dirigente tecnico di Honda Racing Corporation.
Dettaglio tecnico Aston Martin
Categorie: Formula 1Motori

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