Haas, Jack Doohan in lizza per il 2027: a Jerez l'occasione decisiva
Jack Doohan continua a puntare sulla Formula 1 e non considera conclusa la propria esperienza nella massima categoria. A oltre un anno dall’ultima presenza in gara, il pilota australiano lavora per tornare sulla griglia nel 2027. Il percorso resta complesso, ma il ruolo assunto in Haas e il programma di test previsto dalla squadra possono offrirgli gli strumenti necessari per ricostruire la propria candidatura.
Jack Doohan e l’obiettivo del ritorno in Formula 1
L’incarico di pilota di riserva Haas ha permesso a Doohan di rimanere a contatto con il paddock e con l’ambiente della Formula 1. La possibilità più importante, però, sarà rappresentata dai chilometri accumulati al volante di una monoposto della categoria. I test potranno consentirgli di recuperare confidenza e dimostrare che la breve esperienza maturata con Alpine non ha definito completamente il suo potenziale.
La Formula 1 aveva concesso all’australiano uno spazio molto limitato. Dopo la promozione al ruolo di titolare Alpine nel finale del 2024, Doohan ha affrontato la stagione successiva in una situazione particolarmente delicata. L’arrivo di Franco Colapinto come pilota di riserva aveva già alimentato dubbi sul suo futuro prima del Gran Premio d’Australia. Dopo appena sei gare, la squadra di Enstone ha deciso di sostituirlo.
La breve esperienza di Jack Doohan con Alpine
Durante quelle sei gare Doohan ha commesso alcuni errori. Il più pesante è arrivato a Suzuka, dove una piccola sbavatura ha provocato ingenti danni alla monoposto. L’australiano non è riuscito a ottenere un risultato capace di modificare una situazione già orientata verso il cambio di pilota.
Le statistiche della parentesi in Alpine sono poco favorevoli: nessun punto conquistato e un tredicesimo posto come miglior piazzamento. I numeri, però, non restituiscono ogni elemento del contesto. Doohan ha iniziato la carriera da titolare senza disporre del normale periodo di adattamento concesso a un esordiente e ha dovuto dimostrare immediatamente di meritare il sedile.
Il peso della pressione sulle prestazioni
Il passaggio alla Formula 1 non richiede soltanto velocità. Un pilota deve imparare a gestire l’intero weekend, collaborare con gli ingegneri, interpretare il comportamento degli pneumatici, seguire le procedure e aumentare gradualmente il limite della vettura. Doohan ha dovuto concentrare questo processo in soli sei Gran Premi, sapendo che ogni errore avrebbe avuto conseguenze superiori al normale.
Il nuovo ruolo di Jack Doohan in Haas
Prima dell’esordio da titolare, Alpine aveva investito per anni sul pilota australiano. Doohan era entrato nella Academy della squadra ed era stato accompagnato progressivamente verso la Formula 1. Aveva inoltre svolto numerosi test con monoposto di stagioni precedenti e partecipato a sessioni di prove libere. Questa attività aveva convinto il team di Enstone a promuoverlo, anche se la fiducia si è esaurita rapidamente fino alla separazione definitiva.
L’arrivo in Haas ha aperto una nuova fase. Doohan condivide il ruolo di reserve driver con Ryo Hirakawa all’interno di una struttura che, grazie alla collaborazione con Toyota, ha ampliato il proprio programma di test. Per un pilota che cerca di rientrare in Formula 1, questa situazione offre la possibilità di mantenere un rapporto diretto con il campionato e di tornare concretamente al volante.
Un test non equivale automaticamente a un’audizione per un sedile, ma un programma TPC ampio può diventare anche uno strumento di valutazione. Haas ha già sfruttato questa opportunità con profili differenti e potrà farlo anche con Doohan. Per l’australiano, il test rappresenterà una delle occasioni più rilevanti dal momento dell’uscita dalla griglia.
La concorrenza per il futuro sedile Haas
La candidatura di Doohan dovrà confrontarsi con una concorrenza consistente. Tra i nomi considerati figurano Leonardo Fornaroli, già valutato dalla squadra durante un primo test a Jerez, e Rafael Câmara. Entrambi sono attesi in pista a Portimão dopo il weekend di Zandvoort, insieme a Hirakawa.
Doohan non prenderà parte a quella sessione, un elemento che potrebbe rendere la sua posizione apparentemente meno forte rispetto agli altri candidati. Haas ha però programmato per lui una giornata dedicata a Jerez, dopo il weekend del Gran Premio di Madrid. Sarà un appuntamento separato, ma potenzialmente decisivo per valutare il suo livello.
Se la squadra dovesse attendere la fine di settembre prima di comunicare il pilota destinato ad affiancare Ollie Bearman nella prossima stagione, la candidatura di Doohan avrebbe un peso concreto e verrebbe esaminata allo stesso livello degli altri profili oggi più accreditati.
La seconda possibilità di Jack Doohan
A ventitré anni, Doohan non può essere considerato un pilota già valutato in modo definitivo. La Formula 1 concede poco tempo, soprattutto a chi non dispone di risultati immediatamente evidenti o di una posizione contrattuale solida. L’australiano ha vissuto una delle situazioni più estreme: ingresso nel campionato, sei gare disponibili e uscita dalla griglia.
I test Haas gli permetteranno di lavorare senza la pressione di un weekend di gara e senza l’obbligo di produrre rapidamente un verdetto. Non esiste la certezza di un sedile nel 2027, ma finalmente si presenta la possibilità di costruire una candidatura basata su elementi concreti. Per Doohan può rappresentare una seconda occasione e la prima vera opportunità di mostrare pienamente il proprio valore.
Protagonisti della candidatura Haas
- Jack Doohan
- Ryo Hirakawa
- Franco Colapinto
- Leonardo Fornaroli
- Rafael Câmara
- Ollie Bearman
