Ferrari, nuovi test per il motore aduo2 e novità al fondo in vista di zandvoort

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Ferrari, nuovi test per il motore aduo2 e novità al fondo in vista di zandvoort

La Ferrari ha riattivato il programma di sviluppo dopo la pausa estiva, concentrandosi sia sugli aggiornamenti della SF-26 destinati al Gran Premio d’Olanda sia sull’affidabilità della nuova power unit. Il lavoro procede su più fronti, con interventi aerodinamici mirati al circuito di Zandvoort e nuove verifiche al banco per preparare il debutto del motore 067/6 a Monza.

Ferrari SF-26, aggiornamenti specifici per Zandvoort

La Gestione Sportiva è tornata alla piena operatività per definire il materiale da spedire nei Paesi Bassi. Parallelamente, ai banchi prova sono ripresi i test di durata della power unit aggiornata con le modifiche sviluppate attraverso il programma ADUO2.

A Zandvoort la SF-26 presenterà un fondo rivisto, con particolare attenzione al diffusore posteriore. Sono previsti anche interventi sulle ali e su altri elementi aerodinamici progettati in funzione delle caratteristiche del tracciato affacciato sul Mare del Nord. La pista richiede un carico elevato, anche se inferiore rispetto a quello necessario in Ungheria, e l’assetto è stato definito attraverso il lavoro al simulatore.

Le eventuali ulteriori soluzioni tecniche saranno valutate durante la prima sessione di prove libere. Il fine settimana olandese prevede infatti il format Sprint, con un solo turno di prove a disposizione prima dell’attività competitiva, rendendo essenziale la precisione nell’esecuzione del programma.

Ferrari e Mercedes, la sfida nella seconda parte della stagione

La Scuderia dovrà ridurre il distacco dalla Mercedes per mantenere le proprie ambizioni nei campionati mondiali. Nel mondiale Costruttori la Ferrari paga 72 punti alla squadra tedesca, mentre Lewis Hamilton insegue Kimi Antonelli con un ritardo di 50 lunghezze nella classifica piloti.

Sulla carta, Zandvoort dovrebbe valorizzare alcune caratteristiche della SF-26. I risultati ottenuti nel corso della stagione hanno però reso complessi i pronostici: sui tracciati più guidati, come Monaco e Budapest, la Ferrari ha raccolto meno del previsto, mentre a Barcellona e Silverstone, piste veloci sulle quali avrebbe dovuto soffrire maggiormente, sono arrivati riscontri positivi.

Ferrari SF-26, sviluppo aerodinamico e gestione degli pneumatici

Il team di Maranello continua a credere nel potenziale della vettura e punta a far emergere prestazioni ancora non completamente sfruttate. Il circuito di Zandvoort presenta 14 curve, due delle quali sopraelevate di 18 e 19 gradi, capaci di sottoporre gli pneumatici a notevoli sollecitazioni laterali.

Le gomme C2, C3 e C4 dovranno lavorare su un asfalto caratterizzato da poco grip e dalla presenza variabile di sabbia proveniente dalla spiaggia vicina. Lo staff guidato da Loic Serra lavorerà quindi per esaltare il comportamento della SF-26 in condizioni particolarmente impegnative.

Ferrari 067/6, test sulla nuova power unit

I motoristi coordinati da Enrico Gualtieri stanno proseguendo l’analisi del motore 067/6, destinato al debutto di Monza. La soglia di affidabilità è considerata prossima, ma le prove di durata continuano per sottoporre ogni componente alle sollecitazioni generate dall’incremento delle prestazioni.

Motore Ferrari, turbina e camera di combustione aggiornate

Guido de Paola e il suo gruppo sono intervenuti sulla turbina Garrett, mantenendo lo stesso diametro ma modificando l’inclinazione e il numero delle palette della girante. L’obiettivo è migliorare il riempimento ai regimi più elevati.

È stata aggiornata anche la camera di combustione, con un ulteriore aumento della temperatura del flusso diretto dal compressore verso la testata. La modifica mira a incrementare la pressione nella fase di scoppio e a migliorare l’efficienza complessiva, anche grazie alla nuova benzina Shell omologata per le caratteristiche del propulsore.

Ferrari, potenza e affidabilità della power unit

Le rilevazioni al banco hanno evidenziato un guadagno compreso tra 13 e 14 cavalli, ottenuto anche grazie all’evoluzione del carburante. Le mappature più magre impongono però controlli rigorosi sull’affidabilità, perché l’aumento delle sollecitazioni potrebbe coinvolgere componenti che in precedenza non avevano mostrato criticità.

I tecnici hanno inoltre modificato l’erogazione della coppia per limitare il pattinamento in uscita dalle curve. L’intervento riguarda una delle aree meno efficaci della SF-26, che mostra invece un rendimento elevato in staccata e nella fase di inserimento.

Una maggiore disponibilità di potenza, utile anche per favorire la ricarica elettrica, insieme a un minore consumo di energia nella prima fase dell’accelerazione, dovrebbe contribuire a preservare gli pneumatici posteriori. Lo sviluppo nasce da interventi coordinati tra i diversi reparti della Ferrari.

Dettaglio tecnico Ferrari SF-26
Categorie: Formula 1Motori

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