Hamilton incidente con Russell: non era à, senza avevo il passo per vincere

• Pubblicato il • 5 min
Hamilton incidente con Russell: non era à, senza  avevo il passo per vincere

Lewis Hamilton attraversa un weekend pieno di rampianti e conseguenze a catena, culminate nell’incidente avvenuto negli ultimi istanti della FP3. Un singolo errore ha portato a un impatto contro il muretto, con danni estesi nella zona posteriore, costringendo i meccanici a un intervento rapido per rimettere la vettura in condizioni da affrontare le qualifiche.

incidente in fp3 e danni alla vettura di lewis hamilton

La dinamica dell’evento risale a quando, a fine sessione, una sbavatura nel secondo settore ha fatto perdere il controllo del mezzo fino allo scontro contro le barriere. L’impatto ha causato un danneggiamento nella parte posteriore dell’auto, con un recupero tecnico necessario per riportare la monoposto in pista entro i tempi utili per le qualifiche.

assetto errato in qualifica dopo la ricostruzione

Dopo il contatto con le barriere, il resto del fine settimana ha risentito di un problema di set-up. Secondo quanto spiegato sia da Hamilton sia dal Team Principal della Rossa, Frederic Vasseur, l’assetto con cui la vettura è uscita dai box in qualifica non era ottimale.

errore nel settaggio delle sospensioni e perdita di tempo

Hamilton ha assunto la responsabilità dell’accaduto, spiegando che l’incidente di sabato ha portato a un assetto non corretto e, di conseguenza, a una posizione in griglia penalizzante. Nel ricostruire la vettura, è emerso un mancato allineamento nelle sospensioni, con un bilanciamento diverso rispetto a quello necessario.

Il britannico ha indicato che, in qualifica, il ritmo risultava inferiore rispetto alle possibilità: un gap stimato in un paio di decimi, con l’ipotesi di arrivare fino a tre decimi in meno del dovuto. Un margine che, secondo le sue valutazioni, avrebbe potuto consentire di lottare per un piazzamento tra secondo e terzo posto.

partenza dalla quinta posizione e penalità dopo il contatto con george russell

Partendo dalla quinta posizione, Hamilton è rimasto inizialmente intrappolato nel traffico. Il quadro è cambiato quando, in curva 5, si è verificato un contatto con George Russell. I commissari hanno inflitto una penalità di cinque secondi, ridotta da dieci a cinque.

dinamica della penalità e valutazione dei commissari

Secondo quanto riportato dai commissari, a fronte del contatto Hamilton ha finito in sottosterzo senza mantenere un pieno controllo della vettura. L’episodio, essendo avvenuto al primo giro, è stato considerato un elemento attenuante, ma non sufficiente a evitare la sanzione.

pareri discordanti sull’attribuzione della responsabilità

Pur riconoscendo che Hamilton sia finito leggermente in sottosterzo, emergono interpretazioni differenti sulla correttezza della penalità. Da una parte, il britannico era molto vicino a Max Verstappen, che precedeva la sua vettura e gli stava togliendo carico all’anteriore. Dall’altra parte, non è mancata una lettura diversa dell’accaduto: Russell lo ha definito come un semplice incidente di gara e anche Hamilton non concorda con la decisione dei commissari.

danni, doppio pit stop e unsafe release: cosa è accaduto dopo il contatto

Hamilton ha descritto il seguito dell’episodio evidenziando che il contatto ha lasciato danni e ha reso necessario un utilizzo di tempo di recupero. In gara, la prestazione è stata limitata sia dalla penalità sia dalle condizioni della vettura.

danni all’ala anteriore e perdita di carico

Oltre alla compromissione complessiva, Hamilton ha richiamato una perdita importante di carico, con la parte anteriore del fondo che risultava danneggiata ancora durante la gestione del ritmo. Nel resoconto ha inoltre indicato che, all’ultimo pit stop, non è stato possibile impostare correttamente l’incidenza dell’ala anteriore a causa del doppio pit stop.

problema durante la ripartenza: mancata regolazione completata

Quando Hamilton ha scontato la penalità ai box, i meccanici non hanno avuto il tempo necessario per regolare l’incidenza dell’ala anteriore per ribilanciare l’auto, sia per via del danno sia per il cambio mescola. Secondo la ricostruzione del britannico, Hamilton è ripartito non appena il semaforo è diventato verde, mentre le operazioni non erano ancora completate, trasformando l’errore nel segnale impartito ai box.

investigazione per unsafe release

La condizione del meccanico coinvolto è stata indicata come positiva. In parallelo, Hamilton risulta sotto investigazione per unsafe release. L’auspicio del britannico è che, non essendosi coinvolte altre vetture, la direzione gara possa decidere di non applicare ulteriori penalità, con l’ipotesi che la questione venga convertita in ammenda per il team.

strategia con virtual safety car e valutazione dell’impatto dei danni

Nel discorso sulla strategia, Hamilton ha sottolineato che la scelta di ritardare il pit stop ha avuto un ruolo decisivo. La Rossa ha potuto sfruttare la Virtual Safety Car per guadagnare posizione su Andrea Kimi Antonelli e puntare alla vittoria.

margine potenziale per hamilton e lavoro degli strateghi

Hamilton ha evidenziato che la manovra strategica avrebbe potuto premiarlo anche in assenza della penalità. Nel bilancio complessivo, ha comunque voluto mettere in risalto l’operato del gruppo strategico, affermando che negli ultimi tempi la squadra ha introdotto numerosi aggiornamenti che hanno migliorato sensibilmente la vettura. La conclusione indicata è che, senza i danni, sarebbe stato presente il passo per vincere la gara.

decisioni di strategia e obiettivo punti

Hamilton ha dichiarato che la squadra sta prendendo ottime decisioni sulla strategia e che durante tutto il weekend il livello delle attività è stato innalzato. L’obiettivo ha continuato a essere l’ottenimento di punti, portando la vettura al limite nonostante le difficoltà emerse nel corso della corsa.

personaggi citati

  • Lewis Hamilton
  • Frederic Vasseur
  • George Russell
  • Max Verstappen
  • Andrea Kimi Antonelli
  • Oscar Piastri
Lewis Hamilton, Ferrari

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